"Predators" di Nimròd Antal: quando i predatori diventano prede – recensione di Antonio Petti

Nel 2010 nelle sale italiane è uscito il sequel/reboot della saga Predator.

Un buon motivo per spolverare i primi capitoli.

Cominciamo con Predator: film di fantascienza con rimandi all’horror del 1987, diretto da John McTiernan (regista di “Die Hard”,1988, e di Caccia a Ottobre Rosso, 1990) e interpretato da Arnold Schwarzenegger. Film che inizia come una storia di guerra, con un commando delle Forze Speciali che deve recuperare l’equipaggio di un elicottero abbattuto nella America Centrale.

Del commando fanno parte il Magg. Dutch Schaefer (Schwarzenegger) e Dillon (Carl Weathers, l’Apollo Creed di Rocky), e altri sei “super” cazzuti soldati.

Tentano di liberare l’equipaggio dalle grinfie dei guerriglieri. Ma, dopo l’azione di salvataggio, la giungla si trasforma per i soldati in una riserva di caccia e la selvaggina sono loro.

A braccarli un alieno giunto sulla Terra per una battuta di caccia: un Predator! Dotato di vista calorifica, potenti armi aliene (la lama-disco su tutte) e una tuta in grado di renderlo invisibile.

Il design del Predator inizialmente concepito risultava buffo e ridicolo, così fu affidato al genio degli effetti speciali Stan Winston, che aveva già realizzato Terminator. Il film divenne un classico del genere e fu il primo grande successo del regista McTiernan.

A questo seguì un sequel, Predator 2 (1990). Stavolta in cabina di regia entrò Stephen Hopkins,reduce da “Nightmare V: Il Mito” (A Nightmare on Elm Street V: The Dream Child, 1989). Cambio anche di attore e scenario: Danny Glover prende il ruolo delle Ten. Mike Harrigan in una futuribile Los Angeles del 1997 (il film è del ’90), dove la guerra al narcotraffico assume sempre più l’aspetto di una piccola guerriglia urbana.

Harrigan, durante l’indagine su alcuni omicidi rituali tendenti al voodo comincia a sospettare che ci sia ben altro oltre la guerra tra bande e così anche lui si troverà a fronteggiare un nuovo Predator (interpretato sempre da Kevin Peter Hall), mentre le autorità puntano sul poterlo catturare, falliranno.

Finale aperto per questo sequel di tutto rispetto. La scena in cui Harrigan passa per la sala dei trofei, dove ci sono i teschi di tutte le creature cacciate dai Predator, dà l’idea per il seguito apocrifo “Aliens vs. Predator” (2004): il motivo è semplice, tra i teschi compare quello di uno Xenomorfo, la specie aliena della saga “Alien”. Predator 2 è anche denso di attori più o meno noti: Robert Davi, il cattivo Franz Sanchez di “Agente 007: Vendetta Privata”, Adam Baldwin, il soldato Animal in “Full Metal Jacket”, Bill Paxton, il sarcastico soladato Hudson in “Aliens – Scontro Finale” e Gary Busey, il cattivo Sig. Joshua in “Arma Letale”.

Dopo Predator 2 e gli inutili AvsP (addirittura due pellicole per questo scontro inutile), finalmente si è deciso di mettere di nuovo mano a questa saga. A pensarci c’è Robert Rodriguez, che negli anni ’90 presentò il progetto alla 20th Century Fox. Progetto poi preso in considerazione solo nel 2009.

Il titolo scelto è un omaggio al celebre Aliens diretto da James Cameron, sequel del primo Alien di Ridley Scott. Titolo scelto per dimostrare la seria intenzione di fare un gran bel film. Prendendo una larga distanza da Alien vs. Predator e concentrandosi su l’universo creato nei primi due capitoli. La scelta per la regia è ricaduta sul nome di Nimròd Antal, con all’attivo le pellicole “Vacancy” (2007) e “Blindato” (2009).

Il cast invece vede un inedito Adrien Brody (ex pianista per Polanski) nei panni del duro protagonista Royce, insieme a Topher Grace (Venom nello Spiderman 3 di Sam Raimi) nei panni di Edwin, Danny Trejo in quelli di Cuchillo e Laurence Fishburne (ex Morpheus in Matrix e nuovo capo squadra nel serial CSI dal 2009, al posto di William Petersen, Gil Grissom) e tanti altri. E nell’era dei grandi effetti speciali, Antal ha preferito usare il minimo utilizzo della computer graphic, preferendo attori con indosso i costumi dei vari Predator (davvero d’ogni tipo, ognuno con caratteristiche personali, in grado di differenziarsi l’uno dall’altro).

La storia è molto semplice: visto che in passato (Predator I) un uomo è riuscito nell’intento di uccidere uno di loro, la razza aliena, curiosa per questa specie combattiva,decide di rapire un gruppo eterogeneo di umani (criminali, soldati e combattenti per niente timorosi della morte) e portarli sul loro pianeta per dare vita alla loro più grande caccia mai realizzata.

Insomma, una storia densa di azione, sangue e divertimento, con una sana dose di tensione.

Trailer “Predators”:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=EvgiKgjhy3A&w=560&h=345]

Nessun commento

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. “Predators” di Nimròd Antal: quando i predatori diventano prede – recensione di Antonio Petti | Age To Known - [...] all’articolo di Oubliette Magazine: “Predators” di Nimròd Antal: quando i predatori diventano prede – recensione di Antonio Petti…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: