Intervista di Carina Spurio a Serena Bono ed al suo "Origine e diffusione del vampirismo"

Intervista di Carina Spurio a Serena Bono ed al suo "Origine e diffusione del vampirismo"

Set 20, 2011

Origine e diffusione del vampirismo

– Il doppio volto della donna: angelo o demone?

Roma, Albatros Editore,
2010, pp. 112
IBSN: 9788856727999

Serena Bono è nata a Pescara nel 1977. Si è laureata in Lettere Moderne nel 2003 e specializzata in Storia dell’Arte, Metodologia Gestione e Conservazione del Patrimonio Storico-Artistico nel 2008 presso l’Università di Chieti. Svolge la professione di storica dell’arte e di insegnante. Dalla passione per il Gotico e per le sue oscure ed affascinanti figure nasce Origine e diffusione del vampirismo – Il doppio volto della donna: angelo o demone?, la sua prima pubblicazione.

 

C.S.: “Origine e diffusione del vampirismo” è il titolo del suo saggio pubblicato dal Gruppo Albatros nel quale lei cerca di approfondire il tema del vampirismo servendosi di un’ottica antropologica ed esegetica …

Serena Bono: Sembrano due parole tanto difficili ma è semplicemente un’analisi dell’uomo, delle sue caratteristiche e del suo comportamento all’interno della società in cui vive attraverso lo studio e l’interpretazione di testi che ne trattano. Quelli presi in esame sono di carattere religioso, storico, artistico, antropologico e letterario. Si parte sin dalla Genesi in cui appare uno dei primi demoni femminili, Lilith la prima moglie di Adamo, per poi soffermarsi su credenze e miti di antiche popolazioni, sulle testimonianze storiche dei primi casi di vampirismo fino ad analizzare gli aspetti letterari di questo mito esaminando in particolare, anche attraverso l’iconografia, i personaggi femminili di due romanzi ottocenteschi quali Carmilla di J. S. Le Fanu e Dracula di B. Stoker.

 

C.S.: Da lungo tempo si parla di vampiri che da secoli si mimetizzano, come lei scrive, “nei tessuti sociali a incarnare le paure”. Tra le sue teorie e ipotesi leggo che ne sono state avanzate cinque: l’origine universale o preistorica, l’origine sciamanica, l’origine orientale, l’origine europea antica o medioevale e l’origine moderna …

Serena Bono: Montague Summers, celebre vampirologo, ha sostenuto la teoria dell’origine universale del vampiro. Siamo nel 1928 “La tradizione” dichiarava “è mondiale e di un’antichità senza data”. Le prove a questa teoria si trovano nella cosiddetta paura dei morti. Giacché la morte ha avuto inizio con la vita, sin dall’inizio della storia le popolazioni si sono trovate di fronte all’ignoto, al non conosciuto e da qui sono nati particolari metodi di sepoltura, particolari credenze. Questa teoria è stata sostenuta anche da un’altra famosa studiosa dell’argomento, Ornella Volta. Questo timore verso i defunti possiamo trovarlo sin dalla preistoria, e in tutte le parti del mondo.
Secondo alcuni autori, la presenza del vampiro e di alcuni personaggi affini, nasce in un preciso ambiente religioso-culturale, e cioè quello dello sciamanesimo. L’area territoriale che questa identificazione ricopre è vastissima e va dal mondo celtico alla Siberia, dagli indiani d’America del Nord alla Germania precristiana, alla Scandinavia e all’Europa orientale.
Personaggi simili al vampiro erano già stati segnalati in oriente da Marco Polo, ma solo nell’Ottocento è iniziato uno studio sistematico del vampirismo nel mondo orientale. Possiamo trovare testimonianze provenienti dalla Malesia, dall’India e dalla Cina. In queste zone sono tante le credenze in spiriti malevoli succhiatori di sangue.
Un’ altra teoria è quella che farebbe risalire l’origine del vampiro all’ambiente culturale greco e romano o al periodo medievale in Transilvania, o comunque nei paesi dell’Est europeo. Vero è che la Transilvania è ricchissima di leggende in tal senso, alimentate soprattutto dal mistero che ancora oggi circonda il personaggio di Dracula, il celebre Vlad Tepes, eroico condottiero sanguinario che si distinse nella lotta contro i Turchi. Da qui la nascita della figura del vampiro per eccellenza.
La teoria di un origine moderna, mette in relazione la nascita del vampiro con il forte periodo di crisi spirituale collegato con l’Illuminismo. Il suo principale sostenitore è Jean-Claude Aguerre che sottolinea come le difficoltà di interpretare il rapporto uomo-anima e quindi il problema della morte, nel Settecento, avrebbe in qualche modo plasmato la figura di colui che vince la morte con il proprio stesso corpo.

 

C.S.: Nel sottotitolo si legge “Il doppio volto della donna: angelo o demone?” rivelando una particolare attenzione alla figura femminile e ad una sessualità che diventa elemento fondamentale …

Serena Bono: Partendo dal vampirismo analizzato nei vari suoi aspetti, ho portato in primo piano la figura della donna, messa spesso in disparte dalla società come la vampira lo è stata dal ruolo predominante del vampiro. Le vampire ci appaiono come amanti insoddisfatte o lesbiche: ciò fa pensare che possano essere viste anche a livello sociologico come anormali, sessualmente preponderanti, capaci di plagiare e di controllare la psiche degli uomini con cui vengono in contatto, dominandoli e infine uccidendoli. Esse sono rimaste fedeli ai loro antichi avi: donne di estrema bellezza che seducono le vittime prosciugandole di sangue e di sperma per potersi rigenerare. Intorno al 1900, la donna da angelo del focolare, viene vista come creatura viziosa, strega ammaliatrice e questo perchè riscopre il proprio ruolo di donna, la propria sessualità. Di lei si ha paura perchè capace di irritere l’uomo, di attrarlo irreparabilmente tra le sue spire ed è per questo assimilabile ad una vampira.

 

C.S.: Dunque il vampiro non è morto, ma non è nemmeno vivo, ma un non morto che ha incarnato le paure dell’uomo dalla notte dei tempi …

Serena Bono: Si tratta di un mito riscontrabile in tutti i tempi in tutto il mondo. Il vampiro è lo spirito di una persona defunta, rianimato dalle forze del male, tornato per tormentare i vivi privandoli del sangue per poter continuare la propria “non vita”. Il folklore assegna gli stessi tratti somatici al vampiro e al ritratto popolare dell’individuo dalla sessualità fuori dal comune. Attraverso i secoli il vampiro muta le sue sembianze da bestia sanguinaria, rozza e primitiva a uomo fascinoso e acculturato che spaventa perché diverso e misterioso ma che allo stesso tempo attrae e seduce.

 

C.S.: Mentre nel passato Dracula fu una figura cinematografica soggetta a molte censure perché raffigurava il male assoluto, nei film di oggi gli eredi di Dracula, categoricamente giovani e belli, vivono nei film strazianti storie d’amore con donne umane: sono vampiri umanizzati che non dormono nelle bare, non uccidono gli esseri umani e sopportano la luce del sole: vampiri e umani convivono tranquillamente sui set cinematografici e sui libri, continuando a non morire mai …

Serena Bono: Il vampiro è immune ad ogni malattia, possiede una forza eccezionale, è intangibile, inattaccabile, può influenzare gli altri esseri, ma soprattutto sopravvive alla morte, supera una delle massime aspirazioni e una delle massime angosce dell’uomo. L’incognita della morte è affascinante e ripugnante allo stesso tempo. Il vampiro incarna la volontà di sfuggire ed elevarsi dalla massa vivendo un’esistenza eccezionale, impossibile per i comuni mortali. Tutto ciò credo sia alla base della nostra grande attrazione verso questa figura, ormai dai tratti più umanizzati che soffre e ama come noi.

 

C.S.: Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

Serena Bono: Sin da piccola sono stata attratta da storie macabre e dell’orrore e andando avanti con gli anni ho cercato di approfondire sempre più l’argomento. Leggendo e analizzando i vari racconti e soprattutto quelli dedicati al vampirismo mi sono accorta di quanto poco si parlasse delle donne vampiro: era sempre l’uomo il protagonista delle narrazioni. Così ho cercato di studiarne le cause e rivalutare, in generale, la figura della donna che, attraverso i secoli, spesso ha avuto un ruolo secondario all’interno della società.

 

C.S.: Quanto tempo ha dedicato alla realizzazione di questo testo?

Serena Boni: Ero diventata un vero topo di biblioteca…….in definitiva un anno. Le ricerche sono state difficoltose, anche se potrebbe apparire strano visto quanto l’argomento sia già stato trattato. Quello a cui cercavo di giungere però era trasmettere l’argomento sotto un differente punto di vista…..

 

C.S.: Ci può illustrare la copertina del libro?

Serena Bono: La complessità dell’animo femminile: una donna e la sua ambivalente personalità contraddistinta da luci e ombre. Un immagine allo specchio, da sempre simbolo del doppio, portale di passaggio per altri mondi arcani e misteriosi.

 

C.S.: Cos’è per lei la scrittura?

Serena Boni: Sicuramente un momento di evasione anche se più precisamente amo quello che la precede…..la ricerca.

 

C.S.: Scrive di notte o di giorno?

Serena Bono: Preferisco la notte, perché riesco ad avere maggiore concentrazione quando tutto è silenzio.

 

C.S.: Qual è il suo rapporto con internet?

Serena Boni: Buono, amo la ricerca ma anche lo svago che se ne può trarre.

 

C.S.: Lei è storica dell’arte e insegnante, in che modo comunica con i suoi allievi?

Serena Bono: Cerco innanzitutto di conoscerli, comprenderli e stabilire un rapporto di fiducia reciproca. Non amo stare in “cattedra” e dare loro solo informazioni. Al giorno d’oggi la cultura è molto importante ma lo è anche il rapporto umano. Credo che oltre agli insegnamenti dati dalle proprie famiglie la scuola sia il secondo punto di riferimento per un ragazzo che sta crescendo e che si sta formando.

 

C.S.: Da dove ha origine la sua passione per il Gotico?

Serena Bono: Mi ha sempre incuriosito ed affascinato il periodo medievale con le sue ambientazioni misteriose, le atmosfere terrorifiche, il tema della possessione demoniaca, del male, delle antiche profezie,i conflitti interiori dei personaggi ambigui, misteriosi, preda di passioni violente o tormentati da pene d’amore.

 

C.S.: Una domanda all’apparenza facile per una risposta difficile: chi è Serena Bono?

Serena Bono: Questa domanda è davvero la più difficile!
Sono una donna romantica, che vive ogni cosa con passione e sensibilità. Adoro l’amore, la famiglia, il divertimento, viaggiare alla scoperta di cose nuove. Una sognatrice che guarda al futuro e spera sia ricco di prospettive.

 

C.S.: Per poter scrivere bisogna leggere, quali sono le sue letture preferite?

Serena Bono: Devo ammettere che sono un po’ monotematica, oltre alla letteratura di genere noir prediligo i triller, soprattutto quelli storici: tutto ciò che tratta azione e mistero.

 

C.S.: Un suo grande desiderio?

Serena Bono: Un lavoro soddisfacente e una bella famiglia! Mi piacerebbe poter viaggiare, conoscere nuovi luoghi e nuove culture….

 

C.S.: Una dedica …

Serena Bono: A tutti i miei futuri lettori, citando un frase tratta dal libro “una vita senza bacio è limitata, è costretta a finire”…..passione, amore….una delle forze più potenti della nostra vita.

 

C.S.: Un ringraziamento?

Serena Bono: Grazie a te Carina perché mi stai dando l’oppurtunità di farmi conoscere e di far conoscere uno studio che mi ha tanto gratificato e che spero possa essere interessante anche per altri che hanno la mia stessa passione. Grazie ai miei genitori e a mio marito perché mi hanno sempre sostenuto dandomi fiducia anche in questa nuova avventura da scrittrice.

 

C.S.: Lei è felice?

Serena Bono: Molto…..

 

C.S.: Il suo prossimo libro sarà un saggio o un romanzo?

Serena Bono: Ho già pronto un altro saggio….misteri e superstizioni…..

 

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