Speciale: i primi tre singoli del nuovo progetto dei Sikitikis – recensione di Daniele Mei

Speciale: i primi tre singoli del nuovo progetto dei Sikitikis – recensione di Daniele Mei

Mar 10, 2012

Ho deciso di osare, non resisto, e di parlare del disco non disco dei Sikitikis, o almeno, dei loro primi tre singoli,  che impazzano come schegge in rete: “La Mia Piccola Rivoluzione”, “Le Belle cose”, “Aria”.

In quest’ordine, quasi a sottolineare un cammino specifico nella creazione di questa cosa informe, e che sono convinto (nonostante loro dicano di no) diverrà un disco disco, e se va (molto)  bene anche disco qualcosa.

Premetto che non sarò obbiettivo, e non lo voglio essere, e soprattutto in questo caso: i Sikitikis gli ho amati e li amo, è il mio gruppo da far sentire ai non appassionati di musica, ai musicofili a vecchi, bambini, amici e parenti, tanto so che farò un figurone. E’ il gruppo di cui ho più cose: tutti i dischi, sette magliette (con quella del Golpe!), di cui ho visto più concerti, anche quelli al Poetto sospesi per vento.

Ho amato “Fuga dal Deserto del Tiki” e i primi concerti in camicia e cravatta, “B” e lo showcase al MonoMusic Shop, dove ho assistito, per caso, ad un concerto memorabile, “Dischi fuori moda”, uscito per i miei trent’anni,  e gli immancabili appuntamenti prenatalizi all’FBI, occhialuti, in 3D, e in streaming.

Bene, quindi la rivoluzione è cominciata, dai mai troppo valutati esordi, dove avevano un’aurea più oscura adatta alla giungla rock che mi piaceva tanto, alla transizione dell’ultimo lavoro, dove si inizia a vedere un po’ di luce, fino ad arrivare ad una fase dove la luce e i colori entrano dalla finestra,  dalla porta, e con prepotenza, si inizia a guardare oltre gli alberi.

La mia piccola rivoluzione è una dichiarazione d’intenti, la coscienza che il mondo si cambia dalle piccole (e belle) cose e con l’amore per ciò che ci circonda, è l’idea che il mondo si può cambiare anche solo con una canzone, nel nostro piccolo e nei grandi sistemi,a piccoli passi.

E’ soprattutto una canzone d’amore, non di un amore finto e fugace ma di un amore per la vita, senza pretese, guardando al futuro, con un senso di maturità definito.

Il lavoro sulle musiche è originale e interessante, una camminata decisa che diventa spensierata e che tende a crescere e a  liquefarsi nel ritornello, il basso di Jimi pulsa, ma ciò che viene a galla son le tastiere di Zico e la voce di Diablo che non si smentisce per personalità.

Ne “Le belle cose”  ci presentano il nuovo amichetto, il pupazzo Raschio, e si inizia ad aggirare lo spettro del miglior Celentano, e qualche virtuosismo vocale alla Dalla (rip maestro).

E’ una canzone ficcante che vorrei su tutte le radio in modo che il messaggio entri in testa a tutti, così magari ci uniamo e iniziamo ad imporre le belle cose a chi non le vuole, e a far guadagnare meno i bruti di questo mondo!!! Qua spunta impercettibile anche la signora chitarra, le tastiere son sempre il collante di tutto. Se nel pezzo precedente si camminava qua si balla sul posto, ma ci si muove e parecchio, e scompostamente, il basso rolla e ci fa fumare le scarpe, poi arriva il vizio del sax che si spalma sul pezzo prima che arrivi la svolta del casino finale, tra battiti di mani, voci che arrivano da tutte le parti e adrenalina che sale!

Aria”, che dire, la canzone meno Sikitikis di sempre? No, la canzone più bella forse, diversa da tutto il repertorio e anche dai due brani di cui sopra: semplicità, poche parole, certezza dei propri mezzi, talento, e vi dirò, questa, più di altre, ce la ricorderemo per sempre.

Anche qua suono liquido e pulsante, sognante e che guarda oltre, una canzone d’amore, ma anche d’altro. Niente di più, ascoltatela e riascoltatela, spogliatevi dai pregiudizi snob e di genere (se ci sono) ed emozionatevi, godetevela, è un capolavoro del vostro tempo, non privatevene!

La loro svolta commerciale? Veramente rido quando sento queste cose, dato che le tre canzoni di cui sopra sono gratutite, da ascoltare liberamente in rete, e comunque tutti gli artisti vendono la loro arte, alcuni con classe, altri meno; magari è una strategia commerciale, quello si, ma anche le strategie di marketing sono arte a volte.

Aspettando con ansia il seguito, mi godo questa boccata d’ “Aria”!

EXTRAODM001

Written by Daniele Mei

 

http://youtu.be/uutSnqd-s-g

 

Info:

http://www.sikitikis.com/

 

2 comments

  1. cristina /

    si vero .. molto di parte Daniele, io amo la musica e li ho ascoltati volentieri..ottimo sound… ottima recensione (anche se colgo un piccolo errore nella scrittura ..gli amo .. “li amo ” … simpaticissimo Daniele :))

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. Speciale: i primi tre singoli del nuovo progetto dei Sikitikis – recensione di Daniele Mei - Arte e Cultura | Allnewz.it - [...] – admin   Leggi l’articolo completo su oubliettemagazine var WIDTH=468; var HEIGHT=70; var BGCOLOR="#f5f5f5"; var HRCOLOR="#D6D4D4"; var…
  2. Speciale: i primi tre singoli del nuovo progetto dei Sikitikis – recensione di Daniele Mei - oubliettemagazine - Webpedia - [...] Ho deciso di osare, non resisto, e di parlare del disco non disco dei Sikitikis, o almeno, dei loro…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: