"Mentre dorme il pescecane" di Milena Agus – recensione di Rebecca Mais

"Mentre dorme il pescecane" di Milena Agus – recensione di Rebecca Mais

Gen 21, 2012

“Mentre dorme il pescecane” 2005 – Nottetempo – Roma

Disperazione, tristezza, rassegnazione, ma anche speranza, amore, felicità sono i sentimenti che animano il libro d’esordio di Milena Agus, “Mentre dorme il pescecane”.

É la storia di una ragazza, un’adolescente in cerca d’amore, che vive con la sua famiglia disastrata in un palazzo del quartiere della Marina di Cagliari. La sua fragilissima madre si diletta a dipingere ma vive una vita a metà, sull’orlo del precipizio, mentre il padre non c’è mai, impegnato sempre a salvare il mondo ma non la sua famiglia.

É la storia di un profondo disagio, di una famiglia che si chiede se vi sia realmente un Dio e che ne cerca la dimostrazione. Un malessere che passa di madre in figlia e non lascia scampo neppure al figlio minore che passa le giornate rinchiuso in camera travolto dalla sua tristezza.

Ma una via d’uscita c’è sempre e per la figlia è quella di rifugiarsi nel suo mondo in cui si sente protetta e all’interno del quale condivide le sue avventure sessuali con un uomo sposato dalle tendenze sado-maso. E poi c’è la zia che incontra tanti uomini ma non riesce mai a tenersene uno.

Ma la salvezza per tutti è quella di uscire dal ventre del pescecane, proprio come per Pinocchio, basta aspettare che si addormenti.

Narrazione scorrevole, le centosettanta pagine del romanzo volano, ma non mancano di coinvolgere il lettore, di commuoverlo, di farlo sorridere e di sorprenderlo con un linguaggio che è quello di una ragazzina di sedici anni, ma diretto e che spesso si fa crudo.

E come una sinfonia, parola per parola si viene trascinati fino alla fine della storia, con in sottofondo l’accompagnamento musicale del pianoforte suonato dal fratello della protagonista.

 

“E anche mamma intreccia e intreccia passi e a furia di otto se ne va a Capo Horn. In America. Alla fine del mondo. E non importa se inciampa o cade all’indietro, non importa perché il fidanzato di zia ti fa capire che non devi pensare che la felicità sia possibile solo per gli altri, ma può essere tua se ci provi.

 

Written by Rebecca Mais

Photo “Marina di Cagliari” di  Rebecca Mais

http://www.flickr.com/photos/fiordy81/

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