“Promoloch”: ep d’esordio per i Monstra – recensione di Daniele Mei

“Promoloch”: ep d’esordio per i Monstra – recensione di Daniele Mei

Apr 24, 2012

Beh, se questi sono i presupposti ci sarà da divertirsi, tre pezzi che ti esplodono nello stereo e non ti fanno uscire vivo, testi che graffiano, un equilibro tra i musicisti raro e unico.

I Monstra sono un progetto ambizioso, i ragazzi (Alessandro alla voce e alla chitarra, nonché autore dei testi, Antonello al basso, Michael alla batteria) tirano dritti per la loro strada, passando sopra le teste di molti altri rocker nostrani.

Son solo tre pezzi:  “Future”, la negazione del punk, da cui i Monstra prendono l’immediatezza delle musiche ma le evolvono con soluzioni tecniche che mettono in luce il loro indubbio talento, il futuro c’è e il segreto sta nel salpare e seguire il vento, anche debole, lasciandosi indietro chi cerca solo scuse.

“Ti ho uccisa, porta una bara” una murder song alla Nick Cave nei testi, un rullo compressore nelle musiche, una canzone d’amore alla vecchia maniera portata all’eccesso da un innamorato non proprio sano di mente, che sarebbe meglio consegnare alla giustizia prima possibile. Dice tutto il primo ritornello “Se non mi consolerà più la mia consorte, nulla mi consolerà più della sua morte”.  Pezzo già esistente nel vecchio demo con la vecchia formazione, ma riarrangiato e potenziato, l’ingresso di
Michael Loi alla batteria ha dato al gruppo un ventaglio di possibilità e di potenza invidiabili.

 “Ho ingannato la sirena” è la mia preferita del trio. Una canzone d’amore,  amore per una donna, per qualcos’altro, sicuramente per qualcosa di non proprio semplice, magari pericoloso, un salto nel buio, ma da fare, col cuore in gola, per non restare attraccati al molo. E il cerchio si chiude.

Ci si possono sentire diverse influenze, le più immediate arrivano dai Verdena, quelli di Wow, dai primi MK, ma si arriva al suono più pesante e secco, alla Queen of Stone Age.

Notevole lo sforzo per lanciare il promo, cento copie numerate, con sfondi  e colori tutti diversi tratti dal capolavoro del cinema muto tedesco del 1929, “Metropolis”, di Fritz Lang, film quanto mai attuale e con una storia e una magia attorno unica, e con delle immagini pazzesche che hanno influenzato tutto il cinema di fantascienza e non solo, per collezionisti.

Monstra sarà un esordio sulla lunga distanza che farà parlare di se, ne son sicuro.

 

RECODM008

Written by Daniele Mei

 

Info: 

www.monstra.it

info@monstra.it

 

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