"Tra le nuvole", film di Jason Reitman – recensione di Alessandro Vigliani

Ti ritrovi per caso a scorrere annunci di lavoro e scopri che finalmente gli Stati Uniti sono dietro l’angolo.
Fino a pochi giorni fa pensavo che il mestiere del tagliatore di teste fosse solo un ruolo romanzato o al massimo uscito fuori dalla necessità nella crisi del dollaro di far fuori lavoratori senza dare loro contraccolpi troppo forti.

Addolcire la pillola, provare a scavare nella psiche di uno che per vent’anni ha prestato servizio presso un’azienda, ci ha costruito sopra una casa, un mutuo, una famiglia e ora si ritrova senza niente, con un nuovo lavoro da trovare magari a quaranta, cinquant’anni.

Ecco, fino a ieri io pensavo davvero che questo ruolo qui in Italia non esistesse. E invece cosa ti scovo? Be’ un’azienda italiana che cercatagliatori di teste, figure da mandare in giro a dare il ben servito, salutare con il sorriso, dire vedrà dietro quella porta c’è già un’altra vita.

Up in the air, Tra le nuvole in Italia, è un romanzo di Walter Kirn edito nel 2001. Da questo romanzo, nel 2008, è stato tratto un film, omonimo, girato dall’ottimo Jason Reitman che segue quasi fedelmente la trama del cartaceo.

Il protagonista della vicenda è Ryan Bingham, lo interpreta George Clooney – nel caso non ci sperate, da voi verrà di sicuro qualcuno meno affascinante –  un tagliatore di teste per l’appunto, che gira in aereo da uno Stato all’altro degli States collezionando miglia con l’America Airlines, fissa appuntamenti e licenzia come una catena di montaggio offrendo possibilità future con un pacchetto soluzioni.

È un viaggiatore professionista, un cittadino del mondo (o almeno degli Stati Uniti in tutta la loro lunghezza) uno che dà ai suoi tempi un ritmo preciso, perfetto, invidiabile. Che conosce a memoria certe tecniche, sicuro di sé stesso, bravo in quel che fa.

Purtroppo per lui, però, una certa innovazione nel mondo del lavoro colpisce anche lui e tale Natalie, giovane ragazza di belle speranze ben interpretata da Anna Kendrick, si presenta in seno all’azienda del bravo Ryan per proporre la sua idea rivoluzionaria: annullare i viaggi, lavorare comodamente dall’ufficio (e perché no da casa) attraverso skype.

Il protagonista a questo punto però si ribella, per quanto il suo lavoro si infimo, c’è bisogno comunque di contatto umano e soprattutto non può ridursi a ore oziose passate in ufficio. Viaggiare, il caro vecchio invito al viaggio, a fare da contorno a tutta la storia, una black comedy che piace e si fa piacere.

La storia è bella, avvincente, capace di divertire e allo stesso tempo lasciare l’amaro in bocca perché fornisce il tornaconto di una società, quella statunitense, che oggi, nella crisi mondiale, diventa la realtà dietro la porta di casa.

 

Written by Alessandro Vigliani

Fonte: http://www.alessandrovigliani.it/cinema/159-tra-le-nuvole-jason-reitman.html

 

Trailer “Tra le nuvole”:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=uFMlkpRP8dA&w=560&h=315]

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3 comments

  1. io l’avevo stroncato: https://www.facebook.com/note.php?note_id=300845081791 ma probabilmente ero in serata no ^_^

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