Intervista di Alessia Mocci a Roberto Lirussi ed al suo “La Regalità calò dal Cielo”

Intervista di Alessia Mocci a Roberto Lirussi ed al suo “La Regalità calò dal Cielo”

Mag 7, 2012

La Regalità calò dal Cielo” è un’opera auto prodotta di Roberto Lirussi. Roberto ha utilizzato una nuova strada nel campo della pubblicazione, ed ormai alla sua terza edizione è più convinto che mai della sua scelta.

L’autore, infatti, ha pubblicato tramite il sito online Il Mio Libro che gli ha dato la possibilità di richiedere il numero delle copie che gli serviva e di aver totale autonomia sulla sua pubblicazione. “La Regalità calò dal Cielo” è un thriller storico religioso che investe millenni di storia, è un testo di uno studioso che vuole raccontare al lettore per non dimenticare il luogo dal quale siamo venuti.

Roberto Lirussi è stato gentilissimo nel rispondere ad alcune domande.

 

A.M.: “La Regalità calò dal Cielo” è alla sua terza edizione. Sei soddisfatto di questa pubblicazione?

Roberto Lirussi: Innanzitutto rivolgo un saluto a tutti ed un grazie particolare a Te Alessia per questa opportunità che mi dai. Gli autori esordienti, come me, infatti, hanno pochissime possibilità per mettersi in luce. Chiedo il permesso per un indispensabile chiarimento, viste le molte volte in cui mi è stata posta la domanda: “Qual è il significato del titolo?”
“La Regalità calò dal Cielo…” è l’incipit di un’ iscrizione sumera che descrive come sia nata la vita sulla Terra, ed il collegamento con la genesi della Sacra Bibbia (protagonista nell’intero racconto) corre d’obbligo.
Il fatto che il libro sia alla terza edizione mi ha fatto capire che è apprezzato, oltre a darmi la possibilità di limare qualche asperità che vi gravava, e ci si accorge di esse solo leggendo e rileggendo molte volte gli scritti, rallentavano un po’ il racconto. Ora ne sono soddisfatto al 100% anche se migliorare un’opera, si potrebbe sempre…non vorrei sembrare presuntuoso, è evidente che non ho creato un testo “perfetto”, ma ne sono molto contento.

 

 

A.M.:  Il libro contiene anche alcune fotografie. Puoi illustrarci il perché di questa scelta?

Roberto Lirussi: Le foto sono state una mia precisa scelta per sottolineare, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, la storicità di luoghi, personaggi, avvenimenti, sul quale è stato, poi, innestato il canovaccio del racconto romanzesco. Alcuni di questi elementi sono la Cupola della Roccia, nella spianata delle moschee a Gerusalemme, all’interno del recinto ove era situato un tempo il Tempio di Salomone, si passa poi a cartine geografiche per chiarire ove si svolgono certi avvenimenti in luoghi che, magari, nel frattempo, hanno cambiato nome. Oppure vi sono immagini di un bunker di Hitler, in Baviera, che io personalmente ho visitato e che nel racconto accoglie un elemento fondamentale per la storia narrata. Altre immagini riguardano, poi, raffigurazioni di Dei adorati da popoli ormai scomparsi da millenni, come i Sumeri e gli Hittiti, visto che la storia si dipana attraverso circa 5000 anni ed anche, ma non solo, nei luoghi abitati da queste etnie. Non vorrei, però, passasse il messaggio di una ambientazione prettamente e solamente in tempi antichi del racconto. Al contrario, molti avvenimenti ricordati e narrati del passato aiutano ad entrare nella vera storia, che si svolge nella Milano e nelle zone del Vicino e Medio Oriente odierni.

 
A.M.: Definiresti il libro come un thriller storico religioso? Perché?

Roberto Lirussi: Credo si possa definire anche come Thriller storico religioso. Le origini e l’attuale situazione religiosa mondiale sono al centro del racconto, che è basato su elementi storici ed ha l’incalzare che lo fa diventare avvincente come un thriller, quindi, la definizione, che si può sottolineare, o meno, può essere calzante.

 
A.M.: Qual è la caratteristica fondamentale di “La Regalità calò dal Cielo”?

Roberto Lirussi: Sicuramente gli sbalzi storici che lo fanno iniziare nella Israele di oggi per fare poi, immediatamente, un balzo indietro nel tempo di 4333 anni, nell’allora impero degli Hittiti ora Turchia ed Anatolia. Ci si sposta poi, nello stesso periodo, nell’allora Regno di Sumer ad Ur capitale dei Sumeri, si torna poi all’oggi, nella Milano, di oggi, per tornare quindi indietro nella Ebla (Siria) del 2325 a.C., e nella Ninive del 647 a.C., capitale dell’impero assiro. Si citano fatti riguardanti la fondazione di Baghdad, e poi si sale nel tempo fino alle Crociate ed a fatti inerenti il Sacro Romano Impero, in quel di Magonza (Germania). Si torna, poi, indietro al periodo del Patriarcato d’Aquileia per poi volare verso la Malpensa di oggi e quindi tornare in Anatolia. Meta importante Gerusalemme, di un tempo e di oggi. Insomma….a dirlo sembra molto complicato, ma la lettura risolve il problema facendo legare, successivamente tutti i fatti con una correlazione, portando ad una conclusione di lampante speranza. Vorrei sottolineare che non è necessaria nessuna base di conoscenza storica per una lettura che si viene a dipanare automaticamente.

 


A.M.: Tutto parte da un omicidio di 5000 anni fa per arrivare a quale evento sconvolgente?

Roberto Lirussi: Si cita il rituale dell’Olocausto primordiale, praticato dai Sumeri e poi importato dai Giudei nella loro tradizione, per ritrovarsi al giorno d’oggi con un omicidio che ha identiche caratteristiche, quindi, chi dovrà indagare su tale fatto dovrà servirsi sia di tecniche avanzatissime come di saperi atavici ed antichi.
Il tutto per evitare la diffusione di una conoscenza che potrebbe cambiare il corso della storia di tutte le religioni e, di conseguenza, di tutta l’umanità, dato che, constatiamo facilmente che, le religioni, seppur dopo l’anno 2000, sono ancora molto influenti sui comportamenti umani.

 
A.M.: Quando nasce la tua passione per la storia e per la religione?

Roberto Lirussi: Questi miei interessi sono la diretta conseguenza dell’esigenza di voler conoscere gli scenari originali da cui sono nati popoli, usi, costumi, società, ed, associatamente, religioni, perché tutte le società, in qualsiasi periodo storico siano vissute hanno sempre cercato una qualsivoglia spiritualità, tutte, nessuna esclusa.

 
A.M.: Quanto credi sia importante per uno scrittore una buona pubblicità marketing? Pensi che il social network facebook possa aiutare gli artisti?

Roberto Lirussi: Io ho scelto di declinare le decine di proposte di pubblicazione a pagamento ed intraprendere una via personale, non so quanto più rischiosa, redditizia o di buonsenso rispetto a quella di pagare 3-4-5000 euro per non sapere poi che fine avrebbe fatto il mio prodotto (brutta parola, ma in questo caso si tratta di mercato). Ho fatto stampare il libro a Il Mio Libro, quindi un servizio publish on demand, comprando quante copie volevo, senza obblighi, pagando, quindi, solo ciò che acquistavo. Mi sono avvalso, poi, dell’accordo tra questa azienda e la Feltrinelli che, tramite i suoi circa 100 punti vendita distribuiti su tutta l’Italia, mi fa arrivare “La Regalità calò dal Cielo” ovunque sul territorio nazionale, su richiesta del cliente, con una spesa irrisoria. Il social network facebook è un buon strumento, non solo per pubblicizzare il libro, ma anche per tenere i contatti con chi ha le mie stesse passioni che sono, comunque, tutte inserite a qualche titolo, nel romanzo.

 

A.M.: Hai qualche nuovo progetto in cantiere?

Roberto Lirussi: Sì e ne ho diversi. Il primo è una raccolta di miei saggi, che sono esami universitari da me affrontati in questi ultimi quattro anni, che riguardano, comunque, il Vicino Oriente. Questo in quanto frequento l’Università di Udine e studio Storia, tutela e conservazione dei beni archivistici e librari. Il titolo della raccolta è :”Vicino e Medio Oriente Antico, una o tante storie?” ed è un volume di 316 pagine che tratta i seguenti argomenti in capitoli separati, ma, dal punto di vista dell’ambientazione, molto legati tra di loro e che sono: Storia della Palestina dai primordi a circa l’anno 1000 a.C. – Storia dell’ebraismo e formazione della Bibbia – Vicino oriente antico, la Mesopotamia  dai Sumeri ad Hammurabi di Babilonia – Islam storie, etnie, istituzioni, arte.
Riguardo questo titolo, credo mi avvarrò ancora della formula stampa Il Mio Libro – distribuzione Feltrinelli.
Sul secondo progetto ho raccolto già diverso materiale e vorrei incentrare, sempre un romanzo storico, sulla figura di Papa Silvestro II, pontefice negli anni del passaggio di secolo 999/1000. Egli, da alcuni detrattori fu chiamato il “Papa del Diavolo”, per sue caratteristiche che per ora non posso rivelare. Il titolo potrebbe essere: “Il Papa del Diavolo – L’Ultima Messa” (dato che Egli celebrò in S. Pietro l’ultima S. Messa dell’anno, del secolo, del millennio). Non ultima l’ambizione di continuare gli studi ed arrivare alla Laurea, naturalmente. Ci terrei a sottolineare che non vivo di rendita, ho famiglia e quindi anche lavoro, svolgo, infatti un lavoro impiegatizio, prevalentemente notturno, che mi permette, però, diurnamente di coniugare tutte queste attività.

 

E noi tifiamo per Roberto che così ottimista ci ha rallegrato la giornata. Aspettiamo quindi fiduciosi queste altre pubblicazioni e lo invitiamo nuovamente da noi per parlare della riuscita.

 

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Intervista del 2010

 

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