Menotrentuno: “Giovane Violenza”, 400 immagini in mostra a Sassari, sino al 26 febbraio 2012

Menotrentuno: “Giovane Violenza”, 400 immagini in mostra a Sassari, sino al 26 febbraio 2012

Gen 17, 2012

Lo sguardo dei giovani sull’Europa che cambia. In mostra a Sassari 400 immagini.

 

L’età contemporanea raccontata da chi la vive in tutta la sua pienezza, dai contemporanei per eccellenza: i giovani.

Venti fotografi provenienti da ogni parte d’Europa chiamati dall’associazione Su Palatu a confrontarsi su uno dei temi più scottanti del nostro tempo, la violenza.

Ma forse è solo un gioco linguistico, una provocazione, la traccia – «Giovane Violenza», appunto – scelta dai curatori Salvatore Ligios e Sonia Borsato come filo conduttore della terza biennale di fotografia Menotrentuno.

Perché per i venti protagonisti (tutti sotto i trentun anni) della rassegna aperta il 13 gennaio 2012 alle 18 nel Museo del Novecento e del Contemporaneo di Sassari, «Giovane Violenza» non significa necessariamente violenza giovanile.

Sì, in qualche caso, ma il senso che molti hanno dato ai propri reportage è nel titolo del saggio di Sonia Borsato, «I want to break free», dal brano cantato da Freddie Mercury, quasi un inno liberatorio: voglio irrompere libero.

«Uno strappo – scrive la curatrice – nella cortina di una realtà preconfezionata, la doverosa ribellione dei figli verso i padri».

Giovane Violenza” sarà visitabile  sino al 26 febbraio 2012 (apre dalle 16 alle 20, chiusura domenica e lunedì).

Sono quattrocento le immagini al centro di Menotrentuno, venti per ciascun fotografo. Gli autori sono Mikel Bastida (Spagna), Anna Fabricius (Ungheria), Alexandra Demenkova (Russia), il duo Max Pinckers e Quinten De Bruyn (Belgio), Raffaele Fasiello (Italia), Andrea Gjestvang (Norvegia), Nikola Mihov (Bulgaria), Joao Pina (Portogallo), Andreas Laszlo Konrath (Gran Bretagna), Bieke Depoorter (Belgio), Darko Stanimirovic (Serbia), Casper Hedberg (Svezia), Agnes Eva Molnar (Ungheria), Marin Hock (Belgio), Johan Bavman (Svezia), gli italiani Lorenzo Maccotta, Marcello Fauci, Paolo Marchi e Silvia Pazzola. Chiude il Gruppo Prospekt, composto ancora da cinque italiani (Barbara Baiocchi, Luca Ferrari, Francesca Mancini, Francesco Merlini e Michele Palazzi).

«Giovane Violenza» chiude il cerchio della terza biennale di fotografia Menotrentuno. Come nelle precedenti edizioni, si tratta della mostra che presenta i migliori lavori già visti singolarmente a partire dalla scorsa estate in venti centri dell’isola.

La novità è che non è più Villanova Monteleone, e precisamente Su Palatu, a ospitare l’esposizione conclusiva.

Le ragioni sono note: tra l’associazione omonima che ha guidato il centro d’eccellenza per la fotografia e l’amministrazione comunale non ci sono più le condizioni per portare avanti una collaborazione durata dieci anni.

Quali che siano le ragioni, resta il fatto che Su Palatu – intesa ora come associazione, non più come luogo fisico – non ha avuto difficoltà a trovare ospitalità da altre parti. Ed è successo in breve tempo, grazie alla Provincia di Sassari e alla presidente Alessandra Giudici, in uno spazio prestigioso qual è l’ex convento del Carmelo, nel luogo che diventerà il Museo del Novecento e del Contemporaneo.

«Siamo orgogliosi di aver collaborato a questo progetto, che rafforza la nostra intenzione di creare a Sassari un polo per le arti», ha detto ieri la Giudici. Per Ligios l’esperienza di Villanova è ormai alle spalle: «Dieci anni fa mi fu chiesto di dare vita a un progetto culturale che attirasse l’attenzione sul paese. Proposi un centro per la fotografia. I risultati sono arrivati. Se il nostro aiuto non serve più non ne facciamo un dramma».

Per la cronaca, l’allestimento della mostra è costato appena seimila euro.

 

Fonte

La nuova Sardegna

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