Bungalow 62 ed il suo mini tour in Sardegna – Intervista

Bungalow 62 ed il suo mini tour in Sardegna – Intervista

Apr 4, 2012

Paolo Forlì ( aka Bungalow 62) nasce a San Benedetto del Tronto nel 1967, studia violino fino all’adolescenza fino a quando non si innamora di Lou Reed, lascia il violino e compra una chitarra. Collabora con Emidio Clementi ai tempi dell’università , ma poi decide di scappare lontano dove nessuno parla la sua lingua. Così ci sono gli Stati Uniti, le amicizie con i barboni di San Francisco, l’intervista a Kurt Cobain al Warfield e le preghiere sulla tomba di Elvis. E poi l’Irlanda, Parigi, la Thailandia.

Bungalow 62 è una minuscola casetta in legno situata nel city camping di Mora, in Svezia. In quel luogo è nato “Snowy Teeth Drive”, il primo album di Paolo Forlì uscito nel 2010, compendio di foreste, amori, cucine ed arti varie tradotto su chitarre acustiche e poco altro, registrato e prodotto ad Ancona con l’aiuto di Mattia Coletti (collaboratore di Xabier Iriondo, Afterhours). A distanza di un anno e mezzo il suo percorso continua con “Mad, Bad, Dead”, 8 tracce registrate e prodotte nel sotterraneo di casa sua, a San Benedetto del Tronto.

Bungalow 62 è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande riguardo la sua carriera ed il suo tour in Sardegna. Buona lettura!

 

 

A.M.: Quando nasce il progetto Bungalow 62?

Bungalow 62: Il Bungalow nasce idealmente nell’estate del 2009, dopo più di dieci anni dal mio personale “sciopero dalla musica”. Mia moglie (all’epoca la mia ragazza) viveva a Boario Terme e quando andavo a trovarla mi lasciava per qualche ora da solo in casa perché lavorava nel suo negozio di parrucchiera. Aveva una eko acustica nello sportello superiore del suo armadio. La tirai giù e cominciai a scrivere nuovi pezzi. Durante un nostro soggiorno in Svezia, a Mora, riuscii in una sola notte a scrivere tutti i testi dei pezzi che avevo registrato in una audiocassetta. C’era un’atmosfera magica. Eravamo nel Bungalow 62 del Mora Parken. Precedentemente avevo suonato e cantato in diverse band dalla matrice garage punk, una di queste si chiamava Maggie’s Farm, con Emidio Clementi, che riuscì a pubblicare un pezzo su Lost Trails Di Claudio Sorge. Era una cover di Ray Charles – “I don’t need no doctor” – di cui ancora oggi custodisco gelosamente il 45 giri.

 

A.M.: Perché utilizzare la lingua inglese e non quella italiana?

Bungalow 62: Ho sempre cantato e scritto in inglese. Forse perché ho vissuto per lunghi tempi in vari posti all’estero e forse perché (a parte Paolo Conte e qualche francese e brasiliano) ho sempre ascoltato cose cantate in lingua inglese. Credo sia una lingua molto adatta ad intersecarsi in episodi musicali folk, sia da un punto di vista metrico che fonetico. Ho inciso solo un brano in lingua italiana, vari anni fa, prima del mio “sciopero dalla musica”. Si chiamava “Con gli ombrelli di Cherbourg”; lo feci ascoltare a pochissima gente perché a me quel cantato faceva schifo. In diversi mi dissero che avrei dovuto continuare per quella strada, che il pezzo era molto bello. A me faceva schifo. Chissà, magari un domani potrei cambiare idea. Ma la vedo abbastanza lontana come ipotesi.

 

A.M.: Un nuovo album “Mad, Bad, Dead”. Come sono le prime reazioni del tuo pubblico?

Bungalow 62: Il disco è piaciuto molto a chi lo ha ascoltato, sia a coloro che già mi conoscevano che a persone che lo hanno conosciuto dal soundcloud, od acquistato in un live. Devo dire che, a parte un mezzo episodio, anche le recensioni sono state molto buone. Fino ad oggi l’ho presentato dal vivo in una decina di date e direi che l’esito dell’atmosfera che si creava dipendeva molto dall’anima del locale in cui mi trovavo, prima ancora di quella che potevo creare io dal palco. In generale i pezzi vengono applauditi con sincerità, e questa è la cosa che mi fa più piacere.

 

A.M.: Com’è nata l’idea del piccolo tour in Sardegna?

Bungalow 62: In realtà è nata da mia moglie. Volevamo andare qualche giorno in Sardegna, terra che amiamo a dismisura, abbiamo visto che la cosa era fattibile e mi sono subito attivato con l’amico Raffaele “Hola La Poyana” per vedere se era possibile organizzare qualche data. Voilà. Raffaele ed altri si sono dati da fare così mi ha comunicato la data del 22/4 a Cagliari con Nick Rivera e quella del 24/4 a Villacidro al Fargo. Credo che il 23 dovrebbe esserci un’esibizione live in una radio, ma è ancora da confermare.

 

A.M.: C’è un brano all’interno del nuovo album che pensi possa attirare maggiormente l’attenzione?

Bungalow 62: Ho notato che quando suono “Brown Focus” c’è un bel coinvolgimento col pubblico. Forse perché uso vari strumenti che ne fanno salire l’atmosfera, o forse perché magari è il brano del video che sta girando in questi giorni. Il pezzo che amo di più però è quello che da il titolo all’album. È molto intimo, e cantato in puro falsetto. Anche “Visions of J”, dedicato ad un buonissimo vino della nostra terra e cantato assieme a Jessica Einaudi, è uno di quei pezzi che continuerò a cantare negli anni a venire.

 

A.M.: Il primo videoclip “Brown Focus” diretto da Massimiliano Bartolini è stato girato nella tua città natale. Perché questa scelta?

Bungalow 62: Ho voluto seguire il consiglio di Massimiliano che è un vero e proprio “nome” nel panorama dei clipmaker italiani. E poi perché la mia città è meravigliosa, e meritava almeno questo piccolo regalo di scuse, visto che l’ho abbandonata per tante volte e per così tanto tempo.

 

A.M.: Dicono di te su Musicclub.it che ci si innamora al primo ascolto della tua musica. Che cosa ne pensi?

Bungalow 62: Credo sia molto soggettivo. C’è chi al primo ascolto mi odia e c’è chi al primo ascolto mi ama. C’è anche chi inizia ad amarmi dopo un po’, e chi dopo un po’ inizia ad odiarmi. Probabilmente chi ha scritto quella recensione ha apprezzato al primo impatto. Generalmente quello che compongo è abbastanza immediato, ma cela aspetti ed angoli bui che affiorano nel tempo.

 

A.M.: Ci puoi informare sulle tue future date?

Bungalow 62: Stiamo programmando con la Overhear di Jessica Einaudi, dei La Blanche Alchimie, le date della stagione estiva che usciranno a breve. Per ora, oltre alla piccola tournèe in Sardegna, abbiamo date il 7/4 a Roma (Circolo degli Artisti), Bologna 19/4 (Paradise Bistrot) e 26/5 a San Benedetto del Tronto (Geko).

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Bungalow 62: I love the smell of napalm in the morning” – Robert Duvall – Apocalypse now – 1979.

 

http://youtu.be/Dd-c9cH5Qy8

 

Info:

http://www.myspace.com/bungalowsixtytwo

http://www.myspace.com/paoloforli

 

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