"L'addestratrice" di Elvira Facciolini – Intervista di Carina Spurio

"L'addestratrice" di Elvira Facciolini – Intervista di Carina Spurio

Lug 16, 2011

L’addestratrice

Elvira Facciolini

Demian Edizioni, 2011

Intervista di Carina Spurio

“L’addestratrice”, Demian Edizioni, 2011 è il titolo del tuo primo romanzo fantasy. Il termine fantasy, deriva dalla lingua inglese ed indica un genere letterario nato nell’ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba stagliati dentro mondi e dimensioni immaginarie. Nel tuo racconto che ha come protagonisti personaggi di pura fantasia:”Tutto ha inizio in una strana notte nera come la pece … Akila, sedici anni, viene catapultata in un mondo tutto nuovo e strano, parallelo alla Terra , abitato da gente stravagante ed infestato da animali bianchi con gli occhi di ghiaccio”…
Racconta …
Non si tratta di comuni animali, sono in realtà dei veri e propri mostri spietati come del resto lo è anche chi dà loro ordini. Questi esseri hanno tutti delle caratteristiche particolari: sono bianchi e con gli occhi di ghiaccio. Apparentemente per caso, la protagonista s’imbatte in uno di questi, una tigre bianca, con cui ingaggia una lotta terribile al termine della quale l’animale muore e lei scopre di possedere una sorta di potere molto inquietante. L’uccisione della tigre scatena l’ira di tutti coloro che comandano le bestie bianche e che decidono di vendicarsi dell’affronto subìto, rapiscono la protagonista e tentano di far del male ai suoi amici, così la ragazza finisce nel mondo delle bestie bianche. Alla fine non le rimarrà altro che accettare un terribile compromesso.

C.S.: Da dove ha origine la tua passione per il fantasy?
Elvira Facciolini: La mia passione per il fantasy è nata assieme a quella per la lettura. Questo è un genere che mi ha sempre affascinata fin dai primissimi romanzi che ho letto. E’ incredibile cosa la mente umana sappia creare per allontanarsi dalla realtà che vive.

C.S.: E la scelta del titolo?

Elvira Facciolini: La scelta del titolo è stata difficoltosa. Abbiamo deciso di intitolare il romanzo “L’addestratrice” poiché dà una vaga idea degli argomenti trattati. Ovviamente c’è anche un’altra motivazione che il lettore scoprirà arrivando alla conclusione della storia.

C.S.: Nella copertina si ammira L’incubo H. Fuseli, 178, un’opera enigmatica e famosa che rivela chiaramente la materializzazione del sogno. L’immagine mostra la dimensione oscura dell’uomo (Inconscio), quella parte che si tende a rifiutare e che malgrado tutto prende forma attraverso ricordi ed emozioni rimosse. Anche tu hai trasformato qualcosa che ti era apparentemente estraneo?

Elvira Facciolini: Probabilmente sì, l’ho fatto anche se non intenzionalmente. Penso che nei racconti di fantasia la parte inconscia della mente di chi scrive sia continuamente espressa e che prenda vita assumendo la forma di mostri e creature fantastiche. Nel quadro di Fuseli è un incubo a materializzarsi creando questi due animali inquietanti immersi nell’ombra. Credo che nessuna immagine sia più giusta per illustrare questo romanzo, infatti i due animali rappresentano paure e timori e forse anche quelli della mia storia simboleggiano difficoltà ed ostacoli da superare e che sono causa di timore ed inquietudine, chissà…

C.S.: Hai appena 19 anni e sei già autrice di un romanzo, avresti mai immaginato di scrivere un libro alla tua età?

Elvira Facciolini: Non avrei nemmeno immaginato di scrivere un intero libro fino in fondo! E’ stata una sorpresa anche per me essere riuscita a concluderlo ed anche a pubblicarlo. Sono molto contenta di averlo fatto e spero che sia gradito ai lettori.

C.S.: Cosa vorresti dire ai lettori de “L’addestratrice”?

Elvira Facciolini: Vorrei ringraziali di cuore per aver deciso di leggere il romanzo. Essendo una storia di fantasia ognuno potrà interpretarla a suo modo, anche se a me piace semplicemente guardarla come pura invenzione e nient’altro.

C.S.: Sono venuti prima i personaggi o la storia?

Elvira Facciolini: Prima i personaggi, anzi il personaggio. Ho iniziato pensando a chi dovesse essere protagonista della storia, alla fine ho optato per Akila, una ragazza che aveva la mia stessa età quando ho cominciato a scrivere, cioè sedici anni. Ho deciso di narrare le sue avventure come se si trattasse di una mia amica che a sua volta me le raccontava.

C.S.: Cos’è per te la scrittura passione o libertà?

Elvira Facciolini: Entrambe, in primo luogo deve essere passione perché immagino che altrimenti non avrei scritto nulla, ma è anche libertà, infatti ho scelto il genere fantasy per non essere vincolata dalla leggi della realtà che viviamo, senza le quali ho potuto scrivere tutto ciò che mi veniva in mente, anche cose davvero assurde.

C.S.: Come concili la scrittura con lo studio?

Elvira Facciolini: Quando ho tanto da studiare sono costretta ad abbandonare la scrittura creativa ma mi sento come se mi mancasse qualcosa. Ci sono delle volte, comunque, in cui sono così ispirata che se non ho tempo di scrivere durante il giorno lo faccio in piena notte, al letto, con enorme disappunto da parte di mia sorella che dorme nella mia stessa stanza.

C.S.: Oltre alla scrittura hai la passione per il disegno …

Elvira Facciolini: Adoro disegnare. Ci sono emozioni che riesco ad esprimere in modo efficace soltanto disegnando perché non otterrei lo stesso impatto con le parole. E’ semplicemente un altro modo di esprimere quello che si sente dentro.

C.S.: L’ultimo libro che hai letto?

Elvira Facciolini: Non è un fantasy, si tratta di un libro di Giorgio Faletti, “Io sono Dio”. Mi piacciono molto i suoi libri, li ho letti tutti.

C.S.: A chi dedichi la tua creatività?

Elvira Facciolini: A chi mi ha dato appoggio e coraggio, cioè alle mie due prime lettrici e amiche Laura ed Erika. Ovviamente lo dedico anche alla mia famiglia, con un grazie particolare a mio padre senza il quale non ci sarebbe stato alcun romanzo scritto da me.

C.S.: Ti piace il cinema?

Elvira Facciolini: Mi piace tantissimo, ci vado sempre! Di solito comunque i film tratti dai libri non rendono giustizia alla storia narrata, forse perché mentre si legge si ha il potere di immaginare, che viene invece meno vedendo un film.

C.S.: Sei taciturna o loquace?

Elvira Facciolini: Dipende dalla situazione, di solito sono abbastanza loquace.

C.S.: Come trascorri il tuo tempo libero?

Elvira Facciolini: Con i miei amici, qualsiasi cosa diventa divertente con loro.

C.S.: Sei innamorata?

Elvira Facciolini: No e penso che mia nonna non sarà molto contenta di saperlo!

C.S.: La letteratura è una porta che si apre verso mondi meravigliosi e sconosciuti:nei tuoi progetti futuri pensi di sperimentare nuovi generi, oppure di riproporti con un nuovo romanzo fantasy?

Elvira Facciolini: Per ora penso di continuare con il genere fantasy, del resto è quello che mi piace di più. Ovviamente comunque si dovrà attendere il responso dei lettori. Escluderei altri generi con i quali non saprei proprio come muovermi, almeno per ora.

C.S.: Vivi a Montorio al Vomano. Qual è il rapporto con il tuo paese?

Elvira Facciolini: Mi piace, è piccolo e tranquillo, secondo me come posto in cui vivere non è male. Mi piace soprattutto il fatto che tutti si conoscano, più o meno, e trovo che questo sia rassicurante.

Elvira Facciolini è nata a Teramo nel 1991 ed è studentessa universitaria. Oltre alla scrittura la sua passione è il disegno.

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