"La ricerca felice" di Maria Giovanna Luini ad Avatar da Cecchi Paone, 5 luglio 2011

"La ricerca felice" di Maria Giovanna Luini ad Avatar da Cecchi Paone, 5 luglio 2011

Lug 1, 2011

 Dare merito alla ricerca medica italiana, è di questo che Maria Giovanna Luini parlerà martedì 5 Luglio durante l’intervista di Alessandro Cecchi Paone nel programma Avatar.

La puntata sarà in onda su Class TV Msnbc (canale 27 digitale terrestre) alle ore 11.00.
Sono previste delle repliche nei giorni successivi: giovedì 7 alle ore 10.00, sabato alle ore 19.00 e domenica alle ore 9.00 e 15.00

A dispetto di chi dubita della sanità italiana e di chi parla solo di “malasanità” prediligendo istituti e personalità straniere, Maria Giovanna Luini con il suo libro “La ricerca felice” (Francesco Brioschi Editore) dà voce ai diversi successi ottenuti nel nostro Paese grazie alla ricerca oncologica.

“Curare la persona” prima ancora di “distruggere la malattia”, è questa la filosofia alla base dell’impegno e della cooperazione di scienziati e medici italiani. Attraverso interviste e testimonianze, l’autrice si fa portavoce di chi è riuscito a portare la ricerca ad un livello di eccellenza tale, da far guadagnare all’Italia la stima da parte di esperti provenienti da tutto il mondo.
MariaGiovanna Luini, pseudonimo per Giovanna M. Gatti, è scrittore, medico e comunicatore scientifico all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

Supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze.

Nel 2007 con Creativa ha pubblicato il romanzo “Una storia ai delfini”, con l’introduzione di Umberto Veronesi.

Nel 2008 ha pubblicato, con Creativa, il romanzo “Le parole del buio”, e nel 2009 il racconto lungo “Diario di melassa” con Historica.

Nel 2010 ha pubblicato l’ebook “E’ il mio racconto”, nell’ambito dell’iniziativa “e-state book”, e il romanzo “Cosa fanno le tue mani”, Historica, definito il primo videoromanzo per sordi perché del libro esiste riduzione cinematografica che narra l’intera storia in LIS. Sempre nel 2010 è uscito “La salute e i ragazzi”, che Umberto Veronesi ha scritto con MariaGiovanna Luini (Giovanna Gatti).

Nel 2011 il saggio scientifico-divulgativo “La ricerca felice”, Brioschi editore.

E’ consulente della casa di produzione cinematografica TaoDue Novafilms, membro dell’Associazione Donne e Tecnologia e di VeDrò, curatrice della collana “Piccole Storie” di Creativa e responsabile della sezione racconti di HISTORICA.

Nonostante i dolorosissimi episodi di “malasanità”, è fuor di dubbio che la sanità italiana goda di grande credibilità, soprattutto per l’attenzione alle esigenze di cura di ogni paziente, qualsiasi sia la sua condizione sociale ed economica.

Meno noto in patria, ma riconosciuto a livello internazionale, è invece il livello di eccellenza della ricerca. Perché allora è ancora diffusa la convinzione – errata – che “all’estero sia meglio”, tanto da ricorrere, per diagnosi e terapia,a istituti e personalità straniere?

Eppure, proprio all’Italia è riconosciuto il merito di un nuovo paradigma scientifico, soprattutto in campo oncologico, orientato innanzitutto a curare la persona prima ancora che a distruggere la malattia.

Salvaguardare la dignità della persona, la sua integrità psicologica e fisica, insieme a campagne di prevenzione e di educazione alla salute, sono i principi base del metodo descritto dall’autrice con tutta la passione di chi opera sul campo.

Insomma, proprio grazie all’impegno e alla cooperazione di scienziati e medici – alcuni dei quali presenti in questo libro con la loro diretta testimonianza (Umberto Veronesi, Gianni Bonadonna, Alberto Luini, Alberto Mantovani)- la ricerca italiana si è guadagnata la stima dei colleghi di ogni parte del mondo…

In sintesi, il libro racconta ciò che in Italia è stato scoperto in campo oncologico, prima ancora che in altri Stati; l’ottica non è dire “siamo più bravi”, anzi sottolineo che la cooperazione internazionale è ormai la regola… il fatto è che ancora vige il pensiero “di fronte a un tumore si devono cercare le soluzioni all’estero”, con spese, disagi, tanta sofferenza in piu’ per chi si aggrappa alla speranza e magari non ha nemmeno i soldi per viaggiare…

Racconto cosa abbia fatto Umberto Veronesi prima degli altri, cosa abbiano inventato Luini e Paganelli, cosa abbia rappresentato Gianni Bonadonna. E parlo di altri scienziati e ricercatori che, non sempre notissimi, hanno però dato al mondo tecniche e terapie che adesso si usano per curare tanti tumori.

Magari si cercano all’estero terapie inventate qui. Ho raccontato da testimone diretta che l’Italia è nella ricerca internazionale a pieno diritto, la fiducia è fondamentale quando si cerca la soluzione per una malattia cosi grave. (Maria Giovanna Luini)

Nadia Turriziani

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