Intervista di Carina Spurio a Maurizio Lorenzo Valente ed al suo “Sogno lucido”

Intervista di Carina Spurio a Maurizio Lorenzo Valente ed al suo “Sogno lucido”

Mar 4, 2012

Intervista di Carina Spurio a Maurizio Lorenzo Valente

 

 

C.S.: “Sogno lucido”, la sua raccolta di poesie, parte dal centro della sua essenza, attraversa la realtà e si deforma negli incubi: [Un Tempo] furono musa di scritti [Ora]Semplice vita quotidiana  che ispira le Parole alate ( da Incubi).  Com’è nata questa raccolta di poesie e qual è stato il tema che ha dato il via al libro?

Maurizio Lorenzo Valente: Sogno lucido è nato un po’ per caso. In un periodo buio della mia vita. È nato da alcuni miei esperimenti di meditazione. Il tema centrale è appunto il Sogno Lucido, quel momento in cui riesci a “gestire” e muoverti come vuoi nel sogno, dove non sai se seguire l’istinto o meno.

 

C.S.: Da dove nasce l’idea del titolo?

Maurizio Lorenzo Valente: L’idea del titolo nasce appunto da quel momento magico nel quale ti rendi conto di star sognando e poter fare ciò che desideri.

 

C.S.: Il cielo è sempre immobile mentre la parola resuscita. Poesia, soccorre un’esigenza, al tramonto diventa rossa come un sole, scura e  buia alla sera …[…]per un attimo intravedo la verità/Nuova chiave di lettura di ricordi/ Di persone, ora so/Nel devastante risveglio, attimo eterno/Pianoforte con tasti infiniti/Cadono le maschere, si distinguono i Volti/Attimi Di Verità./  da Rivelazione. Riesce a spiegare la Rivelazione di cui parla?

Maurizio Lorenzo Valente: Molte poesie di questa raccolta sono autobiografiche, e sintomatiche di diversi momenti della mia vita. Quando scrissi questi “versi” avevo scoperto come le persone spesso si nascondono dietro a maschere, e volevo dare voce e parola a come vedevo io questo smascheramento, che da illusione perfetta diventa cruda, reale.

 

C.S.: Lei abbina i sui versi alla musica e alle immagini: le immagini contengono il potere di conservare se stesse nel futuro fissando l’attimo fuggente per l’eternità.  È questo il senso delle sue video poesie?

Maurizio Lorenzo Valente: Le mie video poesie nascono da un esperimento, cioè unire i miei testi con il mio mestiere da Direttore della Fotografia, quindi si il senso è anche questo qui. Solve et coagula. Sciogliere e coagulare… Se noi essere umani nasciamo col corpo e ci creiamo un’anima, io cerco di dare un corpo a ciò che è essenza. Un po’ alchemica come procedura, forse è anche per questo che mi affascina. La video poesia è la mia Pietra Filosofale.

 

C.S.: Cos’è per lei l’atto di scrivere: catarsi, piacere, narcisismo o altro?

Maurizio Lorenzo Valente: Scrivere per me è un misto di tutte queste caratteristiche… Come ogni cosa ha avuto una sua evoluzione, era nata dalla catarsi, quindi dal liberarmi dal purificare, e piano piano si sta affinando per poter diventare qualcosa di più. Non sarebbe bello leggere Poesie e cominciare a farsi delle domande? E di conseguenza svegliarsi dall’apatia che attanaglia questo nostro secolo?

 

C.S.: La poesia è sincera?

Maurizio Lorenzo Valente: La poesia in senso lato? O la mia poesia?

 

C.S.: La poesia in generale…

Maurizio Lorenzo Valente: Le mie parole sono sincere, credo che trapeli molto, scrivo spesso (se non sempre) di getto, rileggendo ciò che ho scritto una volta che lo trascrivo su computer.

 

C.S.: Per poter scrivere bisogna leggere, quali sono le sue letture preferite?

Maurizio Lorenzo Valente: Da giovanissimo lessi Siddartha di Herman Hesse… Ora come ora leggo molto Paulo Coelho e Castaneda che mi hanno accompagnato fino a qualche anno fa. In questo ultimo anno mi sto dedicando a Jodorowsky.

 

C.S.: Quale libro sta leggendo in questi giorni?

Maurizio Lorenzo Valente: In questi giorni ho iniziato a leggere Cabaret Mistico di Alejandro Jodorowsky, in realtà l’ho comprato stamattina in Stazione prima di tornare a Milano.

 

C.S.: Internet…

Maurizio Lorenzo Valente: Internet… Per me è un mezzo molto potente che ancora non è stato del tutto compreso. Lo sto “sfruttando”, soprattutto con le video poesie per poter raggiungere più persone possibili. È mistico sapere quante persone scrivono versi e parole e hanno paura di dirlo.

 

C.S.: Oltre alla scrittura ha altre passioni?

Maurizio Lorenzo Valente: Il cinema. Mi piace molto parlare e analizzare il mondo, come se non ne facessi parte.

 

C.S.: Un ricordo intenso …

Maurizio Lorenzo Valente: Recente o passato? Passato la morte di mio padre quando avevo 15anni… Recente, quando scrissi “Umiltà”, una poesia che ho pubblicato sul web.

 

C.S.: Meglio dare o ricevere?

Maurizio Lorenzo Valente: Bella domanda, trovo al quanto stimolante tutto ciò. D’istinto direi dare, perché comunque tutto torna, e ti permette di essere ricordato. E poi dipende sempre come si vede il “ricevere”.

 

C.S.: Milano. Che rapporto ha con la sua città?

Maurizio Lorenzo Valente: Milano, è la mia città d’adozione ormai. Mi ha fatto trovare me stesso per un certo verso, quindi le devo molto. Come scrissi tempo fa.

“Un mio amico mi disse: “Milano insegna a stare soli”

fumo una sigaretta

alla fioca luce di una lampadina a risparmio energetico

Penso in mezzo al fumo

acrobata di malinconia

Milano insegna a stare soli

quante verità in cosi semplici parole?

Mi guardo intorno

sulla metro

al parco

ognuno è assorbito nei suoi pensieri

ognuno immerso nella bellezza del posto

del momento

stare soli diventa un’arte a Milano

Questa città insegna tanto

che non c’è mai fine al caldo

che non c’è limite al freddo

che ti devi coprire le spalle dai molti

ma un solo dogma possiede

Stare Soli

e come se la strada te lo suggerisse

il cielo te lo dicesse chiaramente

ci sei tu e gli altri

li puoi anche incontrare

ma un giorno ti darà fastidio anche il rumore della gente

li puoi anche incontrare

ma poi il tuo bagaglio te lo porti da solo

Milano non ti mangia se accetti tutto questo

se ci pensi..

Ti fa crescere

Sopperire o sopravvivere

se riesci,

Non avrai più bisogno di niente

Senza bisogni ti sentirai veramente libero

tu padrone della tua città”

 

Written by Carina Spurio

 

 

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