Dal Diritto del lavoro al Pan Ducale: intervista a Paola D’Amario

Dal Diritto del lavoro al Pan Ducale: intervista a Paola D’Amario

Apr 2, 2012

Atri, orgogliosamente regione Abruzzo – Oggi abbiamo avuto modo di confrontarci con una giovane abruzzese che ha preferito “tornare alle origini” , ascoltando  il suo cuore.

Da avvocato dalla promettente carriera nella capitale, a “produttrice di dolci”, come lei ci tiene a definirsi:  Paola D’Amario, ci racconta un percorso di conoscenza i cui punti cardine sono l’amore per la propria terra e per la tradizione di famiglia, e la impongono in breve tra le artigiane della gastronomia abruzzese più  apprezzata in tutto il mondo.

 

F.F.: Raccontaci il perché della tua attività.

Paola D’Amario: Ho soltanto seguito una spinta emozionale fortissima, che mi ha portato a tornare a vivere in Abruzzo e a continuare quella ricerca iniziata da mio padre: riscoprire e valorizzare le tradizioni di cui è forte il nostro Abruzzo e che tra l’altro sono apprezzate in tutto il mondo, in particolar modo in America, dove c’è una particolare  venerazione per la nostra regione. Nella produzione dei nostri prodotti, ad esempio scegliamo con cura maniacale gli ingredienti migliori  perché vogliamo, prima di tutto, produrre “una cosa  buona”, aldilà delle dilaganti  idee di un’economia di mercato.

 

F.F.: La tua personale visione di cultura.

Paola D’Amario: Di certo e con tanta umiltà,  accarezzo l’idea di una sua   valorizzazione eco-sostenibile, in cui cioè si riscopra il vero senso della terra che dà i suoi frutti. Di qui, bisognerebbe insegnare  l’educazione  “alimentare” cioè quella per cui la  gente mangia bene, sano, naturale.

 

F.F.: Per te, quindi cosa significa cultura eno-gastronomica?

Paola D’Amario: Dobbiamo fare un distinguo preciso nel momento in cui si parla di “cultura regionale”, che io identifico come un patrimonio ricchissimo, che cambia praticamente da paese a paese, e che favorisce così la caratterizzazione del prodotto: Nel teramano, abbiamo la chitarra, le mozzarelle, nel chietino la cicerchiata e i bocconotti.  In Abruzzo ogni angolo ha le sue “tipicità” che sono strettamente legate a quello che la terra è in grado di produrre e alle tradizioni culturali del posto.  A proposito di terra, non possiamo dimenticare come la nostra sia piena di vitigni autoctoni eccellenti: il Montepulciano, il Cerasuolo, il Trebbiano!

 

F.F.: Le nuove possibilità e frontiere dell’enogastronomia.

Paola D’Amario: Il futuro è la valorizzazione e riscoperta del passato, basti pensare al successo riscosso dai  nostri ristoratori che  stanno riproponendo i sapori “antichi” della tradizione contadina, divenuti desueti negli anni a causa di una modernizzazione che ci allontanava dalla tradizione. Ma una pasta alla mugnaia, accompagnata da un calice di Montepulciano, ha un fascino che affonda le proprie radici in canti antichi di notti piacevolmente stellate.

 

 

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