Intervista di Alessio Amato al rapper sardo Quilo

Intervista di Alessio Amato al rapper sardo Quilo

Giu 23, 2011

Quilo, attualmente nei Malos Cantores, fondatore dei Sa Razza, fa rap da ormai vent’anni.

In occasione di questa ricorrenza, abbiamo deciso di intervistarlo per saperne di più sulle sue opinioni sulla scena e sui pregi del cosiddetto “raap sardu”.

 

 

 

A.A.:  Sono passati vent’anni da quando sono usciti i primi due pezzi su vinile dei Sa Razza, “In sa la” e “Castia in fundu”. C’è qualcosa che rifaresti nella tua carriera o, al contrario, qualcosa che avresti voluto fare e che non hai ancora fatto?

Quilo: Eh già… seu imbeccendi! Sono passati molti anni da quando io ed il mio socio davamo fuoco alle prime rime ad Iglesias. Il profondo Sulcis ha sempre fatto scuola. Classe 1991 uscita dei primi Vinili ma nelle strade di Iglesias già dall’88, ‘89 c’era chi ballava e chi iniziava ad ascoltare dalla radio i primi dischi. Il tempo sembra volato via da quando salivamo nel ‘93 sul palco a Reggio Emilia insieme ai Beastie Boys. Mi accorgo oggi che abbiamo in qualche modo tracciato un percorso importante per l’hip hop made in Sardinia.

 

Era la Golden Age dove si respirava musica nelle cantine, ci si ubriacava allegramente di vinile e si registrava, quando si era fortunati, con i Fostex a Cassette. Erano tempi in cui la musica te la dovevi andare a cercare ed ogni disco era prezioso, unico. Non esisteva la rete quindi ogni contatto avveniva per posta oppure come ho fatto io, partivi e ti ritrovavi a Torino, tra la gente seria come Josta, Pinzu, Dilan dope, rawl, trizta, next one, e mi scuso se dimentico qualche nome, ma i b.boys erano davvero tanti. Quella è stata la mia scuola. Vent’anni non sono facili da riassumere in poche righe. I miei compagni di viaggio sono stati tanti, compresi quelli che si sono alternati nelle varie formazioni con Sa Razza, uno tra tutti Ruido che al di là delle leggende metropolitane e tra alti e bassi, non ha smesso mai di fare e di produrre. Carlo Bagnolo persona che ha creduto nel progetto di EYAA e con il quale ho collaborato per diverso tempo. Oggi tutti meritano rispetto per ciò che hanno fatto.

 

Ricordo anche episodi spiacevoli, scazzi, frastimmus, abbandoni, delusioni, illusioni insomma tutto è stato perfetto e nel totale non rimpiango nulla. Da Sa razza alla Fossa, da Maloscantores a Nootempo, dai fit prod all’orto, il sulcis ha contribuito parecchio e penso che si possa continuare a dare il massimo del resto, l’hip hop lo davano spacciato in un paio d’anni invece.. tagzz..suona ancora e sonat po sa genti futta.

 

 

A.A.: Nella tua biografia si legge che le esperienze musicali che hai maturato nella scena sarda ti hanno portato a fondare il collettivo Nootempo.

Di quali esperienze parli nello specifico? Senti che la scena sarda ti ha aiutato o ti ha ostacolato nella tua carriera musicale?

Quilo: Nel mio percorso artistico ho raccolto tante informazioni che poi mi sono tornate utili per lavorare sul progetto Nootempo, attivo come marchio dal 2003 anno di fine corsa per i Sa Razza. Nel girare in lungo ed in largo venendo a contatto con producer discografici, cantanti, mc’s, dj’s , managers ho potuto imparare e fare tesoro dei loro consigli. L’esperienza quindi è importante per ognuno di noi, per la vita e per costruire un progetto di lungo periodo. Io non credo ad una Scena Sarda e tantomeno Italiana sono categorie che facilitano l’isolamento artistico. Quando ero pischellu mi sentivo parte di un qualcosa e certamente la cultura Hip hop è stata una vera scuola ma oggi, dopo tanti anni , credo di essere un po’ più maturo per non mettermi dentro scene o scenette.

 

È però giusto che i più giovani si sentano parte di una grande Krew, aiuta a proteggersi dalle delusioni, aiuta a socializzare , crescere e poi capire che resta solo Musica e il suo messaggio. La Sardegna e non la “scena” mi ha aiutato molto, la mia isola è la mia Musa, la mia terra è stata la ragione per la quale ritornavo sempre, per la quale soffrivo e gioivo. Chi denigra questa terra, nonostante sia spesso difficile restarci e combattere contro mille problemi, non capisce cosa si perde.

 

Nootempo ha come quartier generale la nazione sarda, produce musica ed arte senza il bisogno di cercare fortuna altrove, con molto impegno e senza farsi pulligheddas mentali, qui nessuno vuole diventare famoso , se avessi voluto vendermi il culo lo avrei fatto da tempo credetemi … ma per quanto mi riguarda sto bene qui e sempre da qui sono pronto per andare ovunque. Nootempo è una Factory che non inquina, produce arte insomma e continua ad essere il trampolino di lancio per molti progetti di cui abbiamo pubblicato album come Randagiu sardu, Gangalistics, Bentesoi ed altri che stanno entrando a farne parte. Bolli cun gana si dice, bisogna stare sereni, fare musica in modo professionale divertendosi il piu’ possibile. Del resto io ho sempre creduto nell’Edutainment di KrsOne.

 

 

A.A.: Tra le tue influenze, compare il “sardigna style”.

In che cosa consiste questo stile, e cosa ne pensi del fatto che ormai siete rimasti in pochi a usare il sardo nel rap?

Quilo: Per me non esiste uno stile sardo, per me esiste la mia lingua, Sa Limba. La lingua che ci hanno fatto dimenticare e che nessuno ha più imparato. La rima in sardo è stata la mia fortuna, la mia lingua è stato l’elemento determinante per differenziarmi e proporre qualcosa che come avete ricordato nella domanda, quasi nessuno pratica. Ma si poit? Come si può essere Sardi e non saper scrivere duas rimas? Non demonizzo chi fa del buon raap italianu, sia chiaro, però per me resta una lingua istrangia, straniera. I giovini, is piccioccus, non approfittano di questa ricchezza anche se, con mia grande sorpresa, ci sono alcuni MC che stanno iniziando a capire ed una nuova scuola sta nascendo.

 

La lingua sarda per me è identità Nazionale, la mia visione è quella di una Sardegna votata alla sovranità, alla libertà ed alla pace. Nella mia vita ho scritto anche in italiano e tutt’ora quando appoderu sa pinna, qualche rima esce fuori; ma la mia mission è diffondere su fueddu come “arma letale” culturale attraverso il raap e la musica che produco. Quello che dico e che vi potete fare le demo e le song ma dedicate almeno un buon 50% alla stesura di rime in Sardu, ti senti meglio, est unu gosu mannu ed andate dove con s’italianu non arriverete mai. Se il problema è che “ ma gli altri non ci capiscono …” allora vi dico: perché ci avete capito mai un cazzo dei testi in inglese se non qualche concetto? Lo stile stà nel flow, nel flusso.

 

A.A.: Hai collaborato con alcuni dei più celebri rapper della scena sarda ed italiana, come Caparezza e i Balentia. Ti sei anche cimentato nel dubstep, collaborando con Arrogalla.

C’è qualcuno con cui vorresti collaborare con cui non hai ancora collaborato, e perché?

Quilo: La musica è come il cosmo, esistono miliardi di pianeti e stelle quindi esistono miliardi di possibili collaborazioni, il nostro limite è dettato solo dal fatto che la “benza” finisce e crepiamo tutti quanti. Le collaborazioni portano sempre un gran bene perché ti danno modo di crescere ed evolvere lo stile, di sperimentare e misurarti con te stesso e con gli altri. Chi si chiude dentro trincee o nel recinto del purismo musicale prima o poi muore oppure si mette da una parte. La musica è un viaggio e durante questo viaggio si incontrano persone e con alcune , se la cosa è fatta bene, si può percorrere un tratto di strada insieme oppure bere una birra al banco, possibilmente fresca, grazie…

 

A.A.:  Da ormai 5 anni non si vede più un disco dei Maloscantores. Nel frattempo, però hai lavorato sia come produttore, con i Sa Ganga, sia come mc, nell’album di Prhome.

Uscirà un tuo disco da solista prima o poi? Più in generale, ci puoi anticipare qualcosa sulle tue collaborazioni future?

Quilo: Maloscantores è stato ed è un progetto incredibile, che ha segnato la mia vita. Abbiamo prodotto due album belli densi e si può dire, senza false modestie, di aver dato nuovo slancio nel 2004 al raap in sardo. Una buona nuova è che, a Luglio 2011, con l’Unione Sarda Special Collection, uscirà un cd con svariate tracks dei Malos e Sa Razza, quelle più bomba ed in più ci abbiamo messo dentro degli inediti. Ora mi occupo di produzioni con la Nootempo e collaboro con molti producer mentre il mio Goppay Micho P continua nell’attività di musico nello studio; insomma ci diamo da fare con una diversa prospettiva. Come già detto di collaborazioni ne ho fatte tante e continuo a farne e nel frattempo, vorrei dedicarmi a nuove forme musicali e magari scoprire, produrre qualche MC che sia degno di nota e possa aprire veramente un nuovo capitolo dalla Terra di Sardegna. Scrivo molto, sa pinna est sempri càrriga e ci sto pensando seriamente ad un mio SOLO, ma come tutte le cose mi serve tempo, mi serve concentrazione, serve un detonatore. Per ora sentirete qualche nuova rima nel nuovo di Randagiu ( art direction nootempo con strumentali e mix di Ruido ZC ) che uscirà e in un inedito con i Mustayonis, un duo tekno.electro.folkalistico.

 

A.A.: Grazie a Quilo, considerato ormai come uno dei più illustri membri dell’hip hop sardo.

Quilo: Grazie a voi per questa “Ciacciarrata” e per il lavoro che fate, bisogna sempre portare avanti la cultura hip hop e chi cerca di sbattersi un po’ ed impegnarsi. Ringrazio per la stima ma sappiate che non mi sento illustre, sono solo un MC che ha una missione e che ha fatto delle cose, che spero abbiano contribuito ad aprire nuove strade nella musica sarda. Orabonas a totus e chi sa musica s’acumpangit sempri in sa vida !

(photo by R.Pili ( art report – rosas press ) nootempo.com Sardinia rec FacTory)

Per contattare Quilo:

http://www.nootempo.com/

Intervista pubblicata in originale sul blog musicale Hiphopsardo.blogspot.com:

http://hiphopsardo.blogspot.com/2011/06/intervista-esclusiva-quilo.html?spref=fb

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