"Fight Club" di Chuck Palahniuk – recensione di Alessandro Vigliani

"Fight Club" di Chuck Palahniuk  – recensione di Alessandro Vigliani

Gen 28, 2012

La struttura:

Tra le pietre miliari della fertile letteratura contemporanea americana c’è questo lavoro del 1996 firmato da Chuck Palahniuk, non il primo – anche se pubblicato prima di Invisible Monster – ma di sicuro il più famoso grazie all’ottima pellicola di Fincher con un Edward Norton e un Brad Pitt a impreziosire il tutto.

Chi non conosce né libro né film, farebbe bene a correre ai ripari.

Innanzitutto per il bene di quelli che cercano un testo da studiare, Fight Club è un documento importante. Vi è una struttura narrativa fatta di continui flashback, il libro è scritto in prima persona e la narrazione è al presente. La struttura narrativa del romanzo è capace di descrivere il tutto utilizzando degli sbalzi temporali che danno continue sensazioni di rottura, fondamentali per concepire e comprendere bene il romanzo.

Importante è l’uso dei “ritornelli” da parte dell’autore, ossia quelle ripetizioni durante il romanzo che hanno il compito di richiamare immagini nella mente del lettore, post it disseminati lungo la lettura messi in zone cruciali della narrazione. Rappresenta uno spaccato della società moderna, un
disegno di quella Generazione X che schiacciata dall’angoscia, cerca valvole di sfogo che nel libro sono proprio gli incontri del Fight Club, una società alternativa formata da impiegati, di cui è paladino incontrastato Tyler Durden, guru che il protagonista del romanzo – di cui non viene mai rivelato il nome – incontra durante un viaggio in aereo.

I personaggi:

Il protagonista principale: Impiegato, assicuratore, uomo normale che soffre di un’insonnia cronica. Viaggia per lavoro e, ormai diventato narcolettico, si sveglia in un posto per addormentarsi in un altro, perde intere giornate in una consueta confusione. “Nulla con l’insonnia è reale”, dice il protagonista parlando della sua situazione. Scoprirà di poterla curare partecipando a centri di sostegno dove si raduno persone, malati terminali di cancro o comunque affetti da malattie più o meno gravi.

Chi è Tyler Durden, lo scopriamo andando avanti in un continuo fare uso da parte di Palahniuk di flashback estremi (il libro inizia proprio da un flashback) che rendono la lettura estraniante, capace di colpire e assorbire tutta l’attenzione del lettore. Il genere è noir con venature da black comedy e rientra in quel movimento, il post modernismo, capace di stupire e sparare in mezzo alla fronte della società odierna, creando immagini altamente disturbanti e personaggi al limite della realtà.

Marla Singer, femme fatale ricoperta di ustioni di sigaretta, che il protagonista conosce mentre partecipa agli incontri nei centri di sostegno, i quali lo aiutano a guarire dall’insonnia che lo affligge da parecchio tempo; tutto questo fino a quando, per l’appunto non conosce Marla Singer, una che come lui, non è malata di cancro ai testicoli, non sta morendo, non è affetta da batteri al cervello, ma ha bisogno dei centri di sostegno.

Conclusioni:

In Fight Club è facile trovare spunti e riferimenti, manifesto politico anarchico, forse, critica alla società (il grasso recuperato attraverso la liposuzione con cui Tyler fa saponette che rivende per finanziare il fight club), documento nichilista fuori dagli schemi capace di dare ispirazione e rendere a Fincher l’idea per anticipare i tempi. Famosa è la scena finale del film in cui le due torri del centro economico del paese crollano. Non è il 2001 ma solo il 1999 e soprattutto è solo l’antipasto di quello che da Lehman Brothers in poi sarebbe successo. Probabilmente è un documento che apre spiragli, dubbi, squarcia la realtà del lettore trasportandolo in un mondo che cova dentro, non è mai uscito ma che, tuttavia, può manifestarsi da un momento all’altro proprio come nelle corde di questo bellissimo libro.

Curiosità:

Chuck Palahniuk, che per un periodo ha fatto il camionista, ha rivelato come il testo sia frutto del lavoro svolto con i suoi ex colleghi con cui aveva creato un gruppo di scrittura. Altresì ha specificato di aver frequentato qualcosa di simile al fight club narrato nel libro.

 

Written by Alessandro Vigliani

 

Fonte:

http://www.alessandrovigliani.it/recensioni-libri/169-fight-club-chuck-palahniuk.html

 

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