"Hard Boiled": l’arte dell’action, film di John Woo – recensione di Antonio Petti

"Hard Boiled": l’arte dell’action, film di John Woo – recensione di Antonio Petti

Gen 11, 2012

John Woo, maestro del cinema d’azione, ha creato uno stile registico che ha fatto scuola, sopratutto tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Ma non è esattamente corretta l’affermazione. In realtà non ha creato lui lo stile che tutti conoscono. Il primo, vero ideatore, di quello stile che chiamiamo “alla John Woo” è stato Sam Peckinpah.

Lo stile del grande Sam fu di ispirazione per il regista cinese (come per altri: Tarantino, Scorsese, Hill, Bigelow). Ma cosa lo differenzia dal maestro americano?

Il melodramma e il senso da commedia. Woo da Peckinpah prese la brutale messa in scena della violenza (rallenti e montaggio alternato inclusi) e la utilizzò per narrare storie d’azione dense di melodramma (e qui l’altra contaminazione, il cinema di  Jean Pierre Melville e il polar).

Ma, nonostante il suo stile nasca da varie influenze (tutti studiano sul passato), è la sensibilità di Woo e la sua maestria nel dirigere pellicole ad alto tasso adrenalinico (e non solo, anche commedie e qui l’influenza proviene dai film di Chaplin, vedi “Once A Thief” del 1991) a rendere unico il suo cinema. La tematica ricorrente nella sua opera è la virile amicizia che intercorre tra i personaggi maschili: come nel dittico “A Better Tomorrow” (I,1986 – II, 1987, il secondo migliore del primo, trilogia contando il terzo diretto da Tsui Hark) o nell’ancora più famoso “The Killer” del 1989. Tema non tralasciato neanche nei film hollywoodiani, quali “Face/Off” del ’97 e “Windtalkers” del 2000.

Un altro punto ricorrente nell’opera Wooiana è quella religiosa (come in “The Killer”)  Ma non solo testosterone nelle sue storie ma anche amore. Dopotutto cosa sarebbe una tragica storia hard boiled senza una tormentata storia d’amore? E quindi, largo a personaggi femminili forti e fragili al contempo, che riescono a rapportarsi a questi duri dall’animo cupo e quasi a domarli. Ma, ovviamente, questi sono elementi che noti in un secondo momento perché, a risaltare, sono le coreografiche sparatorie messe in scena dal Maestro.

Veri e propri balletti di morte. Poliziotti, gangster, sicari, tutti contro tutti in una pioggia di piombo rovente, tra voli di colombe e mexican stand-off (sequenza simbolo di John Woo dove due o più personaggi si puntano l’arma, sia da fuoco o bianca, a un paio di centimetri dal volto). E, proprio in senso tecnico, voglio ricordare la pellicola che meglio rappresenta (a mio parere) la sua opera, parlo di: Hard Boiled (Lashou Shentan) del 1992.

Ultimo film della sua produzione cinese prima del trasloco negli States. A differenza di tutta la sua opera è privo del senso religioso e morale, come anche il registro melodrammatico. E l’intenzione morale appare solo uno sfondo per le scene d’azione. Si, sembrano pesanti critiche, ma Hard Boiled rappresenta il manifesto del cinema d’azione per la sua spettacolarità balistica. E questo basta. E in una ottima storia d’azione non possono mancare due duri uniti da una virile amicizia e pronti ad ammucchiare cadaveri.

Loro sono l’Ispettore “Tequila” Yuen (interpretato dall’attore feticcio di Woo, Chow Yun-Fat) e Alan (interpretato dall’altro grande divo cinese, Tony Leung, attore feticcio più di Wang Kar-Way che di Woo), poliziotto sotto copertura. Insieme tenteranno di sgominare un traffico illecito di armi, senza risparmiare piombo. Hanno fatto scuola le tre principali sparatorie: quella nella sala da the all’inizio, quella alla fabbrica di armi dello zio Hoi e quella, mitica,  all’ospedale (con Tequila che tiene in braccio un neonato!), le migliori assieme a quelle di “The Killer” (in una chiesa dove anche i santi non vengono risparmiati) e “A Better Tomorrow II” (in una villa e a opera del moderno mucchio selvaggio in cui spicca il mitico Ken, sempre Chow Yun-Fat).

Il montaggio di Hard Boiled valse alla pellicola la vittoria all’Hong Kong Film Award nel ’93!

Ma anche nelle pellicole americane non mancano i balletti di morte: come in Face/Off.

Ma hollywood lo stava rovinando e fortunatamente è tornato nella sua patria: qui ha realizzato uno dei suoi capolavori di sempre, “Red Cliff – La Battaglia dei tre regni” (Chi bi, 2008).

Un vero gioiello. In generale, andrebbe recuperata tutta la sua filmografia.

Ma per iniziare va molto bene Hard Boiled!

Hard Boiled – Dvd – Distr. Eagle Pictures

Disco Singolo

Contenuti Extra: Trailer originali, Galleria fotografica, Biografie (John Woo, Chow Yun-fat).

Written by Antonio Petti

Trailer “Hard Boiled”:

 

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