“L’unzione di Besalèl” di Lorenzo Racca – recensione di Marzia Carocci

“L’unzione di Besalèl” di Lorenzo Racca – recensione di Marzia Carocci

Apr 10, 2012

Quando Mosè ebbe ricevuto gli ordini di Dio che gli prescrisse di costruire l’Arca, egli scelse, per questo compito, due abili operai: fra questi Bezèleel figlio di Uri, “unto” dallo Spirito Santo nell’abilità a svolgere la propria missione.

 Unzione quindi è come ricevere da Dio propensione ad un dato lavoro, qualsiasi esso sia.

Il testo letterario di Lorenzo Racca, a primo impatto,vista la quantità di pagine, può sembrare prolisso e complesso, ma contrariamente a ciò, il suo dire, si scioglie immediatamente in un linguaggio fluido, descrittivo e particolareggiato.

Egli ci propone una modalità diversa di praticare la nostra fede; egli infatti ci rende partecipi di come ,se solo vorremmo, potremmo  fare entrare Dio nella vita di ogni giorno e sopratutto nell’ambiente lavorativo dove raffigurare la sua presenza  diventi una costante e meravigliosa realtà.

Attraverso un viaggio di dichiarazioni, testimonianze  di fede, percorsi storici, riflessioni profonde e  testi religiosi, Lorenzo Racca  ci mette di fronte a qualcosa che molti di noi non hanno mai preso in considerazione, vuoi per il buio che s’infonde  in una vita frenetica e materialistica, vuoi per una piega sbagliata che molti fedeli hanno intrapreso dimenticandosi di come si prega, quale atteggiamento avere verso la preghiera stessa, dove spesso si chiedono grazie e non si entra invece in quel rapporto intimo e spirituale verso il Padre.

La particolarità e l’essenza di questo scrittore, sta nel far comprendere quanto sarebbe importante parlare di Dio non solamente la domenica in Chiesa, ma farlo entrare in ogni ambiente dove l’individuo ne possa godere insieme all’altro in una continua Comunione e condivisione di fede.

Egli infatti propone al lettore l’importanza che avrebbe la Messa nelle fabbriche, nei centri di aggregazione, dove il lavoro si globalizzerebbe con il pensiero cristiano in una condivisione  che darebbe un senso di ricchezza spirituale in una collettività dove anche il rapporto lavorativo migliorerebbe.

L’autore, sottolinea anche i lati dell’uomo che fanno parte dell’oscurità profonda dell’anima, dove l’idolatria, il materialismo, la violenza, il consumismo oscurano l’importanza  della parola di Dio che viene offuscata da una cecità di egoismo e di edonismo, dove i valori e la gioia del vivere con umiltà e misericordia verso l’altro vengono accantonati dal desideri  immorali di fare denaro, di primeggiare, di lussureggiare, dimenticando  la fondamentale espressione di vita che l’uomo dovrebbe avere: l’amore e la dedizione a Dio, agli altri, alla famiglia, alla misericordia e compassione  umana.

Un libro dove, attraverso passaggi importanti della Bibbia, del Vangelo, della parola di alcuni Santi e Padri della Chiesa , Lorenzo Racca, fa sentire la sua voce scuotendo quelle anime che hanno perduto la strada della Verità, indicando alcune possibilità di rieducarsi ad un modo consono di praticare la Fede, fare uscire Dio dai Tabernacoli, dalle costruzioni delle Chiese portarlo nelle fabbriche, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, dove tutti, laureati, operai, studenti e famiglie intere, riprendano quel dialogo, quella propensione alla ricerca di una fede che si sta affievolendo, che sta lasciando il passo ad un vuoto esistenziale, dove l’uomo guarda in direzione del denaro, dell’errore, di una negazione a una rinascita che è vicino a noi, basta dirle di sì!

Un volume che è rinnovamento di pensiero, una ricerca Evangelica che non lascia indifferente il lettore, il quale certamente troverà spunti, riflessioni e, forse, quel senso di colpa per non avere compreso prima che qualcuno gli aprisse l’anima…

 

Marzia Carocci  critico-recensionista/letterario

apollinaire.mc@libero.it

 


One comment

  1. Diciamo che dal libro si evidenziano quattro punti significativi:primo la concezione dell’azienda come comunità di lavoro dove l’uomo è posto al centro del sistema produttivo;il secondo è la costituzione di un gruppo di intercessione da parte dell’apparato dirigente,cosa già collaudata da anni ed estremamente importante per lo sviluppo del’azienda stessa;terzo la messa annuale per favorire la coesione tra i lavoratori;quarto piccoli colloqui”pastorali” dove si instaura una cooperazione e una maggiore conoscenza tra datore di lavoro e operaio;il tutto favorisce un incremento della produttività di un minimo del 30% perchè tutti cooperano al bene comune e si sentono coinvolti e protagonisti del processo produttivo.

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