L'emergenza Corno D' Africa raccontata dalla letteratura e dalle istituzioni.

La grande varietà geografica e climatica del corno d’Africa trova corrispondenza nella pluralità e diversità delle esperienze storiche delle sue genti.

Una terra di passaggio fra due continenti. I caratteri semiti si uniscono in complesse combinazioni con i caratteri africani o neri. Le regioni del corno d’Africa non costituiscono un’unica società, la dispersione, le separazioni indotte dagli elementi fisici hanno segnato il panorama politico in modo tale da resistere a tutti i tentativi di unificazione.

Questo è solo un accenno storico su una terra nera, attualmente martoriata dalla fame e dalla siccità. Una disperazione grande quanto il continente che ospita questa fascia di territorio ricca di storia e di magia.

Ma non è solo l’unico problema che affligge questo territorio, a gravare sulla popolazione c’è anche la crisi istruzione. Sono oltre 1.800.000 bambini  tra i 5 e i 17 anni  che in Somalia non vanno a scuola. Molte fonti certe, assicurano che questo numero è solo temporaneo, e quindi destinato a crescere.

Questa è la grande carestia dei bambini ha dichiarato un portavoce dell’UNICEF. Decina di migliaia di bambini sono già morti , anche se le difficili condizioni del territorio e delle sue condizioni rendono difficile una stima precisa. Eppure un semplice, e piccolo bimbo può salvarsi dalle 4 alle 6 settimane di semplice terapia nutrizionale, somministrando antibiotici terapeutici.

Noi ragazzi occidentali come possiamo capire a fondo  questo territorio, quali possono essere i nuovi strumenti per garantirci una sana conoscenza del corno d’Africa e degli stati intorno.

Katia Scannavini e Alessandro Volterra sono due docenti di Roma Tre, che possono aiutare molti lettori a comprendere la difficile situazione africana.

Alessandro Volterra insegna presso la facoltà di Scienze Politiche Roma Tre, Storia del Corno D’Africa in età contemporanea. La parte iniziale del corso è dedicata alle fonti storiche di questa regione con particolare riferimento alle fonti (sia scritte che orali) e alla metodologia di ricerca. La parte successiva affronta gli aspetti fondamentali della storia moderna e contemporanea dell’Eritrea con attenzione particolare all’impatto coloniale, nei suoi aspetti più significativi quali le politiche giudiziarie, quelle educative e, infine, quelle militari. Intento dell’attività didattica è quello di dare una conoscenza generale della storia di questo paese – e più in generale del Corno d’Africa – al fine di poter cogliere eventuali relazioni tra passato e presente.

Nel corso del  professore si affrontano molte figure legate alla storia di questo paese. Come L’agricoltore abissino. Una figura che si spostava molto velocemente verso i bassopiani per usufruire  di due stagioni climatiche diverse.

Invece Katia Scannavini docente di Sociologia della Comunicazione presso la stessa facoltà del professore Alessandro Volterra. Spiega il lato legato alla sociologia. Semplicemente, tutto spiegato nel libro “ Pensieri Migranti, un interpretazione sociologica della letteratura nigeriana: BEN OKRI E BUCHI EMECHETA “.

La Nigeria non fa parte del corno d’Africa, ma la scrittrice di questo testo mette in risalto come l’immaginazione letteraria possa essere di stimolo per un analisi sociologica. La letteratura dei migranti dimostra che non esistono più confini netti.

I nuovo protagonisti del mondo moderno devono muoversi in un’altra direzione, per capire a fondo questi problemi e cambiare per sempre le sorti di una fascia di uno dei continenti più ricchi.

Dall’inizio della crisi l’UNHCR ha trasportato a Dadaab migliaia di tende, che tuttavia non sono sufficienti per soddisfare le necessità di una popolazione di rifugiati in continua crescita. Al momento ne servono altre 45.000. L’Agenzia ha richiesto ai donatori 145 milioni di dollari USA per finanziare le attività di protezione e assistenza – nell’ambito della crisi di rifugiati nel Corno d’Africa – fino alla fine dell’anno. In risposta all’appello, finora sono stati versati o stanziati contributi per 88 milioni di dollari, sufficienti a coprire il 61% delle necessità individuate in Somalia, Kenya, Etiopia e Gibuti.

L’ultima battuta è quella di cercare noi di aiutare le organizzazioni umanitarie e quelle del volontariato ad aiutare questa piccola fascia di mondo. L’UNICEF ha battezzato una raccolta fondi di 31,8 milioni di dollari.

La FAO (Food Agriculture Organization ) sta intervenendo  in questi giorni su molti punti, per cercare di risanare una situazione internazionale arrivata al capolinea. Questi sono solo alcuni punti che segnano la politica di azione dell’organizzazione nel corno d’Africa: Incrementare gli  accessi all’acqua potabile e costruzioni di pozzi dove poterla raccogliere; assicurare e risistemare l’assetto agricolo e animale ed infine investire nella post- crisi nella ricostruzioni di abitazioni e risanamenti territoriali ed economici.

Solo un 80 % delle persone che vivono in questa fetta di continente africano vivono di agricoltura, bestiame e non altro, un’unica forma di cibo e di sussistenza.

Il 18 agosto scorso c’è stato un grande meeting nella capitale italiana, per cercare di comprendere al meglio le cause e  ricavare soluzioni rapide in grado di risolvere la questione non più nazionale ma internazionale. Per ulteriori informazioni, la FAO nel suo sito ufficiale a messo a disposizione un resoconto dell’incontro. Un documento in formato PDF che sintetizza al meglio la giornata dell’incontro.

La nostra unica speranza è credere nelle istituzioni mondiali e in quelle della letteratura contemporanea.

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