"La trilogia della città di K" di Agota Kristof, recensione

"La trilogia della città di K" di Agota Kristof, recensione

Lug 28, 2011

Tra le pietre miliari della letteratura mondiale, testi fondamentali per lo studio di ciò che può essere considerato scrittura creativa, c’è questo libro della scrittrice ungherese, naturalizzata svizzera, Agota Kristof, un testo che invito chiunque a leggere.

Duro, scarno, colpisce il lettore allo stomaco, un lettore che però non riesce a distaccarsene e anzi, si lascia schiaffeggiare dalle immagini crude di un est europeo e da due gemelli che vivono una vita difficile.

La trilogia della città di K è così composta:

Il grande quaderno. Qui vengono presentati i personaggi principali, appunto i due gemelli che nel corso di un conflitto bellico vengono lasciati a casa della loro nonna, una vecchia che si dimostra antipatica e scorbutica, tratteggiata da Kristof in modo da risultare indigesta al lettore.  È qui che il carattere dei gemelli, cinici e freddi, viene fuori disegnando i connotati di due bambini che forse bambini non sono o forse, di due bambini che la guerra ha reso fin troppo adulti.

La prova. I due gemelli, Lucas e Klaus (i loro nomi appaiono solo da questo momento in poi) devono superare la prova più difficile: quella della loro separazione. A colpi di parole e offese cercano di rendersi immuni da qualsiasi dolore. Dandosi parole dolci, invece, vogliono divenire insensibili.

La menzogna. Il colpo di scena, la realtà muta e i dubbi prendono d’assedio il lettore perché c’è un completo ribaltamento di quanto visto e letto.

Attraverso il romanzo corrono tanti personaggi, tutti particolari, descritti con maestria da Agota, usciti da quella che sembra una favola nera.

In definitiva un libro da leggere, da memorizzare e studiare nella sua struttura narrativa. Per Agota Kristof questo romanzo rappresenta il punto più alto, le altre sue pubblicazioni non riescono a essere nemmeno avvicinabili alla Trilogia della città di K.

«Arriviamo dalla Grande Città. Abbiamo viaggiato tutta la notte. Nostra Madre ha gli occhi arrossati. Porta una grossa scatola di cartone e, e noi due una piccola valigia a testa con i nostri vestiti, più il grosso dizionario di nostro Padre, che ci passiamo quando abbiamo le braccia stanche».

 

Recensione dello scrittore Alessandro Vigliani, pubblicata il 30 giugno nel suo sito, link diretto:

http://www.alessandrovigliani.it/component/content/article/36-narrativa/134-la-trilogia-della-citta-di-k.html

 

 L’autrice, Agota Kristof, ci ha lasciato ieri:

http://oubliettemagazine.com/2011/07/27/muore-oggi-a-76-anni-agota-kristof-scrittrice-ungherese-di-fama-internazionale/

 

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