"Frostbitten", tra l’horror ed il comico, di Anders Banke

"Frostbitten", tra l’horror ed il comico, di Anders Banke

Lug 20, 2011

Non ha più senso parlare di “generi” ed “etichette” quando ci si trova davanti un film che vuole tendere alla poliedricità ed alla sperimentazione semantica senza intrattenere rapporti con possibili domande del pubblico.

“Frostbitten” è a metà strada tra l’horror e la commedia, ma è prettamente distante dalla parodia alla “Scary Movie”. Che cosa vuol dire “metà strada tra l’horror e la commedia”? Ci sarebbe da discutere per delle ore per rispondere alla domanda e forse non si riuscirebbe neppure a trovare una degna soluzione della questione. Oggi ci sono molti prodotti artistici che comprendono diverse etichette, e soprattutto etichette contrastanti fra loro.

L’horror per sua accezione è sempre stato motivo di comico, anche e solo perché l’argomento non è reale e quindi non può portare al tragico anche se muoiono tutti i protagonisti del film in modo traumatico. Quindi avvicinare l’horror alla commedia non è proprio così lontana come idea. Qual è dunque il problema? Il problema è che si è verificato un allontanamento dall’horror visto come “dannoso”, “non culturale”, “pauroso”, “forte”. Da lì ci sono state le scissioni e le ideologie fasulle su un genere che invece è più vicino alla risata ed al buon umore di quanto si pensa.

Un caso è per l’appunto “Frosbitten”, diretto da Anders Banke e vincitore nel 2006 del Miglior Film all’International Fantasy Film Award. Anders Banke ha esordito nel cinema come regista nel 2004 con “John Howe: There and Back Again”, segue “Frostbitten” nel 2006 e nel 2009 “Newsmakers”. Banke ha creato un prodotto all’occorrenza inquietante e ridicolo, tra il massacro e la salvezza, inserendo problematiche etiche e sociali di notevole importanza.

Protagonisti della pellicola sono degli adolescenti che cercano ancora il loro posto nel mondo, vivono in una cittadina ai confini con la pazzia in quanto un mese all’anno è sempre notte. “Frosbitten” però inizia con un flash back di alcuni soldati che durante la seconda guerra mondiale si imbattono nella fame e nel freddo. La guerra sta per terminare e trovandosi a girovagare in una foresta di neve pensano che sia quasi un miraggio una casa in quel desertico ambiente.

La casa però è abitata da due vampiri. La notte il vampiro più anziano apre la sua bara ed inizia un bel pasto ma viene ucciso dai soldati, prima però riesce ad infettare uno dei suoi assassini. Questo, il giorno seguente, si trasforma anch’esso ed uccide tutto il resto della squadra. Prima di lasciare quella casa però porta con se il secondo vampiro che non era stato ucciso ma sepolto con la bara. Il soldato cambia nome e diventa un  professore di medicina.

Nel presente del film il soldato è il Professor Gerhard Beckert (interpretato da Carl-Ake Eriksson), un noto conoscitore della biologia ed anatomia umana. Con la fine del flash back ci troviamo di fronte una donna e sua figlia Annika (interpretata da Petra Nielsen), per loro inizia una nuova vita, infatti si stanno trasferendo in questa cittadina ai confini con la luce. Annika dunque deve affrontare il fatidico primo giorno di scuola da forestiera. Una ragazza dal look molto curato e particolare, Vega (interpretata da Emma Aberg) le si avvicina subito. Vega è molto amichevole mentre Annika rimane schiva e dissociata per il nuovo incontro.

La contrapposizione tra vecchio e nuovo è palese, Banke ha voluto capovolgere la normalità per scuotere lo spettatore: il forestiero è diventato l’autoctono. Annika è schiva come se avesse sempre vissuto in quella città e non volesse integrare il nuovo, mentre Vega è desiderosa di nuovo, di far conoscenza. Annika e sua madre si sono trasferite a causa del lavoro della madre, è un medico e quando ha saputo che nell’ospedale della proposta di lavoro operava anche il famoso Professor  Gerhard Beckert si è buttata subito.

Le problematiche sociali che Banke inserisce all’interno di “Frostbitten” sono il disagio degli adolescenti, la loro libertà mentale che li porta al provare senza riflettere qualsiasi droga o qualcosa cosa che possa dare un aspetto diverso alla giornata. È la noia giovanile che disarma. I giovani della città sono capeggiati da Vega che continuamente cerca di modellare gli altri secondo il suo personale divertimento stando però attenta a non cadere nel tunnel.

Ma qualcosa di inaspettato accade. Ed il film prende una piega prettamente comico-realistica che offre allo spettatore un cambio di visione ed un cambio di prospettiva sia dei personaggi sia del pensiero stesso del regista. Banke cambia registro e tutto ciò che poteva sembrare prevedibile diventa imprevedibile per un film che rientra nei canoni dell’horror per la presenza vampiresca.

Ovviamente consigliato.

Trailer:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=6oWQdeRKYiI&w=640&h=390]

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