"L’inverno di Frankie Machine" di Don Winslow – recensione di Alessandro Vigliani

C’è un tipo negli Usa che si chiama James Ellroy. E questo tipo ha scritto le pagine più importanti della narratura noir, hard boiled contemporanea. Suoi sono capolavori che rispondono al nome di L.A. Confidential. Black Dahlia, I Miei Luoghi Oscuri, Sangue Randagio.

C’è un tipo negli Usa che si dice in giro sia il suo erede. Si chiama Don Winslow e il suo stile narrativo, al pari di quello di Ellroy, va studiato. In primis perché presenta una narrazione in terza persona sì, ma al presente, poi perché riesce a dare un ritmo in un contesto non certo semplice. Non è un segreto. Il passato remoto è più musicale, tende a creare l’ambientazione e spinge l’autore a inserire lunghe riflessioni intimistiche nei personaggi. Don Winslow ci riesce ugualmente in uno stile che all’inizio può turbare, andare quasi di traverso ma che rappresenta un suo marchio di fabbrica. Potreste riconoscere la scrittura di Don Winslow in mezzo a mille storie. E questo capita con ben pochi autori.

Un sistema narrativo meno avvolgente di quello di Ellroy ma di sicuro impatto con storie come quella de L’Inverno di Frankie Machine che al pari di un motore diesel prende il via lentamente, in modo quieto come il mare di certe giornate piatte. Tuttavia quando poi gli eventi si scatenano e le pagine cominciano a scivolare, sono proprio i personaggi creati da Don Winslow ad ammanettarti al libro e a non lasciarti in pace finché non l’hai finito.

La trama. Frankie Machine è un tizio di origine italiana, si chiama Marchianno in verità, che tutti conoscono come lavoratore instancabile e padre devoto. Pochi sono a conoscenza del fatto che Frankie Machine sia stato uno dei killer più spietati della mafia californiana.
E questo è quanto basta perché è la base da cui si dipana una quelle storie che gli autori americani sanno raccontare. E bene.

Quindi prendete e leggete tutto ciò che Don Winslow ha scritto e scriverà, non fatevi raccontare ancora i suoi libri. Meritano di essere letti e, nel caso siate appassionati di scrittura, letti attentamente per andare a scovare tra le righe quelle particolarità stilistiche di cui solo i veri maestri sono capaci.

Don Winslow, L’inverno di Frankie Machine, Einaudi.

 Alessandro Vigliani

Fonte:

http://www.alessandrovigliani.it/recensioni-libri/163-don-winslow-linverno-di-frankie-machine.html

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