Riflessioni telefilmiche: “Touch”, quel filo rosso che ci lega tutti – recensione di Antonio Mazzuca

Riflessioni telefilmiche: “Touch”, quel filo rosso che ci lega tutti – recensione di Antonio Mazzuca

Mar 26, 2012

La matematica come chiave di lettura del mondo: chi sa leggerla conosce il futuro. Sono le premesse di Touch, il nuovo telefilm che ci spiega perché in un vasto mondo globalizzato siamo tutti inestricabilmente connessi.

 

È cominciato martedì scorso su Fox, Touch, l’ultima fatica televisiva di Tim Kring, già creatore di Heroes.

Interpretato dal sempre sopra le righe Kiefer Sutherland (il Jack Bauer di 24), Touch ci racconta di un bambino autistico dalle incredibili doti matematiche e di suo padre, che non riesce a comunicare con lui, se non attraverso la comprensione del linguaggio numerico usato dal piccolo per esprimersi.

Il telefilm, almeno da una prima impressione, è quantomeno affrettato, desideroso di arrivare al punto, all’importanza dei numeri, su cui calca troppo, dimenticando l’antefatto dove i personaggi ci dovrebbero essere presentati per quello che è il loro passato e l’origine delle loro capacità. Un errore? No, è colpa di Tim Kring, che già in Heroes, ma non in Crossing Jordan, aveva sviluppato questa terribile propensione al taglio delle spiegazioni sui caratteri umani.


Le coincidenze, queste sconosciute

Le doti del bambino non si fermano solo alla matematica, e già nel pilot si comprende come i numeri leghino, in realtà, diverse catene di eventi; come ogni numero è legato all’altro, anche ogni fatto è inestricabilmente legato al successivo, in una sorta di concatenazione necessaria e apparentemente casuale, che lega persone vicine fra loro, ma anche lontanissime.

Così un cellulare perso in aeroporto può essere ritrovato per caso a kilometri di distanza, una telefonata può far perdere un treno ad un uomo, che a sua volta potrebbe salvare una scolaresca di bambini da un incidente, e due numeri 3 e 18 rappresentano non solo una data o un orario, ma anche un preciso evento che coinvolge e lega più persone a livello globale.

Un mondo legato da numeri

Ci ricorda Touch, che il mondo è legato dai numeri, una conclusione non sconosciuta a filosofi quali Pitagora ed i pitagorici secondo i quali, tutte le cose sono identificabili e descrivibili in maniera oggettiva, universale, valida per tutti, in base a dati numerici. Se per i pitagorici il numero è il principio unificatore e imprescindibile della realtà, Touch investiga su come i numeri identifichino tutta la nostra vita e sostiene che chi può leggere queste relazioni fra i numeri, come il nostro piccolo protagonista del telefilm, è anche in grado di indovinare gli eventi, e di conseguenza il futuro.

Telefilm e numeri

La numerologia applicata alla realtà non è una novità nel panorama tele filmico attuale: già Numbers applicava la matematica nelle ricerche poliziesche e Lost fece della sequenza di Fibonacci il protagonista di uno dei misteri collegati alla Botola nella seconda stagione.

I numeri erano presenti sui tatuaggi di Micheal Scofield in Prison break e identificavano codici di sicurezza e vie d’uscita. Ma più in generale, la numerologia, dalla cabala in poi, ha avuto una discreta riscoperta, all’indomani dell’attentato dell’11 settembre: la data 9/11 è stata al centro di studi e analisi per via della ricorrenza dell’11, numero del destino, quale somma algebrica delle 3 cifre della tragica data . Ma non solo, l’11 ricorre come somma delle cifre del numero delle vittime (254) dell’11 settembre e in quelle degli attentati di Madrid 3/11/2004 (somma 11), nonché ricorre nel numero di lettere del nome della città di New York (11 lettere) e Afghanistan (11 lettere).

Il riferimento all’attentato dell’11 settembre è peraltro fortissimo in Touch: la madre del piccolo genietto è infatti una delle vittime della strage, le scene dove si realizzano gli scambi ed i collegamenti fra le esistenze dei personaggi più diversi avvengono per lo più in aeroporto e in una stazione ferroviaria, fra i principali luoghi scelti dal terrorismo amante dei numeri.

Touch, quali significati?

Alla fine della prima puntata ed in attesa della seconda, sarà interessante capire dove vuole andare a parare Touch? Il teorema alla sua base è infatti difficile da digerire: il nostro mondo globalizzato, apparentemente casuale e disordinato e legato alle scelte estemporanee e spesso inaspettate è davvero così ben interconnesso, è davvero tutto potenzialmente prevedibile attraverso la lettura di una, seppur difficilissima formula matematica?

Quanto resta delle nostre scelte, quanto esse possono rompere quella catena numerica, e laddove la rompano, se ne crea un’altra? Qual è il confine fra scelta e destino? Si tratta di domande già poste in Lost, e che Touch raccoglie interpretandole in chiave matematica: le nostre scelte sono condizionate? Se non è un Isola a condizionarle, si tratta forse della matematica?

Il fatto che il destino come numero sia una conclusione filosoficamente accettabile ed eticamente difficilmente digeribile, implica che quel Touch di cui si parla, non sia solo il “contatto” fra esseri umani ma anche il contatto fra ognuno di noi e un destino fin troppo numericamente individuato. Siamo dunque pronti ad un mondo così ben razionalmente condizionato? Siamo pronti ad accettare di avere legato alla caviglia un filo rosso invisibile che ci collega a qualcun altro, come delle marionette della matematica? A voi la risposta.

Written by Antonio Mazzuca

http://eliantio.wordpress.com

eliantio@hotmail.it

 

 

2 comments

  1. Gabriele /

    Touch è fantastico, una serie televisiva che ancora deve esprimere la sua potenzialità ed è già appassionante e originale.
    Complimenti al redattore dell’articolo, Mitico.

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