"Canti del paroliere o voci dal Qohelet" di Simone Pansolin – recensione di marzia carocci

"Canti del paroliere o voci dal Qohelet"  di Simone Pansolin  – recensione di marzia carocci

Giu 30, 2011

Recensione a  “Canti del Paroliere o voci dal Qohelet”

joker edizioni

Autore  Simone Pansolin

A cura di Marzia Carocci

Un viaggio meditativo e contemplativo quello che Simone Pansolin intraprende in quest’elegante volume.

L’autore stesso si fa parola e incanto, diventa “verso” e prosa assimilandosi in una simbiosi al mondo esteriore, diventando egli stesso parte della natura, dello spirito, dell’essenza vitale.

Attraverso una semantica molto descrittiva, egli ci porta a sentire e a vedere ciò che lui stesso, con la propria meditazione “vive”.

Ogni elemento, pensiero, e sogno, diverrà per il lettore sensore ; aliteranno così gli olezzi dei fiori, udremo il fruscio delle fronde, godremo delle sfumature degli arcobaleni , e ci incanteremo dell’abbraccio fra il sole e la luna sulle colline…

L’autore ha la forza di un’interpretazione oltre la parola, egli, infatti, coglie il “sapore” dell’immenso, d’ogni elemento ne cattura musica, colore, intensità, rendendo il proprio immaginario, uno scenario contemplativo che meraviglia il lettore rendendolo pienamente partecipe al suo sentire.

Ogni parola di Pansolin, ha un corpo proprio , ogni insieme di più parole si trasforma lentamente di fronte a chi legge, in una costruzione innovativa di un pensiero in evoluzione.

Pag. 38

Si muore e si nasce nudi.

Nudi come i cieli

come corpi in amore nudi

come le poesie.

Quest’essenzialità, nel puntualizzare il concetto che diventa chiaro; parole lanciate che tornano dopo un volo , perfettamente in logica e senza retoriche forzate. I versi di Pansolin sono il suo “gioco” dove egli si districa con le parole come un giocoliere con i birilli, sa come muoverle, come incastrale, e con queste forma il teorema della vita e del senso di questa.

L’autore si conferma come nel suo precedente lavoro letterario “Miniature” (Sciascia editore), una voce nuova, fuori dei canoni, una voce che fa riflettere, che accarezza l’immaginazione che materializza l’essenza dell’uomo nell’universo.

Pensiero mai statico, un’evoluzione continua  della mente in un accrescere di pulsioni emotive, di slanci d’animo nella  ricerca dell’assoluto e della materia di cui vivere.

Un amalgamarsi con la natura, con gli spazi, con l’aria per essere parte del tutto , una particella del mondo circostante e viverne il respiro e l’abbraccio.

Pansolin un PAROLIERE di maestria descrittiva dove i suoi CANTI diventano emozioni e protagonisti di voli immensi ed infiniti.

Marzia Carocci

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