Il pensiero filosofico di Franco Campegiani curato da Ninnj Di Stefano Busà

Il pensiero filosofico di Franco Campegiani curato da Ninnj Di Stefano Busà

Feb 16, 2012

La lettura approfondita di questo libretto, porta alla luce problemi di ordine filosofico che hanno sconvolto il soggettivismo della matrice filosofica prima maniera, per rincorrere ed esemplificare il principio mentale dell’autoanalisi, sostituendolo con un relativismo e fanatismo privilegiati da una visione scomposta della vita e dell’essere, che ci porta ad abbinare la vicenda dell’uomo al dualismo interiore di materia e spirito, e del suo assoluto relativo in una pagina autocentrica e implosiva nei confronti del genere umano rappresentato dall’uomo del Terzo Millennio.

La condizione dottrinaria di oggi non è più legata al passato, ha rotto i freni inibitori,  inserendosi a viva forza in un contesto di relazioni aberranti, di isolamento e solipsismo che non s’interrogano più sulle grandi risorse della valenza etica e delle sue teorie creativo-spirituali.

Vige nel mondo una tendenza ad opporsi a strutture sistemiche e teoretiche e, autodeterminarsi, invece, in un sistema unico di contingenze, di ingerenze, di implicazioni eterogenee tutte estraneanti tra loro, che mettono in moto estremismi di autodistruzione e di rifiuto etico.

Che rimane delle teorie, dei grandi pensatori e filosofi del passato? quasi uno sbiadito ricordo scolastico, quasi una costruzione obsoleta del pensiero non più in auge, ma avulso dalla realtà quotidiana, creata a immagine dell’uomo moderno, a suo uso e consumo, fatta di satellitari, di informatica, di “tempo reale”, come se la vita si racchiudesse tutta nel momento analogico del vissuto < qui ed ora>.

Il mondo di oggi è stravolto dalla furia degli elementi contraddittori, che la dicono lunga sulle reali condizioni esistenziali e sulle antinomìe che caratterizzano il mondo postmoderno.

L’esperienza di liberi intelletti e di polivalenti cultori della filosofia e della Storia di tutti i tempi è offuscata, ai nostri giorni, dalla litugia proditoria di un “io” blasfemo, quasi misconosciuto, che si è impossessato di un sistema concettuale inglobato in un andamento in dissoluzione, in un confine mentale e schematico di sofferenza e di irrazionalizzazione, di catabasi, e di annientamento di principii logici.

Siamo in una palude maleodorante e inquinata che rivela lo sversamento di prodotti tossici per l’uomo, che non si concentra più sulle reali condizioni dell’essere e del suo divenire, non mostra volontà di uscirne, anzi ne accentua sempre più tutte le storture, le inadempienze, le astrazioni di un pensiero che è in sé nudo e privo di significati nei confronti di una logica che può e deve progredire per la salvezza e la continuità del pensiero.

La relatività dei contrari ha rivelato un esistente misero, portato alle sue estreme conseguenze da molti, troppi <ismi> ìnsiti nell’assoluto relativo di ognuno.

Franco Campegiani, in questa sua opera, evidenzia spunti teorici di grande rilevanza. L’assoluta incompatibilità con un mondo privo di pensiero e di umanità, che costituisce un punto di “non ritorno“, riguardo le teoretiche occidentali, fanno di questo suo lavoro di indagine, un forte spunto per autogenerarsi, per ricrearsi in sé, come elemento dialettico nell’armonia dei contrari, perché la visione del mondo continui ad emettere segnali e non si immobilizzi in un meccanismo onnivoro, di rifiuto dell’essere e del suo divenire.

Questo libro, l’ultimo in ordine di tempo dello scrittore romano, porta in luce la personalità poliedrica dell’autore, il quale sa abbinare il razionale all’irrazionale, il bello all’universale, la capacità di autodefinirsi e di relazionarsi coi grandi criteri filosofici del passato, prendendo a prestito molti antichi pensatori che hanno delineato il Logos e  tutta la dottrina di una logica interna al razionalismo, ma non scevra da struttire e da elementi di dialettiche postume. L’incontro/scontro che si misura sul particolare momento storico è l’evidente segnale di Campegiani, il quale riformula l’eterna tensione pensante in un corollario moderno estremamente labile, contraddittorio, negato ad accogliere  la molteplicità del narrante, del pensante per rincorrere solo l’<io> privatistico ed egocentrico votato al solipsimo e alla materialità del suo “itinere”, senza fondamento di armonia, in pieno caos analogico, in piena relatività del concetto umanistico della Storia, intesa come autocritica, come autoanalisi fuori dal caos e fuori da una costruzione comune di intuizioni pluralistiche.

Una panoramica a tutto tondo vuole essere questo osservatorio di Campegiani, che con linguaggio proprio indaga sulle peculiarità dell’individuo di rapportarsi alla Storia, al talento artistico della creatività, al genio dell’intelligenza, e plaude all’esigenza creativa, alla invenzione mitopoietica, alle risorse umanistiche di ogni tempo

L’ultima parte di questo saggio accoglie le letture di Campegiani che mostrano quanto l’autore punti alla critica costruttiva dell’uomo e alla sua struttura multiforme che sovente mette in mostra le indagini approfondite di un’analisi esegetica che ha a cuore il valore dell’essere in quanto tale. E l’evolversi dell’essere è un problema di dibattito generale e di grande attualità, ben lungi dalla falsa ideologia di tendenza moderna.

Vito Riviello, Antonio Bolettieri, Sergio Quinzio, Bruno Fabi, Aldo Onorati, Giorgio Romano sono compagni di viaggio in questo excursus, a dimostrare l’appartenenza dell’autore ad un “quid” che razionalmente predilige i “distinguo” e si oppone ad un mondo materializzato, appiattito e spento che scinde il pensiero per una più ambigua, banale intrusione di elementi contraddittori, che ha abbandonato la coscienza alla “materia” franante del proprio dualismo irrisolto.

 

Written by Ninnj Di Stefano Busà

 

 

 

8 comments

  1. Sandro Angelucci /

    Conosco il pensiero ed ho letto “La teoria autocentrica” dell’amico Franco Campegiani, a suo tempo recensita. L’analisi condotta dall’autorevole esegeta, Professoressa Ninnj Di Stefano Busà, mi ha persuaso soprattutto laddove mette in evidenza quello che ritengo il fulcro di una riflessione, a mio avviso, rivoluzionaria. Mi riferisco alla “armonia dei contrari” che, nel Nostro, rappresenta senz’altro un superamento dei “troppi ‘ismi’ insiti nell’assoluto relativo di ognuno” (per usare le parole della Busà), pur essendo, Franco, molto attento all’individuo e convinto assertore che la ricerca della “verità” (se così si può dire) sia un fatto prettamente personale, come vuole l’etimologia stessa della parola ‘individuo’ : ossia, inseparabile, inscindibile. In questo modo, la teoria autocentrica prende le distanze sia dall’egocentrismo sia dall’assolutismo proponendo una via di uscita, frutto di un preciso e – lasciatemi dire – pregresso percorso spirituale, che tende a risolvere quel “dualismo franante” (ancora la Busà), oggi, nella materia e, comunque, oscillante: ci si può perdere anche nell’eccesso opposto, che allontana dal sano e costruttivo equilibrio.
    Grazie alla Professoressa Busà, all’amico Franco ed ai curatori del blog per l’utile occasione di confronto. Con i più cordiali saluti,

    Sandro Angelucci

    • Gentile Sandro,
      grazie per i complimenti e per il tuo attento commento.
      Sperando di averti come lettore abituale ti auguriamo un buon fine settimana!

    • Ringrazio sentitamente il Prof. Angelucci per la bella nota acclusa al mio lavoro esegetico su Franco Campegiani. Sono lieta che abbia apprezzato il mio pezzo critico, anche perché conosco la sua autorevolezza di giudizio, come cultore della Letteratura. Grazie,davvero molte e cordialissini saluti. Ninnj Di Stefano Busà

  2. Maurizio /

    Una delle più attente e approfondite analisi su un lavoro di grande levatura e visuale. La Di Stefano Busà si rivela ancora una volta il critico competente e la grande e autorevole voce che è nel diorama poetico e critico attuale. Ma anche Campegiani ha saputo istruire forme e linee complesse del grande enigma umano, fatto di pensiero e di filosofia. Un duo veramente valido ed interessante che sa portare alla luce non solo le sporcizie e i ladrocini della società di oggi, ma anche le strutture e le intuizioni filosofico-culturali che sono l’asse portante dell’uomo e dell’individuo del Ventesimo secolo.

  3. Un ottimo lavoro, con aperture all’interno di un sistema filosofico che sa approfondire la materia del pensiero. Complimenti all’autore e alla prof.Ninnj Di Stefano Busà che ha saputo esprimere l’esegesi ad un lavoro complesso e dinamico come il saggio di Camoegiani. Aldo

    • MARIA RIZZI
      maria.rizzi@fastwebnet.it

      Anch’io ho avuto la fortuna e l’onore di leggere ‘La teoria autocentrica” dell’amico Franco e continuo a seguire gli sviluppi del suo pensiero, che ritengo rivoluzionario, in quanto, pur partendo dai concetti eraclitei e, in particolare dall’ idea dell’eterno divenire dell’universo…
      “Il sole è giovane ogni giorno”, sviluppa in modo nuovo e convincente la teoria dell’armonia dei contrari, partendo dall’uomo, posto al centro dell’universo, non in senso egocentrico e trionfalistico, ma come espressione del dualismo esistente nell’universo. In lui coesistono il bene e il male, e l’eterna lotta del bene per sconfiggere il male avviene tra gli aspetti del nostro carattere.
      Come splendidamente sottolinea la professoressa Ninj Di Stefano Busà, Franco mette in risalto la capacità delluomo di rapportarsi alla Storia grazie a talento artistico, alla mitopoiesi, intesa nell’accezione non favolistica, ma di ricorso alla creatività.
      Egli si oppone ai filosofi che tendevano a catalogare l’uomo, a renderlo parte di uno schema pre-definito. Nella sua ricerca l’occhio di bue è puntato sul dualismo dell’universo e, di conseguenza, dell’individuo! Il mio plauso alla nuova visione della filosofia e alla relatrice che ha saputo interpretarla nel modo più illuminante. I più cari, affettuosi saluti a entrambi!

  4. Amico e lettore di Franco Campegiani, ho avuto con lui nel settembre del 2010 sul mio blog un fitto colloquio sulla sua TEORIA AUTOCENTRICA: teoria limpidamente espressa in un libro dal significativo sottotitolo:”analisi del potere creativo”. Mi limiterò, qui, a ribadire quanto ho già scritto e ripetuto a voce a Franco in più occasioni. In breve, la TEORIA AUTOCENTRICA è come il distillato vitale di una riflessione approdata al “sentimento dei contrari”, ben al di là della sottigliezza intellettuale. Non credo di esagerare nel voler citare, a proposito di Franco Campegiani e del suo pensiero, l’inizio “Del leggere e scrivere”, in COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA, di Friedrich Nietzsche: “Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col suo sangue. Scrivi col sangue: e allora imparerai che il sangue è spirito”. Un ringraziamento, da parte mia, alla Di Stefano Busà per avere debitamente evidenziato il valore di un libro ottimamente scritto da Franco Campegiani; e dunque in grado di trasmettere al lettore un non superficiale “piacere del testo”.

    Andrea Mariotti

  5. Franco Campegiani /

    E’ stata una molto gradita sorpresa, per me, questo articolo di Ninnj Di Stefano Busà sulla mia “Teoria autocentrica”. L’articolo ripropone e rinnova interesse verso un lavoro filosofico edito nel 2001 da Armando, cui all’epoca non venne dato eccessivo risalto, nonostante la prefazione apposta da un gigante del pensiero contemporaneo, quale Bruno Fabi, padre dell’Irrazionalismo Sistematico. La Busà (cui va il mio ringraziamento anche per la prefazione illuminante al mio testo poetico “Ver Sacrum”, in corso di stampa presso “Tracce Edizioni” di Pescara) pone giustamente in evidenza il valore dell’autoanalisi, da me sostenuto quale punto di partenza per un rinnovamento creativo dell’umanità.
    Ringrazio tutti gli illustri commentatori che hanno arricchito con il loro prezioso contributo questa salutare riflessione della Busà. Alcuni di loro (come Sandro Angelucci, Maria Rizzi e Andrea Mariotti) sono da me personalmente conosciuti e frequentati con grande profitto, mentre altri (come Maurizio, di cui mi sfugge il cognome, ed Aldo Masullo) sono a me sconosciuti ed amerei conoscere per potermi arricchire della loro umanità. Tutti costoro, in vario modo, hanno evidenziato gli aspetti innovativi (“rivoluzionari” secondo alcuni), e comunque “di rottura” di un pensiero che punta i fari sull’esigenza di rinnovamento dell’uomo singolo e della società.
    Un saluto rivolgo, da ultimo, all’esimio Prof. Luciano Pizziconi, poeta e filosofo a me caro, la cui immagine sorridente vedo riprodotta accanto all’articolo della Busà. Sono molto lieto di questa citazione fotografica autorevole, anche se forse andava spiegato l’accostamento per i lettori del blog. Un ringraziamento a tutti ed un saluto cordiale, nella speranza che altri contributi vogliano aggiungersi ad una riflessione che ritengo sempre più urgente per le sorti dell’umanità.

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