Il recensore.com intervista Roberto Saporito

Il recensore.com intervista Roberto Saporito

Lug 30, 2011

Dopo un romanzo del 2010 edito da Perdisa Pop, “Il rumore della terra che gira“, Roberto Saporito torna in libreria con un volume di racconti pubblicato dalla casa editrice Edizioni della Sera. “Generazione di perplessi” rappresenta, per l’autore albese, un ritorno ad un amore mai lasciato: l’esperienza narrativa del racconto. Dalla lettura di queste pagine emerge il resoconto di una società debole che davanti alle difficoltà della vita o reagisce in maniera folle o, nella maggior parte dei casi, rimane passiva.

Dal dialogo con lo scrittore piemontese, cogliamo lati interessati della sua narrativa e della struttura di questa sua ultima opera.

 

Generazione di perplessi” sancisce un ritorno importante alla pubblicazione di racconti. Non di scrittura, perché in realtà
lei di racconti ha sempre vissuto, culturalmente parlando. Cosa ne pensa?

“In effetti è così, i miei primi due libri pubblicati sono di racconti, poi pian piano sono passato al romanzo (pubblicandone cinque) ma non ho mai smesso di scrivere racconti, che sono stati prima un’importante ed essenziale palestra e poi una maniera per raccontare in poche pagine una storia che preme per essere raccontata immediatamente, in tempi brevi, con una urgenza che il romanzo non può avere, avendo tempi e ritmi più dilatati.

”

 

Entriamo nel merito del mercato commerciale del racconto. Cosa penalizza, secondo lei, questo genere letterario
rispetto al romanzo: e’ il solito preconcetto valido anche per la poesia? Del tipo Si dice tutto e non si dice niente?

“Agli editori, specialmente in Italia, non sono mai piaciuti molto i libri di racconti, e quindi essendo loro i primi a non crederci, difficilmente possono arrivare al grande pubblico, pubblico che invece, secondo me, legge volentieri i racconti, specialmente quando il tempo dedicato alla lettura è sempre meno, si assottiglia sempre di più, ma come dicevo, in libreria arrivano pochi libri di racconti, e così si trasforma tutto in una sorta di circolo vizioso: pochi libri pochi lettori, pochi lettori pochi libri, o qualcosa del genere.

”

 

I perplessi di cui parla in questo suo ultimo libro, chi sono e sopratutto cosa vogliono?

“Sono personaggi che vivono un profondo disagio esistenziale, sono persone che si sentono intrappolate dentro un lavoro che non amano, che per scelta non farebbero mai, ma che comunque fanno per tutta la vita, persone invischiate dentro famiglie che non sopportano, persone scivolate dentro vite che non comprendono. I miei personaggi sono queste persone che decidono però che come stanno vivendo non gli va più bene e allora, in un modo o nell’altro, reagiscono.”

 

Il periodo in cui viviamo, bombardato da migliaia di fonti di informazioni, favorisce il contesto 
in cui i perplessi si trovano ad agire oppure crea loro un ostacolo?

“I miei “perplessi” trovano fonti di smarrimento in qualsiasi cosa, sono attratti da tutto, ma al contempo terrorizzati da quello stesso tutto, e così nelle fonti di informazioni prima ci sguazzano beati e poi ci annegano rassegnati.

”

 

La continuità che si riscontra nelle storie narrate, rendendo la raccolta di racconti quasi un romanzo breve,
 è un esperimento narrativo voluto?

“In parte sì, anche se in realtà sono racconti scritti negli ultimi dieci anni, ma sono stati scelti per temi comuni, per personaggi ricorrenti, perché insieme funzionano appunto come un corpo unico, tutti aventi per protagonisti personaggi “perplessi” nei confronti della vita, personaggi, in un modo o nell’altro, esistenzialmente inadeguati.
”

 

Un pensiero sull’editoria emergente. Lei ha pubblicato prima con Stampa Alternativa poi con il gruppo Perdisa con cui uscirà nel 2012 con un altro romanzo.
Mentre ha affidato “Generazione di perplessi” a Edizioni della Sera. Ha sposato in pieno il progetto della casa editrice romana? Cosa pensa del loro lavoro?

“L’editore, Stefano Giovinazzo, che ha letto i miei libri precedenti, mi ha chiesto se avevo un progetto editoriale che potesse andare bene per Edizioni della Sera, e io ho subito pensato ad una raccolta di racconti: l’idea è piaciuta e il risultato è questo libro. La casa editrice è nata da poco ma si sta muovendo molto bene (con scelte anche molto coraggiose, e non parlo solo del mio libro di racconti, ma in particolare la pubblicazione di libri di poesia, un vero azzardo). Ci vuole coraggio per fare l’editore oggi, specialmente se lo si vuole fare come sta facendo Edizioni della Sera, e cioè in maniera seria, con una precisa idea di editoria in mente: indipendente, rigorosa e lontana dalle effimere mode del momento.”

 

Se dovesse definire con 3 aggettivi i perplessi oggi, cosa direbbe?

“Impauriti, disillusi e sempre più perplessi.

”

 

Concludiamo con la sua scrittura. Come nascono le sue storie ed in particolare quelle relative a “Generazione di perplessi”? 
C’è un momento della giornata in cui scrive o luoghi che le sono cari per l’ispirazione?
“Le mie storie nascono quasi sempre da una mia ossessione, e arrivano molto spesso da dove non te l’aspetti, da particolari insignificanti che osservi, che ascolti, che ti raccontano. Io di solito le trovo camminando per la città (mi considero una sorta di “flaneur metropolitano”), senza meta, osservando, appunto, le persone, i loro atteggiamenti, i loro discorsi (mi ritrovo spesso a “spiare” la gente nei caffè, sul treno, in aereo) ma anche gli oggetti, le “cose” che fanno parte della vita di tutti quanti. Di solito scrivo quando ho qualcosa da raccontare (che diventa quasi una necessità, un’urgenza), non ho orari fissi, mentre ho dei luoghi nei quali mi piace scrivere (in particolare il sud della Francia, dove, quando posso, mi “ritiro” a imbastire le trame delle mie storie).”

 

Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) nel 1962. Ha studiato giornalismo. Ha pubblicato due raccolte di racconti: “Harley-Davidson Racconti” e “H-D/Harley-Davidson, deserti e moderni vampiri” (Stampa Alternativa Editore, 1996 e 1998, vendendone ventimila copie) e cinque romanzi: “Anche i lupi mannari fanno surf” (Robin Edizioni, 2002), “Eccessi di realtà/Sushi Bar” ( Gruppo Editoriale Marche, 2003), “Millenovecentosettantasette/Fantasmi armati” (Besa Editrice, 2006), “Carenze di futuro” (Zona Editrice, 2009) e nel 2010 “Il rumore della terra che gira” (Perdisa Pop, settembre 2010, nella collana di narrativa “Corsari” diretta da Luigi Bernardi) e “Anche i lupi mannari fanno surf (Remix)” (Senzapatria Editore, dicembre 2010, collana On the road). Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie e Riviste letterarie. Cura un sito/blog personale. (foto autore di Lara Tonello)

 

Link dell’articolo in originale:

http://www.ilrecensore.com/wp2/2011/07/generazione-di-perplessi-intervista-a-roberto-saporito/

 

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