Intervista di Alessia Mocci a Salvatrice Vilardi ed al suo secondo libro "La primavera di Palma"

“La primavera di Palma”, edito presso la casa editrice Edizioni Smasher, è il secondo libro dell’autrice Salvatrice Vilardi. La Vilardi nasce nel 1965, vive a Livorno e non solo è appassionata di letteratura ma si occupa anche di pittura e di recitazione.

In “La primavera di Palma” l’autrice cerca di portar fuori una realtà, una vita comune, quella di zia Palma che con sofferenza e capacità estrema di resistenza ed amore per la vita riesce a dare alcune lezioni di etica ed onore.

Salvatrice Vilardi è stata gentilissima nel rispondere ad alcune domande sulla sua nuova pubblicazione.

 

 

 A.M.: “La primavera di Palma” è il tuo secondo libro. Quali sono le maggiori differenze tra questo e “Gli occhi e il cuore”?

Salvatrice Vilardi: “Gli occhi e il cuore” è un libro autobiografico e racconta della mia infanzia travagliata, vissuta per 12 anni in un collegio di suore in seguito alla morte di mia madre, avvenuta quando avevo tre anni.
Racconto le mie vicende personali dando voce a quella bambina che un tempo non poteva farsi sentire, aprendo liberamente il mio cuore. E lo faccio affrontando argomenti seri con un pizzico di ilarità.
“La primavera di Palma” è un romanzo che si sviluppa “attorno” ad una storia vera che appartiene a tante altre persone vissute negli stessi anni e non solo a Castroreale ma anche in molti altri luoghi. È una storia comune a tanti; come comuni sono i fatti narrati che poi sono gli eventi veramente più importanti della vita: nascita, amore, sofferenza, lotta per portare a casa qualcosa da mangiare, malattia e morte. Il racconto di zia Palma vuole essere un momento di riflessione ed un invito a non far nascere dentro di noi barriere mentali e culturali.

A.M.:  Protagonista zia Palma. Che genere di donna è?

Salvatrice Vilardi: Palma è una donna che, attraverso la sofferenza, riesce ad ottenere una libertà interiore che la renderà generosa con tutti, con i giovani in particolare. Zia Palma è una “ribelle” pronta a difendere la propria identità ed il suo sentimento, ed è disposta a lottare contro i cosiddetti “valori della tradizione” e il senso dell’onore.
E’ una donna che ad un certo punto deve arrivare ad un compromesso con sé stessa: è la figlia che davanti a tutti ubbidisce ai genitori ed è la giovane donna che vive l’amore coltivandolo nel giardino del sogno e della fantasia.

 

A.M.: Nel libro racconti di credenze popolari, che cos’è la “maària”?

Salvatrice Vilardi: La maària è un mondo che affascina e atterrisce, dove le forze negative influiscono la vita culturale e sociale di una comunità.

A.M.: Qual è la percentuale di realtà nel romanzo?

Salvatrice Vilardi: Gran parte del romanzo “poggia” su una storia vera, il resto è frutto della mia creatività. Lascio al lettore la possibilità di stabilire l’inizio e la fine della realtà e/o della fantasia.

 

A.M.:  Salvatrice Vilardi non è solo una scrittrice ma ha anche altre passioni artistiche. Quali sono?

Salvatrice Vilardi:  Oltre a scrivere mi piace dipingere, recitare e leggere.

 

Vi lascio il link per ordinare il libro direttamente dalla casa editrice:

http://www.edizionismasher.it/vilardi/salvatricevilardi.html

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