Intervista di Alessia Mocci a Cristina Parente ed al suo "La vita oltre le nuvole"

“La vita oltre le nuvole”, edito nel 2010 presso la casa editrice Le Mani, è una silloge poetica che riprende il susseguirsi delle stagioni come base portante della sua struttura semantica. L’autrice, Cristina Parente, inizia questa sua passione un po’ per caso, scrive per salvare la sua anima da una relazione interrotta, un lutto che riesce a superare soltanto con l’arte. Nasce in questo modo “La vita oltre le nuvole”, una poesia che si disperde in “Estate”, “Autunno”, “Inverno” e “Primavera”; la costante delle poesie è “la nuvola” e la sua identificazione con la natura in toto e la natura dell’essere umano, così volubile e vulnerabile.

Cristina Parente è stata gentilissima nel risponderci ad alcuni domande sulla sua poetica.

 

A.M.: Cristina Parente ha iniziato con la poesia a vent’anni. È accaduto qualcosa di particolare nella tua vita oppure pensi che fosse qualcosa che covava all’interno di te da molto tempo?

Cristina Parente: Ho iniziato a mettere per iscritto alcuni pensieri intorno ai 16-17 anni, poi i primi tentativi in versi attorno ai 20 anni, anche se si trattava ancora di poesie semplici. Sì, credo che la poesia mi abbia aiutato a superare momenti difficili della mia vita, problemi interiori che mi portavo dentro da tempo. Con la poesia sono riuscita ad esprimere le mie emozioni e soprattutto a trasmetterle agli altri, inizialmente a chi mi era vicino, familiari, amici, e poi è nato in me un vero e proprio interesse. Ho iniziato a partecipare a concorsi di poesia ed ad ottenere premi e riconoscimenti, per cui il bisogno “viscerale” si è trasformato in una passione che ho potuto affinare nel tempo, scrivendo, scrivendo ed ancora scrivendo. Ho raggiunto l’apice in questi ultimi mesi, in cui sono arrivata a scrivere poesie praticamente tutti i giorni, e talvolta anche 4-5 poesie al giorno. A differenza del primo periodo, ora non mi limito a tradurre poeticamente i miei stati d’animo, ma mi rivolgo agli altri, prendo spunto da ciò che mi circonda, dalla società, da fotografie, musiche, etc. Ogni soggetto può diventare fonte di ispirazione per me. 

 

A.M.:  “La vita oltre le nuvole” segue il cambiare delle stagioni. Qual è la stagione che preferisci nella vita poetica? E nella vita reale?

 

Cristina Parente: “La vita oltre le nuvole” inizia in estate e termina in primavera. Per me ogni stagione è poetica, il tramonto di ottobre, le cicale di luglio, le lucciole di agosto, le giornate limpide di settembre, la rinascita della primavera, la neve di gennaio, etc. Nella vita reale non ho una stagione preferita. Mi piace la pioggia, il sole, il vento, la neve. Non amo molto il freddo però l’inverno ha il suo fascino. Ogni momento dell’anno possiede qualcosa di magico, basta saperlo cogliere.

 

A.M.:  Una tematica molto presente nel tuo libro è l’amore. Cosa pensi ora di questo sentimento?

Cristina Parente: Il mio libro nasce soprattutto da una sofferenza, da un abbandono, da un periodo di lutto per la fine di un rapporto sentimentale. Ma c’è molto di più. C’è la perdita di se stessi ed un percorso di maturazione interiore scaturito dal dolore e mitigato dalla consapevolezza di saper amare ancora, anzi di più. Il dolore rafforza, quando non riesce a distruggerti. Ora come ora penso che l’amore più importante sia l’amore per se stessi, se non possediamo fiducia in noi stessi non possiamo nemmeno amare gli altri, può sembrare una frase banale, ma è la verità.

 

A.M.:  In “La vita oltre le nuvole” anche il colore ha un’importante funzione estetica. Ci spieghi qual è?

Cristina Parente: Più che colore, oserei dire “i colori”. Vi è una poesia proprio intitolata “I colori” ed un’altra “Tavolozza d’autunno”. La prima si riferisce ai colori dell’anima, in quanto sentimenti positivi, ma anche ai colori della pittura che sono stati per me le mie prime parole. Più che una funzione estetica direi che non posso disgiungere la pittura dalla poesia, essendo stata l’espressione figurativa e pittorica la mia prima grande passione. Mi è stato detto che “dipingo con le parole”, data la caratteristica visiva e sensoriale che possiede la mia poesia.

 

A.M.: Perché in ogni poesia della tua raccolta la parola nuvola è sempre in corsivo?

Cristina Parente: Perché le nuvole sono come un refrain della mia raccolta di poesie, e ho voluto mettere in risalto questa parola per attribuire importanza alla loro funzione nel libro. Le nuvole fungono da interlocutrici tra me e il mondo, sono le mie amiche, in un periodo dove, volente o nolente, mi calo nella solitudine.

 

A.M.:  Che cosa rappresenta per te la nuvola? Pensi sia qualcosa che trascini dal passato, da quando eri bambina?

 Cristina Parente: Tutti i bambini sono affascinati dalle nuvole, così come tutti i poeti. Nella stesura del libro le nuvole sono state la mia scintilla, lo spunto da cui è nata tutta la raccolta. Passeggiavo sotto il monte di Portofino quando ho visto dei raggi di sole trafiggere delle nuvole e ho avuto come una visione, da lì è partito il titolo del libro e via via tutta la struttura.

 

A.M.: C’è uno scrittore del quale non ti stancherai mai di leggere e quindi di approfondire gli scritti?

Cristina Parente: Diciamo che ci sono più scrittori e poeti che dovrei approfondire! Mi piace molto Coelho ed in genere qualsiasi scrittore e poeta che ci mette in contatto con la nostra anima, la nostra psiche, non a caso amo molto i testi di psicologia, sociologia e psicoanalisi.

 

 

Vi lascio il link face book dell’autrice per ulteriori curiosità e chiarimenti:

http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1386645313774#!/cri.parente?ref=ts

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