“Roma, Guanti e Argento”, disco dei Operaja Criminale – recensione di Daniele Mei

“Roma, Guanti e Argento”, disco dei Operaja Criminale – recensione di Daniele Mei

Mar 31, 2012

Operaja Criminale

Roma, Guanti e Argento

Psicolabel 2012

 

La crisi, quella che ti mette col culo a terra e ti crea problemi anche solo se devi riparare un pc rotto, quella che ti mette in condizioni di doverti privare della connessione perché hai saltato il pagamento del servizio (con l’addizionale del pizzo statale) al tuo fottutissimo gestore di rete.

La crisi c’è e l’Europa la sta creando giorno dopo giorno con l’aiuto dei nostri cari, insulsi governanti: non vogliono soldi, vogliono sangue e potere.

“Roma, guanti e Argento” è il disco (citando Rumore) della crisi, della mia crisi personale che è la situazione di molti, troppi e per molte situazioni differenti dalle mie, ma assimilabili.

Si parla di un’Italia che cambia, non in meglio sicuramente, che ti soffoca, che racchiude nelle sue storie d’Amore quel filo di apprensione, che ti porta comunque a parlare di posti di lavoro persi e di gente che si da fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate, quella claustrofobia dovuta al mondo che ti crolla addosso e tu puoi solo stare solo a guardare e subire.

“Non sarà poi così grave se ti troverai in ginocchio a raccogliere le carte che ti son crollate addosso,  non sarà poi così grave se ti mancheranno i denti” è un agghiacciante previsione per un futuro che non ci sarà, e se ci sarà, sarà difficile, nero.

Le musiche sono gravi, apocalittiche visioni post punk con un marcato sentore del giro del caro Consorzio Produttori Indipendenti. Non è un disco allegro, e nemmeno leggero, ma fa pensare, ricordare: è un disco vero, la poesia in musica della realtà odierna e di ciò che ci si aspetta dal futuro.

Ci si trova l’insegnamento dei CSI, dei primi Marlene, molto del Giorgio Canali di Rojo, il tutto con una nuova personalità e sensibilità.

Gli Operaja Criminale sono due, Matteo Scannicchio e Andrea Ruggiero, ma non sono un duo.

Già nel disco oltre all’onnipresente Giorgio Canali, che suona, canta, produce (e recita nel video di “E.C.G.”), ci sono Ilenia Volpe, Cesare Petulicchio dei Bud Spencer Blues Explosion e altri.

In “E.C.G.” sento una visione panopticoide del mondo, la sindrome paranoica di essere sempre osservati, accerchiati e tenuti sotto controllo, una vita in un bosco oscuro inseguito da un mostro che non arriva mai, che ti vien da correre e scappare, ma non conviene, perchè tanto correrà sempre più forte di te, anche se non ti morderà mai, in un infinito Truman Show, magari chiusi in un ospedale o in una bara o semplicemente in casa.

“Torino” è l’orrore di un incidente che si poteva evitare, la consapevolezza del degrado e delle cose buone iniziate e messe da parte, con il clangore del metallo che stride nella nebbia per una buca mai rimessa a posto per l’ipocrisia di usare tempo e risorse per salvare l’insalvabile. La realtà supera Dario Argento.

Il resto scopritelo da voi, non è un disco tanto pubblicizzato, ve lo consiglio, indossate dei guanti, rubatelo e fatelo vostro.

 

RECODM 005

Written by Daniele Mei

 

 

Info:

http://operajacriminale.blogspot.it/

 

 

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