Presentazione del libro “Nato all’inferno” di Gregu Mario, 12 settembre, Luras(SS)

Presentazione del libro “Nato all’inferno” di Gregu Mario, 12 settembre, Luras(SS)

Set 12, 2011

Oggi 12 settembre 2011 alle ore 19:00, presso la piazza Curiedda a Luras in provincia di Sassari, sarà presentato un’autobiografia che sta diventando sempre più un caso letterario: “Nato all’inferno” di Mario Gregu.

Mario Gregu è nato il 16 aprile 1934 nello stazzo Salcunceddi (Balaiana) comune di Luogosanto (Sassari) – Sardegna. È il terzo di sei fratelli: Ilario, nato nel 1927, Paolino (1929). Successivi a Mario sono nati Pietro (1937), Salvatore (1940), Ottavio (1942).

In mezzo ne sono nati altri due che sono morti subito. Lasciata la Sardegna poco più che ventenne, Mario Gregu ha lavorato in Germania per qualche mese; tornato in Italia, è stato dipendente dell’industria aeronautica Caproni di Vizzola Ticino e della Ursina di Milano.

In questa città ha poi aperto un negozio di frutta e verdura, attività che ha incrementato costantemente negli anni finché, nel 1995, è tornato in Sardegna, ad Arzachena, dove vive con la moglie.

In “Nato all’inferno” l’autore racconta i passaggi della propria vita intrecciando quadri di pura antropologia culturale: l’habitat, il clima del banditismo, la gente più comune, la cattiveria e la bontà umana, un paesaggio da sogno, quasi incredibile, meriterebbe l’attenzione di un buon regista.

Il racconto si dipana dal 1945, nella provincia di Sassari. A undici anni il piccolo Mario, rimasto orfano di madre, viene abbandonato dal padre e inizia a vagare per le campagne in cerca di un lavoro, che significa cibo e riparo.

Pastore di capre prima e poi manovale nei campi, attraversa in lungo e in largo una terra abitata da miserabili, da prepotenti, ma anche da persone umane e generose.

La natura aspra e selvaggia. La povertà. I briganti. La diffidenza. Le superstizioni. Mario cresce affrontando tutto questo e il suo cammino è la più avvincente delle avventure. Senza mai arrendersi, con lo sguardo pulito, il coraggio della disperazione e un cuore che si mantiene sempre buono nonostante tutto.

Sullo sfondo, gli anni del dopoguerra e di un’Italia lontana che Mario incontra talvolta nelle città della costa, o quando una troupe cinematografica arriva a girare sulle sue montagne, o quando entra per la prima volta in un grande magazzino. Un milanese, colpito e affascinato dai racconti dei suoi ricordi, ha invitato Mario Gregu a metterli per iscritto.

Questo è il racconto autobiografico dell’autore, dalla sua infanzia alla sua partenza per migrare prima in Germania e poi a Milano, ma è anche la storia di un’Italia che non c’è più, che ha costruito la vera ricchezza di questo Paese. (A cura di Arosio P.)

La foto che raffigura  Mario Gregu è uno scatto di Mario Pischedda

 

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