Intervista di Alessia Mocci ad Oscar Montani ed al suo "Una tranquilla provincia criminale"

Intervista di Alessia Mocci ad Oscar Montani ed al suo "Una tranquilla provincia criminale"

Nov 15, 2011

Una tranquilla provincia criminale”, edito nel 2010 dalla casa editrice Romano Editore, è l’ultima pubblicazione di Oscar Montani, pseudonimo di Marco Santoni. L’autore ormai è giunto alla settima pubblicazione senza contare i vari ed interessanti interventi in antologie.

Oscar ha cercato di diversificarsi dagli altri autori del simil genere anche con la dicitura “soft boiled”, del cui significato ci spiegherà qualcosa nelle sue risposte. “Una tranquilla provincia criminale” fa parte della saga di Corto, è un romanzo “a casi”, in quanto ogni capitolo è un caso a se ma il libro anche se con questa macrostruttura è veicolato sapientemente dall’autore.

Oscar è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune nostre domande. Buona lettura!

 

A.M.: Una tranquilla provincia criminale” non è la tua prima pubblicazione? Illustraci velocemente le altre.

Oscar Montani: Oscar Montani è lo pseudonimo di Marco Santoni. Toscano dell’alto Valdarno (nato a Montevarchi, dove vive), ama la Versilia e la sua gente.
Ho già pubblicato il romanzo “La Delta velata” (2006 e 2010 IIed.) Statale11 editrice; le raccolte di racconti “Viareggio piccoli delitti imperfetti” (2006), “I misteri della terza luna” (2007) e “Quando il cuoco indaga” (2008), “Mala tempora”(2008), e infine il romanzo “L’oro degli aranci” (2009) Marco Del Bucchia editore. Ho partecipato all’antologia “L’ombra del sospetto” con 12 romanzi bonsai. Nel 2010 ha pubblicato  “Inconfessabili Moventi”,  anche questo con racconti del blog illustrati dalla mano arguta di Glauco dal Pino.  Di prossima uscita con Romano Editore “Nova Tempora”, un manuale per scrittori di gialli, e un racconto sempre con protagonista Corto per la raccolta “Vicini da Morire”.

 

A.M.: Quando nasce l’idea di scrivere “Una tranquilla provincia criminale”?

Oscar Montani:  Questo romanzo fa parte della saga di Corto (in parallelo c’è la saga rinascimentale di Bertuccio), nasce da un racconto apparso nel 2007 e dal mio blog. Ha avuto inizio perché il maresciallo Miglietta (mio personaggio di fantasia: non andate a cercarlo nell’organico dell’Arma!) mi ha “comandato” di farlo agire di nuovo. Stava all’Elba, mica potevo mandare Corto (il mio detective seriale) là. Allora l’ho fatto trasferire a Vecchiano ed il sodalizio tra i due si è ricostituito. Di fatto Una tranquilla provincia criminale nasce da una costola de “I misteri della terza luna” (2007) sia per la presenza di Miglietta e dello chalet Da Pippo, il quasi bar della pineta, sia per il riferimento, in ogni capitolo ad oggetti antichi o d’arte.

 

A.M.: Qual è la macrostruttura del romanzo?

Oscar Montani:  Si tratta di un romanzo “a casi”. Ogni capitolo è un caso auto consistente, ma la cornice che li unisce è di fatto un romanzo. Non mi piace troppo scrivere racconti scollegati: l’unità di tempo, spazio e personaggi è per me fondamentale.

 

A.M.: Pensi di avere uno stile artistico ben distinguibile?

Oscar Montani: Certo: Soft Boiled. Ho ideato io il termine Soft Boiled. Qui il discorso potrebbe diventare accademico e quindi pedante, persino uggioso. Un pericolo che avevo annusato fin dall’inizio (nel 2006) quando ho cominciato. La stessa domanda me la pose un editore. Gli risposi: “Le mie storie sono soft, lo stile è soft boiled.”. Ovviamente lui non capì. La sua faccia era spenta, la gamba ballettava nervosamente. Allora infierii: “Dài, come le uova alla coque!”. Non aveva capito un tubo lo stesso: infatti mi pubblicò subito dopo.
A voi però voglio spiegare per bene. Pensate ad un uovo bollito per otto minuti. Poco digeribile e, se lo getti a terra, praticamente rimbalza: come Philip Marlowe, il detective di Chandler. Più lo pesti, più s’incattivisce…
E’ la base per    spiegare le analogie e le differenze tra il genere hard boiled e quello soft boiled . Corto e Marlowe sono tutti e due investigatori, uno (Corto il mio detective) lo fa per “caso”, per divertimento, per curiosità. L’altro, l’americano, lavora per necessità (non potrebbe fare altro e deve campare).
Sono analogie per opposti (quasi). Sarcasmo ed ironia  caratterizzano  i due detective, solo che Marlowe è reso cinico dalla vita, mentre Corto, nato toscano, a Viareggio, le battute ce le ha nel sangue: per lui sono il sale della vita.
Per adottare il soft boiled bisogna lavorare sui personaggi, sui loro dialoghi in un contesto di provincia agiata. Luoghi dove noir o hard boiled non avrebbero senso. Forse il thriller, ma non è nelle mie corde. Le mie storie cercano di essere divertenti, poco trucide, con nessun compiacimento per i particolari macabri … questa la mia intenzione, ma i lettori a volte ci mettono del suo (lo si sa) ed allora sento o leggo: “bello il tuo noir ”. Signore , perdona loro perché non sanno quello che leggono!

 

A.M.:  Pensi che la tematica del delitto sia sempre interessante per il pubblico dei lettori?

Oscar Montani: Negli ultimi anni il mercato del “giallo” (in senso lato) ha  cubato oltre il 50% di fatturato. È vero che ci sono gli stranieri (Larsson ad esempio: ha fatto banco, vince!), ma è ancora di notevole attrattività per gli autori italiani, anche di nicchia come me. I lettori sono purtroppo disposti a digerire tutto e non selezionano molto, ma va bene così.

 

A.M.: Utilizzi il social network facebook per farti conoscere come romanziere al pubblico?

Oscar Montani: Cerco una sinergia tra il blog, facebook ed anobii. Ma il rapporto risultati / sforzo mi sembra poco brillante. Il raccolto è scarso, ma in ogni caso le alternative (dato che non pubblico con una major) non sono molte.

 


A.M.:
Hai realizzato il book trailer de “Una tranquilla provincia criminale”?

Oscar Montani: NO. E non credo che lo farò.



Info:

www.oscarmontani.splinder.com

http://www.facebook.com/oscar.montani

 

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