"Ascolta la Ciociaria" in esperanto di Libero De Libero, poeta italiano

Nel trentennale della morte di Libero De Libero (Fondi 1903-Roma 1981), uno dei maggiori e più raffinati poeti del Novecento italiano, viene pubblicato  un volume che comprende i suoi poemetti “Ascolta la Ciociaria” e “Celeste creatura”, quest’ultimo dedicato a Fondi, in edizione bilingue, con traduzione in esperanto di Amerigo Iannacone e testo a fronte: Aŭskultu Ĉoĉarujon – Ĉiela kreitaĵo (Edizioni Eva, Venafro 2011, pp. 52, € 12,00). Il volume si avvale inoltre di un pregevole saggio introduttivo, sotto il titolo “Ciociaria come Andalusia”, di Gerardo Vacana, poeta ciociaro, che di De Libero fu amico fraterno.

La traduzione in esperanto vuole contribuire a dare alla poesia di De Libero un respiro internazionale, anche, soprattutto, in paesi, come quelli dell’estremo oriente, dove il nome di De Libero è pressoché sconosciuto.

Contemporaneamente esce in Romania un volume con traduzione rumena della poetessa Doina Opriţă e sta per uscire in Spagna un terzo volume con traduzione spagnola del poeta argentino Carlos Vitale, mentre Giuseppe Norcia, narratore e traduttore italo-belga, ha curato la traduzione in francese di un altro libro del poeta ciociaro, Solstizio.

«Il poemetto [“Ascolta la Ciociaria”] – scrive Vacana – ha riscattato come d’incanto la Ciociaria da tutte le maligne, ingiuste e superficiali allusioni a una sua presunta arretratezza, a un’irrimediabile sua rozzezza, innalzandola all’olimpo delle regioni poeticamente privilegiate. Da quel 1953 [anno di pubblicazione del poemetto] nel mondo si dice con simpatia e rispetto Ciociaria, come si dice Andalusia. Sí, De Libero ha compiuto per la nostra terra lo stesso miracolo di García Lorca per la sua.»

Libero De Libero, poeta, narratore e critico d’arte, nasce il 10 settembre 1903 a Fondi (Latina). Nel 1906 il padre Francesco viene nominato segretario comunale a Patrica (Frosinone) e Libero vi trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Compie gli studi ginnasiali a Ferentino e i liceali ad Alatri.Ha insegnato storia dell’arte al Liceo artistico di Roma dal 1941 al 1973, svolgendo contemporaneamente un’intensa attività di scrittore, giornalista e critico d’arte.

 

OPERE PRINCIPALI

Poesia: Solstizio; Proverbi; Testa; Le odi; Eclisse; Il libro del forestiero; Banchetto; Sono uno di voi (raccolte nel 1972 nel volume complessivo Scempio e lusinga, presso Mondadori); Di brace in brace; Circostanze.

Prosa: Malumore (racconti); Amore e morte (romanzo); Camera oscura (romanzo); Il guanto nero (racconti); Racconti alla finestra (racconti); Borrador (diario).

Critica d’arte: Particolarmente legato a Scipione e a Mafai, i due protagonisti della Scuola Romana, De Libero ha dedicato monografie ai piú importanti artisti del Novecento.

 

Riportiamo qui di seguito la prima ottava di ognuno dei due poemetti e la relativa traduzione in esperanto.

 

Ascolta la Ciociaria, amico.

Tu fuggitivo per strade forestiere

che vanno sempre altrove, ascolta

nella conchiglia remota del mio cielo,

nella lagrima che goccia dal suo frutto,

nel volo d’una foglia che t’arresta

al confine d’un bosco avventuroso,

ascolta la Ciociaria alle sorgenti.

 

Aŭskultu Ĉoĉarujon, amiko.

Vi fuĝanta laŭ fremdaj vojoj

kiuj kondukas ĉiam aliloken, aŭskultu

en la fora konko de mia ĉielo,

en la larmo kiu gutas de sia frukto,

en la flugo de folio kiu haltigas

vin ĉe la limo de aventura arbaro,

aŭskultu Ĉoĉarujon ĉe la fontoj.

 

O mio paese, ritorni con l’alba

odoroso fantasma che m’ascolta

dovunque dico la dolce leggenda,

e sei pure la rondine che a sera

straluna azzurra prima di sparire:

io lucciola vagante nel pensiero

delle tue contrade, te inseguendo

per le stanze calpesto le tue zolle.

 

Ho mia urbo, vi revenas matene

bonodora fantomo, kiu aŭskultas min,

kie ajn mi diras la dolĉan legendon,

kaj vi estas eĉ la hirundo, kiu vespere

gapas blue antaŭ ol malaperi:

mi, lampiro vaganta en la penso

de viaj kvartaloj, postsekvante vin

tra la strofoj, mi tretas viajn terbulojn.

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