Intervista di Marzio Di Mezza allo scrittore Gaetano Amato

Gaetano Amato non si ferma un attimo. Soprattutto sembra non amare i tempi morti visto che tra film, teatro, tv, riesce anche a scrivere libri che si rivelano, poi, anche dei piccoli gioielli. Ultimo in ordine di tempo “Il gioco segreto”, pubblicato da Testepiene.

M.D.M.: Un thriller… È stata l’esperienza nel poliziesco “La squadra” a farle nascere la voglia di confrontarsi con una scrittura diversa?

Gaetano Amato: No, non dipende dalla squadra, sebbene – dice Amato – quello sia stato uno dei momenti più belli della mia carriera. In effetti io non so mai le storie che scriverò. Dico sempre che le storie sono nell’aria. Fluttuano, come Paolo e Francesca nel V canto dell’inferno. Di tanto in tanto hai la fortuna di sintonizzarti sulla stessa lunghezza d’onda e ne catturi qualcuna, e non sai mai quale hai catturato o perlomeno non la scegli, viene e basta. I miei tre libri sono tutti di genere diverso tra loro, ma non per volontà. Solo perché quello è arrivato. Mi ritengo un trascrittore, cioè uno che trascrive storie fluttuanti nell’aria.

 

M.D.M.: Il creatore di James Bond, Ian Fleming, dice che per scrivere un thriller “Si devono conoscere cose emozionanti, prima di poter scrivere su di esse. L’immaginazione da sola non è sufficiente”. Lei da cosa è stato ispirato?

Gaetano Amato: Tutto è partito – rileva lo scrittore – da un’immagine televisiva. Un’inquadratura che mi ha messo in collegamento con la storia. Fleming era un grande scrittore, per cui poteva permettersi di sedersi a tavolino, davanti a un foglio bianco e riempirlo con la sola volontà di scrivere. Io non sono capace. Vedo un’immagine, leggo un fatto, penso a qualcosa e la storia prima mi cresce dentro e la vedo come un film, dopodiché è molto semplice sedersi a tavolino e col pc trascrivo il film visto.

 

M.D.M.: L’incontro con Woody Allen, questo nuovo libro, il teatro e una nuova serie televisiva. Il 2011 è stato un buon anno a quanto pare. Cosa si aspetta dal 2012?

Gaetano Anato: Siamo – afferma l’attore – quello che possiamo e mai quello che vogliamo. Non so cosa mi riserva il 2012. Al di là di tutto, spero tanta serenità.

 
M.D.M.: A chi consigliamo la lettura di “Gioco segreto”?

Gaetano Amato: Gioco segreto – risponde Amato – è per tutti, per quelli che vogliono pensare e misurarsi con la risoluzione del caso, per quelli che vogliono trovarsi coinvolti nella storia, per quelli che vogliono solo un modo per passare un po’ di tempo, per giovani, anziani,donne, uomini e bambini. E’ un modo per scuotere i neuroni e costringerci a lambiccarci il cervello per capire a cosa sono dovuti dei fatti e chi li ha commessi. Direi che potrebbe essere un ottimo regalo per allontanare dalla tv chi ci sta a cuore.

 

Fonte: Agenziafuoritutto.com

 

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