Dal Concorso al Libro: "Virtù e Peccato" della casa editrice ARPAnet, di Nadia Turriziani

Dal Concorso al Libro: "Virtù e  Peccato" della casa editrice ARPAnet, di Nadia Turriziani

Giu 27, 2011

Libro:   Virtù & PECCATO

Autori: Roberto Bianchi, Laura Bonelli, Euro Carello, Lia Cervone, Valeria Ferracuti, Elisabetta Fiorito, Giulia Maria Granelli, Chiara Gobbicchi, Luca Iorio, Fabio Mundadori, Marco Panini, Rosalba Panzieri, Angela Pasini, Barbara Rosenberg, Roberta Sirignano, Ilaria Tuti, Roberto Vaccari

AAvv: ARPANet

ISBN 978-88-7426-086-7

Pagine: 368

Prezzo: € 12,00

Il 10 agosto 2009 la casa editrice ARPAnet indice un concorso letterario dal titolo “Virtù e Peccato”, un’ iniziativa editoriale per la pubblicazione e la distribuzione del secondo volume della collana Double Face, dedicata alle passioni.

Il testo, non doveva superare le 50.000 battute (spazi inclusi) e non doveva essere inferiore alle 15.000 battute (spazi inclusi) e nel caso in cui fosse stato selezionato e pubblicato sul volume, l’autore si vedeva riconosciuti diritti d’autore nella misura del 10% sul prezzo di copertina.

La scadenza, fissata per il 30 settembre 2009, ha portato ad una seria cernita dei brani da inserire nell’antologia  pubblicata il 14 febbraio 2010 scorso. Agli eventi di presentazione ha partecipato anche un latinense doc, Fabio Mundadori.

La Virtù racchiude la perfezione dell’essere, la fortezza, la giustizia, l’ineccepibile moralità umana, la solidità virtuosa del comportamento, la temperanza, la virilità intesa come forza, non soltanto fisica, ma anche interiore e come tensione costante verso il bene, il giusto.

Correttezza e vigore in vista di un risultato positivo, eccellenza sopra ogni tentazione. Virtù anche come prudenza di scelta, capacità di discernimento tra il bene e il male, saggezza, integrità.

Virtù applicata alla religione, alla vita sociale, alla vita lavorativa e a qualsiasi situazione in cui l’uomo sia chiamato ad agire, pensare, scegliere. Sino a quale punto l’uomo può resistere? Quale è il sottile limite che preserva la Virtù dal farsi Peccato, prima in potenza, poi in atto?

Il Peccato rappresenta una condotta riprovevole, un atto proibito, un rinnegamento delle regole morali imposte. Superbia, Avarizia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Accidia: i sette peccati capitali racchiudono la debolezza umana, la tentazione diabolica, l’incapacità di saper dire no.

Non solo, il peccato è legato alla lotta eterna tra bene e male, al senso di colpa, alla punizione che ne consegue, al piano di redenzione per ristabilire, eventualmente, un ordine o alla scelta definitiva di agire immoralmente, perpetrando all’infinito quel peccato originale che ci rende terreni, fallibili.

Peccato come tentazione, volontà di trasgredire, ribellione alla Virtù, individuale o collettiva. Il Peccato può essere espiato, volendo, sanato, tramutato nel suo opposto. O forse no

Un libro double-face da aprire, sfogliare e capovolgere con un gesto della mano per raggiungere, alternativamente, sentimento e passione, desiderio e peccato.

Una vita rigorosamente virtuosa può condurre a un’esistenza fatta di esperienze non vissute: occasioni perse, parole non dette. Mentre peccare è un’arte, e saper peccare probabilmente una virtù.

D’altra parte, assaporare avidamente la vita può consumarla troppo in fretta. Allora è proprio vero che la Virtù sta nel mezzo?

Nelle pagine di questo libro, in verità, si trova in principio.

Ma il volume è double-face e, in uno spazio in cui i due opposti si incontrano, due sono gli incipit: infatti, chi potrebbe dire se dalla Virtù origina il Peccato, o viceversa?

Il racconto “Il disegno sul cuore (monologo di un dottore)“, di Rosalba Panzieri, originaria di Rieti, pubblicato nella sezione “Virtù”, è stato insignito del prestigioso premio “Alberoandronico – terza edizione”.

Tratto da Virtù & PECCATO

«Conosco a memoria ogni gesto da compiere: sternotomia mediana. Devo aprirle il torace. Sara ha quattro anni, una cardiopatia che l’accompagna presumibilmente dalla nascita ed il peso di chi mangia a mani nude quello che la povertà offre. Prima di addormentarsi tra le mani dell’anestetista ha barattato un orsacchiotto. È piccolo il suo cuore, rosa. Vorrei accarezzarlo. L’infermiera mi tampona il sudore che sta colando sulla mascherina, mentre proseguo nell’esecuzione accademica che deve salvarle la vita. Apertura longitudinale del pericardio. Il suo cuore si sta schiudendo tra le mie dita. È un’emozione che mi sorprende, si incolla alle mani. […] Ecco la tua prima morte, Sara. Ma non devi essere spaventata, Bambina, perché oggi ti riporto a casa, te lo prometto. E se morirai ancora sarà solo per amare, per rinascere altre cento volte sulle opportunità nuove con cui la vita ti sorprenderà. No, tu non lo ricorderai l’istante in cui il tuo cuore si è fermato, ma il tuo sangue porterà l’orma dei miei occhi ed io potrò vederti, ogni volta che un’emozione ti farà rumore nel petto. Bisturi!».

[da “Il disegno sul cuore – Monologo di un dottore”, di Rosalba Panzieri]

 Nadia Turriziani

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