"Coming soon", un horror thai di Sophon Sakdaphisit

Di Sophon Sakdaphisit, prodotto dalla GMMTaiHub. L’accattivante titolo del film è “Coming soon” ed è uscito nelle sale thailandesi nel 2008. Arriva in Italia dopo due anni di attesa nel 2010. Beh, almeno è arrivato.

Ci si aspettava un gran successo ed invece nulla, il pubblico da cinema non ha mai amato così tanto gli horror, sono sempre le commedie o le animazioni a scavalcare le classifiche. La mia non vuole essere una critica ma una constatazione realistica dell’andamento del mercato. E con questo non voglio polemizzare sulla questione mercato-arte perché non ha più senso parlarne. Il fatto che un film thailandese horror uscito nelle sale dal 6 agosto non sia una gran genialata non penso sia da mettere in discussione. È complesso anche verificare il perché di certe partenze di marketing errate sin dall’inizio della loro progettazione.

“Coming soon” è un tipico horror asiatico con fantasmi vendicativi, urla facili, sangue in ogni luogo, sguardi dietro porte e muri, personaggi morti, cadaveri scomparsi, pellicole maledette, buio e tenebre, bambine rapite. Insomma, tutto ciò che ha reso celebre il cinema horror asiatico all’interno di un solo film della durata di 1 ora e 20 minuti.

La pellicola si apre con l’immagine di una bambina che si sveglia stordita in un letto con le mani legate, affianco a lei un corpo immobile insanguinato. La bambina cerca un nascondiglio appena sente un rumore sospetto. Nella stanza entra qualcuno, inizialmente non si capisci chi è, si sente lo strisciare di un piede e una voce stridula ed agghiacciante che dice: “Dove sei? Dove ti sei nascosta? Non puoi sfuggirmi”. Questo qualcuno è una donna con i capelli radi e lunghi, il piede sinistro storto, e la pelle totalmente bruciata. La donna ha perso i suoi figli in un incendio ed ora rapisce i bambini dei villaggi vicini, cava a loro gli occhi e li tiene segregati in casa, sotto il pavimento. La bambina cerca di fuggire, combatte, ma la donna è più scaltra, anche per lei il futuro ha riservato la stessa fine. Ad un certo punto però giungono in casa della donna alcuni abitanti del villaggio che salvano i bambini, quelli ancora in vita, ed impiccano la donna come se fosse un demone. E qui termina “Lo spettro della vendetta” il film proiettato in una sala cinematografica.

Un film all’interno di un film, non è originalissimo si può facilmente obiettare ma non è questo il punto di vista da prendere in considerazione quando si tratta di un film del genere horror. Un film non deve solo stupire in ogni suo inquadratura ma deve essere curato e raffinato nella scelta del dettaglio e “Coming soon” rispetta tutto questo.

È la stessa troupe cinematografica che sta guardando il film, troupe che scomparirà nel nulla. Così la pellicola di “Lo spettro della vendetta” giunge in una grande cinema multisala e viene fortemente pubblicizzato.

Protagonisti di “Coming soon” sono Chane e Yod, la sorella di Yod, ed ovviamente Chaya la donna che rapisce i bambini. Chane e Yod vogliono fare dei soldi facili, così si mettono in commercio con dei tipi loschi che vogliono piratare la pellicola di “Lo spettro della vendetta” prima della sua uscita ufficiale. Chane una notte proietta il film e Yod sta in sala a registrarlo con una telecamera ma qualcosa non va nel verso giusto e Yod sparisce lasciando la telecamera nella sala. Chane, da quel momento, inizia a sentire la presenza di qualcosa, è Chaya, ma Chane ancora non lo sa. Chaya perseguita il ragazzo perché anche  lui come gli altri ha visto la sua morte. Chaya è divenuto uno spirito della vendetta per la sua morte, ma la storia evolverà e si scoprirà che il film è tratto da una storia vera: realmente in un villaggio c’è una casa nella quale sono state commesse atrocità contro i bambini da parte di una donna di nome Chaya. Qualcosa però non quadra.

In “Coming soon” nessuno si salva, è il tipico horror nel quale anche l’eroe del film muore e non c’è via d’uscita per chiunque si metta nella strada del cattivo, perché il cattivo è un fantasma e non può essere eliminato facilmente.

Di rilevante, a mio avviso, è il discorso sul meta-cinema che si più intavolare dopo la visione del film in quanto si vede come realtà e filmico interagiscono fra di loro rendendo esplicitamente nulla la differenza. Non siamo più nel mondo reale, non siamo più nel filmico. Non stiamo parlando della vecchia Chaya che rapiva i bambini ma di un’attrice che ha interpretato Chaya, Yod sparisce nella vita reale per poi ricomparire nella sequenza finale di “Lo spettro della vendetta”, nella quale arriverà anche Chane.

Vi auguro una buona visione e vi lascio il link del trailer di “Coming soon”:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=JAR3WAyIJ0o&w=420&h=315]

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