“Il Natale di Melissa”, racconto di Rebecca Mais

“Il Natale di Melissa”, racconto di Rebecca Mais

Dic 23, 2011

“Il Natale di Melissa”

 

 

Avete mai sentito parlare dei topolini ballerini? No, non sono criceti in tutù come qualcuno di voi starà pensando! Magari li avrete visti in uno dei vostri libri di scuola o in qualche documentario… Sono dei piccoli topini, più piccoli di quelli di campagna, possono essere bianchi, o neri, o bianchi e neri come dei dalmata e vengono chiamati ballerini perché passano il loro tempo, oltre che a mangiare, a girare in tondo, come delle trottole!

I bambini adorano i topolini ballerini e la storia che vi voglio raccontare è proprio quella di uno di questi bambini… Erano i primi giorni di dicembre di qualche anno fa e la piccola Melissa, che aveva sei anni, non vedeva l’ora che cominciassero le vacanze di Natale. Era il suo primo anno di scuola e le piaceva andarci, anche se, ancor di più, le piacevano le vacanze. Durante la lezione pensava a quando avrebbe fatto l’albero di Natale e il presepio con la mamma, a cosa avrebbe chiesto a Babbo Natale

Melissa non aveva né fratelli né sorelle, non le mancavano però i cugini.

Tra questi, quella che preferiva era la sua cugina di dieci anni, Veronica. Ogni volta che poteva, si faceva accompagnare dal papa a casa di Veronica e li passavano interi pomeriggi a giocare insieme. Da qualche mese però le sue visite alla cugina erano diventate più frequenti a causa di alcuni nuovi “ospiti”… Al papa di Veronica, infatti, avevano regalato due topolini ballerini, un maschio e una femmina, in una gabbietta verde a cui era stata aggiunta una reticella con le maglie strette, affinché i topolini, che erano grandi quanto un pollice, non potessero scappare.

Melissa se ne innamorò nel primo istante in cui li vide: non aveva mai visto dei topolini così piccoli e cosi simpatici! Le piaceva stare a guardarli mentre giravano, mentre mangiavano i semi di girasole con le loro zampine, che sembravano mani in miniatura, e chiedeva a Veronica di toglierli dalla gabbia, per poterli tenere in mano. Era affascinata da quei morbidi animaletti cosi piccoli e cosi movimentati e, da quando la topolina aveva avuto due topolini, non faceva altro che chiedere alla mamma e al papa di poterne tenere uno.

I genitori le avevano ricordato che i topolini ballerini avevano bisogno di tante attenzioni e, dato che Melissa la mattina andava a scuola, avrebbero dovuto pensare loro a far tutto. Anche questo però non era possibile perché al papa gli animali cosi piccoli non piacevano e inoltre, lavorando fino a tardi, quando tornava a casa, aveva voglia solo di mangiare e andare a dormire. Anche la mamma lavorava, e poiché faceva i turni, spesso la mattina non era a casa.

Questo però Melissa non lo capiva, così insisteva, esasperando sempre più i genitori. Mancavano ormai pochi giorni a Natale. Quell’anno Melissa desiderava un’unica cosa e l’aveva scritto in grande, nella sua letterina.

“Caro Babbo Natale, quest’anno voglio un solo regalo:

un topolino ballerino. Un bacino, Melissa”

 Babbo Natale leggeva tutte le letterine in anticipo e, quando gli arrivò quella di Melissa, non ne fu molto felice. Lui osservava tutti i bambini del mondo per capire se facevano da bravi o meno e si era accorto che, a causa dei topolini ballerini, Melissa era diventata capricciosa e testarda. I genitori l’avevano avvertita, ma lei non ascoltava pin nessuno.

Il 25 dicembre arrivò e Melissa, tutta eccitata, si alzò presto e andò a cercare i suoi regali sotto l’albero. Con delusione però, trovò solo una gabbietta vuota con dentro un foglietto, vi infilò la sua manina, tirò fuori il foglio, lo svolse e lesse: 

Uno, due, oplà

La magia è questa qua!

Passarono alcuni secondi durante i quali Melissa si chiese cosa volessero dire quelle parole, poi sentì un leggero prurito sotto il nasino, si toccò e sentì di avere un paio di lunghi e sottili baffi! Spaventata provò a chiamare la mamma, ma dalla bocca le usci solamente un debole squit e, all’improvviso, si rese conto di essere in gabbia! Non ci volle molto perché Melissa capisse di essere diventata un topolino ballerino.

Avrebbe voluto piangere e chiamare mamma e papa, ma non riusciva a stare ferma: aveva cominciato a girare, girare e non sapeva come fare per smettere. Dopo un po’ arrivarono i genitori che si arrabbiarono molto vedendo quell’animaletto sotto l’albero. Pensarono subito che fosse opera di Veronica, cosi le telefonarono, ma naturalmente lei non ne sapeva niente.

Pensarono che Melissa fosse ancora addormentata e decisero di non svegliarla. Videro che il topolino non aveva niente da mangiare e gli misero qualche pezzo di biscotto. Melissa-topolina, poiché era affamata, divorò il biscotto,ma era molto triste e sperava che tutto tornasse come prima. Provò ad arrampicarsi sulle sbarre della gabbietta, ma, una volta in cima, si accorse che non c’era via d’uscita e senti la mamma che diceva al papà che sarebbe stato meglio portare il topolino, prima che Melissa si fosse svegliata, da Veronica, che lo avrebbe potuto mettere insieme agli altri che già possedeva. Per quanto amasse i topolini ballerini, Melissa non aveva la minima voglia di avere con loro incontri ravvicinati di questo tipo. Cosa sarebbe successo poi, se gli altri topolini si fossero accorti che lei era diversa da loro?

E come avrebbe potuto mangiare semi di girasole per tutta la vita?

Si vide cosi portare via da casa sua: il papà la mise in macchina e dopo non molto entrarono a casa della cugina. Melissa aveva tanta paura e, anche se le lacrime non le scendevano, stava piangendo. Veronica disse che per lei non era un problema ospitare un altro topolino, aprì la sua gabbietta verde e prese in mano Melissa-topolina che chiuse gli occhi e cominciò a dimenarsi perchè non voleva essere messa insieme agli altri!

Riuscì a liberarsi dalle mani di Veronica ma cominciò a precipitare verso il basso, sempre più giù e già pensava che, una volta toccato il pavimento, si sarebbe spiaccicata. Improvvisamente si accorse che stava accadendo qualcosa al suo corpicino, ur1ò e, sempre con gli occhi chiusi, senti di essere finita su qualcosa di duro.

Apri gli occhi e vide che si trovava di nuovo nella sua cameretta! Era caduta dal letto ed era di nuovo una bambina: era stato solo un sogno! Si alzò per tornare a letto, quando si accorse di avere delle briciole sul pigiamino… Sembravano quelle del biscotto che la mamma le aveva dato quando era nella gabbia… Forse si era davvero trasformata in un topolino…o forse…

Melissa non aveva voglia di pensarci, era solo felice di essere ancora, o di nuovo, una bambina. Sospirò, s’infilò bene sotto le coperte e, poiché era ancora notte fonda, si riaddormentò.

La mattina seguente si alzò, apri i suoi regalie passò un bellissimo Natale con la sua famiglia da cui era tanto amata. Oggi Melissa ha qualche anno in più, ha smesso di fare la capricciosa e va ogni giorno in palestra per imparare a fare la ballerina. Forse fu solo un brutto sogno o forse fu una lezione che volle darle Babbo Natale, fatto sta che Melissa ricorda ancora di come girava, quando era un topolino. Ora può continuare a farlo, ma da bambina.

 

–         Il racconto “Il Natale di Melissa” di Rebecca Mais è edito nella raccolta “Fiori di luna”  nel 2005 dalla casa editrice La Riflessione

 

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