"L’uomo senza sonno" di Brad Anderson – recensione di Alessandro Vigliani

"L’uomo senza sonno" di Brad Anderson – recensione di Alessandro Vigliani

Ott 10, 2011

“L’uomo senza sonno” titolo originale The Machinist, è un film del 2004 di Brad Anderson, uno che dimostra non solo di aver avuto ottimi maestri ma di averne studiato assai bene l’operato. E non solo nel campo della regia.

Troppo facile sarebbe vedere ne “L’uomo senza sonno” riferimenti a Hitchcock o Lynch o ancora a Polanski. I più fini palati ci vedranno anche un po’ di Charlie Chaplin.

Eppure è la conoscenza da parte del regista di un tale Fedor Dostoieviskij, che ne viene fuori quasi obbligatoriamente. Con tutta l’inquietudine, la pazzia, la follia dell’opera del celeberrimo autore russo. Tanti sono i riferimenti all’interno del film, dal libro che sta leggendo il protagonista (L’Idiota), alla sequenza in cui lo stesso percorre la Route 666 e compare la scritta “Delitto e Castigo”.

Bravo è il regista a ricostruire un’ambientazione alienante, dai colori malati, generando nello spettatore la confusione di un’insonnia ostinata che lo trasporta nella vita di Trevor Reznik, operaio in una fabbrica metalmeccanica, magistralmente interpretato da un Christian Bale (American Psycho) che dimostra ancora una volta di poter fare col suo corpo ciò che vuole. Dimagrisce o ingrassa a seconda delle richieste e in questo ambito risulta così scheletrico (ha perso per l’occasione 30 kg) che non è cosa impossibile contare ogni sua vertebra o costola.

Da cosa dipenda l’insonnia che colpisce il povero Trevor lo si scopre andando avanti, seguendo la scia di follia che prende in pieno il personaggio.

Magistrale la scena del tunnel dell’orrore, con immagini di sicuro impatto che hanno lo scopo di scatenare inquietudine in una meravigliosa sequenza di paure.

L’uomo senza sonno è un incubo al pari de “Il Sosia”, una pellicola estraniante che non lascia delusi. Nel corso del film, intenso il riferimento alla scelta, al bene o al male. Tanti i bivi davanti cui il protagonista si ritrova, tutti a sinistra come messaggio di sventura.

Che altro dire, se non l’avete visto, fatelo.

Written by Alessandro Vigliani

Fonte:

http://www.alessandrovigliani.it/cinema/157-luomo-senza-sonno-brad-anderson.html

2 comments

  1. Un film che è rimasto di nicchia, sconosciuto ai più… Ma a mio parere ben sceneggiato, mai scontato e soprattutto capace di mantenere l’attenzione…
    Consigliato!!!

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. “L’uomo senza sonno” di Brad Anderson – recensione di Alessandro Vigliani | Age To Known - [...] all’articolo di Oubliette Magazine: “L’uomo senza sonno” di Brad Anderson – recensione di Alessandro Vigliani Etichette: l occasione    trevor…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: