Intervista di Alessia Mocci a Giuliano Pavone ed al suo “L’eroe dei due mari”

Intervista di Alessia Mocci a Giuliano Pavone ed al suo “L’eroe dei due mari”

Gen 18, 2012

L’eroe dei due mari”, edito nel 2010 presso la casa editrice Marsilio Editore, è l’ultima pubblicazione di Giuliano Pavone. L’autore ha alle spalle pubblicazioni con case editrici quali Bur, Teseo, Tarab e nei prossimi mesi ci saranno altre tre sorprese alle quali i suoi fedeli lettori non potranno sicuramente rinunciare.

L’eroe dei due mari” è un romanzo particolare in quanto si snoda nel campo sportivo, precisamente quello calcistico, ma la tematica prevalente è la società, un testo quindi non caratterizzato da un target di lettori definito e che potrà piacevolmente sorprendere per la  vastità di campi d’intervento letterario.

Giuliano Pavone è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune nostre domande sulla sua vita e sulle sue opere. Buona lettura!

 

A.M.: Com’è iniziata l’avventura di “L’eroe dei due mari”?

Giuliano Pavone: È iniziata nei primi mesi del 2008. La scrittura è il mio lavoro e la mia passione, e come circa la metà degli italiani alfabetizzati coltivavo il sogno un po’ velleitario di scrivere un romanzo. Avevo delle cose da dire, ma non riuscivo a trovare l’idea giusta che mi permettesse di dirle. Poi l’idea è arrivata, con il contributo fondamentale di mia moglie, Lucia Tilde Ingrosso, che nella narrativa è molto più avanti di me (è al quarto giallo pubblicato). A quel punto ho iniziato a scrivere, e l’iniziale panico da foglio bianco (riuscirò a reggere il passo sulla lunga distanza?) si è presto trasformata in “panico da foglio scritto”, nel senso che faticavo a contenere la voglia di scrivere ed infatti poi mi è toccato tagliare parecchio. La prima stesura mi ha portato via circa otto mesi, altri quattro le successive riscritture fino alla versione che mi ha permesso di trovare un editore. Una volta firmato il contratto ho poi continuato a lavorare sul testo di concerto con l’editor Marco Di Marco, fino alla versione definitiva andata in stampa.

 
A.M.: Chi è il protagonista di “L’eroe dei due mari”?

Giuliano Pavone: L’eroe a cui fa riferimento il titolo è Luis Cristaldi, fuoriclasse brasiliano dell’Inter che, per tenere fede ad un voto (un “teleguaritore” l’ha curato da un brutto male) decide di giocare pressoché gratis nel Taranto, squadra di terza serie di una città in affanno su molti fronti. Più che un protagonista, però, Cristaldi è una sorta di “motore immobile” delle vicende che ruotano intorno a lui, e che lui sembra subire, salvo estemporanee alzate di capo. I veri protagonisti sono invece una mezza dozzina di personaggi (giornalisti, tifosi, politici, uomini legati al mondo del calcio…) che permettono di seguire questa insolita vicenda da diversi angoli visuali.

 


A.M.:
 Sapresti definire il tuo romanzo in cinque aggettivi?

Giuliano Pavone: Corale: diversi attori protagonisti, parecchi attori secondari, tantissime comparse.
Anti-intellettuale: niente masturbazioni mentali e svolazzi stilistici fini a se stessi.
Ritmato: un romanzo non è fatto di sola trama, ma senza una buona trama è di una noia mortale.
Divertito: se ti diverti a scriverlo, sarà più facile che si divertano a leggerlo. Ma attenzione a non confondere “divertente” con “futile”.
Sincero: non sarà perfetto, ma l’ho scritto come lo sentivo, senza particolari calcoli o compromessi.

 
A.M.: Qual è la percentuale di realtà presente nella pubblicazione?

Giuliano Pavone: “L’eroe dei due mari” può essere definito un “what if”: “cosa succederebbe se…?”. A partire da un’ipotesi molto fantasiosa, l’arrivo di un grande campione in in’anonima squadra del sud (anche se leggendo si scoprirà che l’ipotesi non è poi così campata in aria), ho cercato di immaginare cosa succederebbe davvero se un’eventualità del genere dovesse mai verificarsi. Il tono è quello della commedia, per cui qualche situazione e qualche carattere possono apparire leggermente caricati, ma al di là di questo registro narrativo ho cercato di fare un racconto estremamente realistico.

 
A.M.: Secondo te, quale può essere il target di lettori che compreranno “L’eroe dei due mari”?

Giuliano Pavone: Ho sempre pensato che non fosse un libro riservato agli appassionati di calcio, ed i giudizi di chi l’ha letto mi stanno dando ragione. Ci sono diversi ingredienti, dalla storia d’amore, alla sottotrama gialla, alla critica sociale, per cui credo sinceramente che possa incontrare l’interesse di lettori di vari tipi. Qualcuno l’ha paragonato ad una commedia all’italiana, per cui credo che in definitiva possa piacere a chiunque cerchi una lettura divertente ma al contempo non di solo intrattenimento.

 
A.M.: È stato complesso trovare una casa editrice interessata al tuo manoscritto?

Giuliano Pavone: La storia di come sono arrivato alla pubblicazione è abbastanza particolare, ed infatti se ne è anche un po’ parlato. È successo che l’autore/scrittore/giornalista Tommaso Labranca, cui avevo inviato il manoscritto perché mi desse dei suggerimenti su come migliorarlo, nel luglio del 2009 ha parlato del mio romanzo in una rubrica che tiene sul settimanale FilmTv. La notizia è stata ripresa da alcuni blog letterari e subito dopo è stata notata da alcuni editori, fra cui Marsilio che poi mi ha messo sotto contratto. Può sembrare un colpo di fortuna, ed in effetti lo è, ma bisogna sempre considerare che per trovare la strada buona bisogna batterne parecchie, ed io prima di avere questo insperato regalo avevo fatto tanti tentativi risoltisi con un buco nell’acqua. La selezione comunque è spietata, ed i tempi d’attesa delle case editrici lunghissimi: basti pensare che delle circa 15 case editrici a cui nella primavera 2009 avevo mandato il manoscritto, se si escludono quelle che mi hanno contattato in seguito all’articolo di Labranca, mi ha finora risposto (negativamente) solo una.

 
A.M.: Ci sono autori emergenti che segui ed apprezzi?

Giuliano Pavone: Non so se si può chiamare emergente, ma lo è per me nel senso che l’ho scoperto da poco. Sto parlando di Carlo D’Amicis e dei suoi tre ultimi romanzi pubblicati per minimum fax, “Escluso il cane”, “La guerra dei cafoni” e “La battuta perfetta”. Romanzi profondi, raffinati, sempre un po’ spiazzanti e sorprendentemente diversi l’uno dall’altro. Fra gli autori con meno pubblicazioni alle spalle mi sono piaciuti ultimamente Peppe Fiore (“La futura classe dirigente”) ed Andrea Cisi (“Cronache dalla fabbrica”).

 
A.M.: Raccontaci qualcosa delle tue precedenti pubblicazioni.

Giuliano Pavone: Guardandole tutte insieme, ne viene fuori un profilo personale in bilico fra l’eclettismo e la cialtroneria. Ho scritto libri comici, saggi, libri di “varia” e vie di mezzo fra queste cose. Quello con l’editore più prestigioso è stato finora “Camera con svista” (Bur), un volumetto divertente sul mondo delle agenzie immobiliari e sulla ricerca della casa. Ma quelli a cui sono forse più affezionato sono “Giovannona Coscialunga a Cannes” (Tarab), un saggio semiserio in cui analizzavo (fra i primi, devo dire) le “commedie sexy” degli anni 70, e “Pallafatù” (Teseo), un’antologia benefica di racconti sul calcio da me curata, ed autoprodotta insieme ad un’associazione, che si è trasformata in un piccolo caso editoriale. Nei prossimi mesi, poi, usciranno altri tre libri con la mia firma: “Tutti gli uomini che hanno fatto grande il Napoli” (Castelvecchi, già in passato avevo scritto del Napoli con “’Na sera ‘e maggio”, Graf), “Milano in cronaca nera” e “101 cose da fare durante la gravidanza e prima di avere un bambino” (entrambi per Newton Compton ed a quattro mani con mia moglie Lucia Tilde Ingrosso).

 

Ci auguriamo di poter vedere presto in libreria questi tre testi dei quali Giuliano ci ha parlato.

 

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  1. Intervista su Oubliette magazine | Giuliano Pavone. Giornalista e scrittore - [...] Un’intervista a Giuliano su L’eroe dei due mari, risalente a qualche tempo fa e firmata da Alessia Mocci, riappare…
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