"Non aprite quella porta" di Tobe Hooper, recensione di Antonio Petti

"Non aprite quella porta" di Tobe Hooper, recensione di Antonio Petti

Gen 2, 2012

Un gruppo di cinque ragazzi (Sally Hardesty, Franklyn Hardesty, Jerry, Kirk e Pam) decidono di raggiungere una cittadina del Texas. Qui un vandalo ha profanato alcuni cadaveri del cimitero cittadino e i ragazzi vogliono assicurarsi che la tomba del nonno di Sally e Frank sia integra (lo è).

Lungo il viaggio fanno salire un’autostoppista che si rivelerà un folle e a fatica si libereranno di lui.

Dopo questo spiacevole evento si fermano da un benzinaio per rifornirsi (ma la benzina è finita) in compenso ricevono il gratuito avvertimento del benzinaio di stare alla larga dalla cittadina a cui sono diretti (Frank vuole visitare la casa del nonno), la gente del luogo è scortese e cattiva.

Incuranti dell’avvertimento, proseguono per la loro strada ma ora la priorità è trovare benzina.

Kim e Pam vogliono farsi un bagno e intravista una casa con anche una piscina si fermano.

Kim e Pam vanno alla piscina (che risulta essere vuota) e seguendo il curioso rumore delle pompe di un generatore, giungono in uno spiazzo pieno di veicoli intatti. Lì vicino c’è una villetta e Kim (che vuole anche trovare della benzina) entra.

La casa “sembra” abbandonata.

Ma così non è. Kim sarà il primo a scontrarsi col ritardato serial killer cannibale noto come Leatherface (per la peculiarità di indossare una maschera fatta di pelle umana, per coprire il volto sfigurato da una malattia) e la sua graziosa famiglia! Da qui, per il gruppetto, inizia un delirio di orrore e atrocità fatta di squartamenti, corpi maciullati a colpi di motosega, pile di resti umani e animali e di cene a base di salsicce umane!

Il peggior/miglior sanguinolento massacro del cinema horror.

E’ il 1974 e nelle sale esce “Non Aprite Quella Porta” (The Texas Chainsaw Massacre), diretto, a basso costo, dal debuttante Tobe Hooper. Il film, in parte basato sulla storia del serial killer del Wisconsin Ed Gin, noto come il “macellaio di Plainfield”, fu bandito dalla Gran Bretagna per 25 anni e vietato ai minori di 18 anni in Italia, Francia, Germania e India.

Primo capitolo di una saga comprendente tre seguiti, un remake (del 2003 a opera di Marcus Nispel) e un prequel nel 2006 (“Non Aprite Quella Porta – L’Inizio” di Jonathan Liebesman) e avente per protagonista Faccia di Cuoio, interpretato da Gunnar Hansen nel primo (attori diversi per ogni altro capitolo).

Il look originale, un omone ritardato (scelta dello stesso Hansen come il fatto di non farlo parlare) con indosso un grembiule sporco di sangue, una maschera fatta in casa con pelle umana presa dalle sue vittime e una rombante motosega (una Poulan 306A) come arma massacratrice, ne fecero uno dei più rappresentativi serial killer del cinema splatter.

Il film fu e viene ancora citato da artisti d’ogni genere. Dal mondo del cinema (vedi Rob Zombie e il suo “La Casa Del Diavolo”, 2005) al mondo della musica ( la canzone “Chainsaw” dei Ramones, scritta da Joey Ramone dopo aver visto il film) senza dimenticare videogiochi e fumetti.

Un film che ha segnato il mondo dello spettacolo e che ha regalato notti insonne a chi lo ha visto.

Tobe Hooper al suo debutto firmò il suo capolavoro!

 Non Aprite Quella Porta – Dvd – Distr. Sony Pictures Home Entertainment – 2008

Doppio Disco – Edizione Speciale

Contenuti Extra:

 Disco 1:

– I ciak sbagliati
– Special: la casa ieri e oggi
– Trailers
– Special: i protagonisti
Disco 2:
– Documentario: the Texas chainsaw massacre the shocking truth
– Special: flesh wounds: seven stories of the saw
– Galleria fotografica
– Credits

Written by Antonio Petti

One comment

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. Non aprite quella porta di Tobe Hooper, recensione di Antonio Petti - oubliettemagazine - Webpedia - [...] Un gruppo di cinque ragazzi (Sally Hardesty, Franklyn Hardesty, Jerry, Kirk e Pam) decidono di raggiungere una cittadina del…
  2. “Non aprite quella porta” di Tobe Hooper, recensione di Antonio Petti | Age To Known - [...] Clicca per vedere la presentazione. [...]
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: