“Brown Focus”, primo videoclip tratto dal nuovo album “Mad, Bad, Dead” di Bungalow 62

“Brown Focus” è stato girato da Massimiliano Bartolini, già regista di video molto apprezzati come “Riprendere Berlino”  degli Afterhours o ancora “Baudelaire” dei Baustelle.

“Brown Focus” è il primo video tratto dal nuovo album “Mad, Bad, Dead” è stato girato a San Benedetto del Tronto, un omaggio alla città che ha visto i natali di Paolo Forlì aka Bungalow 62 e dello stesso regista che la riprende nella sua quotidianità mentre il cantautore la percorre curioso, alla ricerca di un regalo speciale.

Innamorarsi al primo ascolto. Improvvisamente. Inaspettatamente. 

I cantautori italiani più bravi popolano l’underground, il sottobosco, quasi in silenzio, senza prime pagine e isterismi di massa. Paolo Forlì (aka Bungalow 62) appartiene a questa categoria. Da salvaguardare e amare. Paolo ha girato mezzo mondo, ha seguito l’istinto e la passione, ha codificato la sua cifra stilistica. Ha scoperto territori e isole felici.

Con la complicità fondamentale di Mattia Coletti ha creato un’opera cristallina.

Paolo Forli’ ( aka Bungalow 62) nasce a San Benedetto del Tronto nel 1967, studia violino fino all’adolescenza fino a quando non si innamora di Lou Reed, lascia il violino e compra una chitarra. Collabora con Emidio Clementi ai tempi dell’università , ma poi decide di scappare lontano dove nessuno parla la sua lingua. Così ci sono gli Stati Uniti, le amicizie con i barboni di San Francisco, l’intervista a Kurt Cobain al Warfield e le preghiere sulla tomba di Elvis. E poi l’Irlanda, Parigi, la Thailandia..

Bungalow 62 è una minuscola casetta in legno situata nel city camping di Mora, in Svezia. In quel luogo è nato “Snowy Teeth Drive”, il primo album di Paolo Forli’ uscito nel 2010, compendio di foreste, amori, cucine ed arti varie tradotto su chitarre acustiche e poco altro, registrato e prodotto ad Ancona con l’aiuto di Mattia Coletti (collaboratore di Xabier Iriondo, Afterhours).

A distanza di un anno e mezzo il suo percorso continua con “Mad, Bad, Dead”, 8 tracce registrate e prodotte nel sotterraneo di casa sua, a San Benedetto del Tronto.

Influenzato dagli ascolti della vecchia e della nuova generazione di songwriter folk americani e dai suoi lunghi soggiorni in giro per il mondo, Bungalow 62 riesce a stupire per la sua forte personalità, il suo non prendersi mai sul serio mentre ci sussurra storie pregne di malinconia e cruda vita urbana con una sinuosa intimità lo-fi.

Ma parlare della musica di Bungalow 62 non è un impresa facile. E’ un po’ come quando arrivati in cima ad una collina ci si guarda intorno e ci si sorprende. Una danza di donne cinesi che si nascondono dietro gli armadi quando arriva la luce. Passeggiare scalzi sull’erba piena di brina, all’alba, senza saper bene dove andare.

 

http://youtu.be/Dd-c9cH5Qy8

 

FLEISCH Ufficio Stampa 

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