Intervista di Alessia Mocci ad Angela Barbieri ed al suo "Io vado scalza"

Intervista di Alessia Mocci ad Angela Barbieri ed al suo "Io vado scalza"

dic 12, 2011

Io vado scalza”, edito presso la casa editrice Edizioni Monte Grappa nel 2009, ha vinto nel 2010  il  Primo Premio al concorso “Un fiorino” della città di Monterotondo. “Io vado scalza” è stato anche semifinalista al concorso “Trofeo penna d’Autore di Torino”.

Due riconoscimenti che confermano la scelta “dello scrivere” per l’autrice Angela Barbieri. “Io vado scalza” è un romanzo che esplora tre vite di donne che ad un certo punto si rendono conto di essere schiacciate dalla vita stessa. L’autrice è stata molto disponibile nel rilasciarci quest’intervista nella quale tratta anche l’argomento del premio.

 

A.M.: Il tuo libro “Io vado scalza” è stato onorato di un noto premio letterario. Ci puoi dire qualcosa in proposito?

Angela Barbieri: Vincere un concorso è un’emozione forte: è un atto concreto che ti dice “continua, il tuo lavoro vale.” Il premio “Un Fiorino” è stato in grado di farmi vivere questa forte emozione e dato la grande opportunità di veder pubblicato il mio manoscritto che ha avuto così la possibilità di partecipare al concorso “Trofeo Penna d’Autore di Torino” ed essere tra i semifinalisti. Sono riconoscimenti che ti spingono a continuare, segnali che ti fanno comprendere che il tuo crederci ha un senso e non solo per te: sono pezzetti di sogno che trovano il loro posto nel puzzle della vita.

 

 A.M.: Il romanzo racconta di tre donne, Angela, Lory, Miriam. Chi sono?

Angela Barbieri: La trama di “Io vado scalza” gira sulla figura di tre donne, Angela, Lory e Miriam. Ognuna di loro ha una vita a se e sono persone comuni, di tutti i giorni. La loro caratteristica comune è quella di non farcela più, schiacciate dal gioco della vita, che non  consente di essere se stesse. La loro forza è nel capire subito che, insieme, possono farcela.

 

 A.M.: Le vicende narrate sono nate dalla tua fantasia oppure c’è un’alta percentuale di realtà?

Angela Barbieri: Le vicende narrate sono frutto di pura fantasia; ciò non toglie che è una narrazione ricca di realtà, di episodi di vita quotidiana, con incipit che possono essere sicuramente ricondotti a  miei vissuti. Ma fortunatamente, non è un libro autobiografico.

 

A.M.: Quale delle tre donne ti rassomiglia di più e perché?

Angela Barbieri: Il personaggio che più mi assomiglia è sicuramente Angela, non a caso le ho dato il mio nome. Non perché la sua storia è la mia storia: ma perché il suo affrontare le situazioni, anche le più dolorose, con la forza della sua fragilità, mi appartiene.

 

 A.M.: Pensi che “Io vado scalza” sia un romanzo al femminile e che possa interessare soltanto un pubblico prettamente femmineo?

Angela Barbieri: Le protagoniste di questa vicenda sono donne, ma è riduttivo pensare che è rivolto solo a loro; la storia coinvolge tutto il pubblico e molti rappresentanti del genere maschile l’hanno letto e apprezzato.

 

 A.M.: Puoi utilizzare 5 aggettivi per descrivere il tuo romanzo?

Angela Barbieri: Libero, deciso, vero, forte, straordinario nella sua semplicità. Perché libero? Perché le protagoniste anelano solo ad essere se stesse, a liberarsi da quelle scarpe strette che le costringono in ruoli che non le appartengono. Da qui il suo essere deciso, vero e forte. E semplice: come l’amicizia, unica molla per credere.

 

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