Intervista di Pietro De Bonis a Raffaella Nassisi ed al suo “13 maggio”

Intervista di Pietro De Bonis a Raffaella Nassisi ed al suo “13 maggio”

Mag 4, 2012

“Metto passione in tutto ciò che faccio, sono io, è il mio modo di vivere, giusto? Sbagliato? Non lo so, ma è l’unico modo che ho.”


Raffaella Nassisi, milanese, è più o meno coetanea della protagonista del suo romanzo “13 maggio” (Book Sprint Edizioni). Da sempre ama leggere e scrivere, e per lungo tempo ha fatto gare di salto ostacoli a cavallo.  Ha conseguito la maturità scientifica e si è iscritta a Psicologia all’Università di Parma ma, dopo un paio d’anni di frequenza e di esami, ha capito che non avrebbe mai potuto sopportare i drammi altrui…

 

“Sembro designata a combattere sempre e comunque… una Lady Marion dei tempi moderni, un Don Quijote in jeans, una moderna Giovanna D’Arco. Attenzione, ho trentaquattro anni e, per quello che ho vissuto e come, ho già riempito almeno tre vite. Devo mordere la vita, andare fino in fondo, annegare, annaspare e tornare a respirare.

Sarà perché sono dello Scorpione? Non lo so, ma mi piace crederlo!

Se soffro, mi devasto e mi crogiolo nel mio dolore.

Se sono felice, sono una mina impazzita nell’universo.

Sono uno tsunami sulla mia vita e su quella degli altri.

Nel bene e nel male.

Anni fa ricordo c’era una pubblicità delle “Superga”, le scarpe da ginnastica più tossiche dell’universo, recitava così: “o le ami, o le odi”. Questa sono io. Mi ami o mi odi, amo oppure odio. L’indifferenza non mi appartiene.”

 

P.D.B: Raffaella! Ma hai trovato finalmente questo principe azzurro? O continui a bere Schweppes?

Raffaella Nassisi: Continuo a bere tonica!!!! Sono un filo esigente!!!!!!

 

P.D.B: La tua spontaneità è veramente bella e trascinante, complimenti Raffaella! Ma hai scritto il romanzo “13 maggio” con questo tuo stesso piglio vivace? Affronti la scrittura come la vita?

Raffaella Nassisi: Intanto grazie! La spontaneità però è un arma a doppio taglio, teoricamente tutti la richiedono, nella realtà pochi la sanno apprezzare intimamente. Sono vivace e spontanea di natura e impulsiva, la scrittura in questo mi rispecchia. Le parole escono come un fiume tanto che le dita spesso non corrono sulla tastiera abbastanza velocemente da star dietro ai pensieri, la prima stesura è sempre di getto e non nego che poi mi occorre quasi più tempo per la correzione che non per la prima stesura, nella vita, invece, per forza di cose è buona la prima anche se con gli anni e la maternità ho imparato almeno a contare sino a tre! Ho vissuto la mia maternità come il segno di un progetto più ampio, al quale proprio non potevo sottrarmi. L’ho desiderato per due, lo amo per due. Basto io.

 

P.D.B.: Sei mamma quindi? La protagonista Giulia del romanzo alla fine è un po’ te?

Raffaella Nassisi: Si sono mamma di un bimbo di quasi 10 anni, sarà banale ma prima ero autocentrata, esistevo io, il mio sentire e quel che desideravo ora prima valuto pro e contro ma riferiti quasi esclusivamente a mio figlio. A Giulia ho regalato alcuni miei dettagli pur non avendo approfondito il suo ruolo di mamma, in quel caso era funzionale per far capire quanto piena fosse la sua vita e per ricordare che si può essere mamme e donne, a volte qualcuna se lo scorda purtroppo! Credo che per essere buoni genitori si debba necessariamente essere adulti realizzati, trovare un equilibrio tra i ruoli però non sempre è facile. Giulia infatti corre sempre!

  

P.D.B.: Della serie chi si ferma è perduto, giusto? Ma il tuo romanzo però è una storia senza tempo perché parla d’amore, credi che l’amore sia qualcosa al di là o al di qua di tutti i giorni come può essere il lavoro? Nel senso l’amore per una persona, non per un figlio, è possibile faccia stare solo bene?

Raffaella Nassisi: Se fossimo in Utopia allora sì, l’amore dovrebbe solo far stare bene! Purtroppo è quello che cerco io, non quello che vedo e sento da racconti vari. L’amore per me è comunque l’unico vero motivo per cui si è al mondo e in questo non esiste differenza tra l’amore materno verso un figlio o quello prorompente per un compagno. E’ comunque un sentimento totalizzante e appagante, ci sono momenti di estasi e di crisi profonda, e per come sono fatta c’è bisogno di entrambe per sentirsi appagati. Poi la litigata ci sta, trovo che sia anche salutare, rompe la monotonia e riduce il rischio si cada nell’ abitudine, nel darsi per scontati.

 


P.D.B.: Leggo dalla tua biografia che hai studiato per un po’ psicologia all’università ma poi hai dovuto abbandonare perché non credevi di poter sopportare più i drammi altrui? E’ così (sorrido)? Esser sensibili quanto costa?

Raffaella Nassisi: Ho frequentato Psicologia a Parma per un paio d’anni, poi mi son resa conto che effettivamente non sarei mai stata in grado di “svolgere la professione” proprio, come dici tu, per la troppa sensibilità! Se vedo due persone che discutono, parliamo di estranei persino, mi agito… l’emotività è un’arma a doppio taglio! Il dramma è che quasi tutti quelli che mi conoscono mi raccontano di ogni, sperando io tiri fuori dal cappello qualche soluzione magica. Ora ho giusto quei quindici anni in più e ci rido ma a volte non reggo e mi prendo dei periodi di pausa dal mondo, non rispondo al telefono e non ho voglia di vedere nessuno, come se sentissi la necessità di ricaricarmi per offrirmi migliore poi.

 

P.D.B.: Benissimo Raffaella siamo giunti alla conclusione di questa nostra chiacchierata, vuoi dirci dove possiamo trovare il tuo libro? Ci sono in vista presentazioni?

Raffaella Nassisi: “13 maggio” è edito sia in versione cartacea da Book Sprint Edizioni, reperibile o in qualsiasi libreria on-line, o ordinandolo nelle librerie affiliate o direttamente all’editore www.booksprintedizioni.it che in versione e-book dalla Edizioni Esordienti anche questa versione è scaricabile dai maggiori portali o direttamente sul sito www.edizioniesordienti.com sezione rosa ed erotici.

Presentazioni ne sto facendo parecchie, a breve Gallarate, Pesaro e Roma.Per rimanere aggiornati sulle date consiglio di guardare sulla pagina facebook di 13 Maggio a questo link:

http://www.facebook.com/pages/13-Maggio-di-Raffaella-Nassisi/280248388699114

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

http://pietrodebonis.blogspot.it/

 

“Ah, quasi scordavo, mi chiamo Giulia, capelli rossi, un miliardo di nei e lentiggini, disseminati per viso e corpo, e sono un concentrato di donna, centocinquantotto centimetri di energia. Fisico nella norma, con una taglia che spazia dalla trentotto alla quarantadue secondo quanto sia felice e piena la mia vita sentimentale. L’amore mi gonfia, la sua mancanza mi prosciuga!”


 

 

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