Intervista di Giovanna Arabini al fotografo Alessandro Loddi

Intervista di Giovanna Arabini al fotografo Alessandro Loddi

Giu 17, 2011

Giovanna Arabini: Spesso ho pubblicato su The SarDorialist le foto di Alessandro per cui mi è sembrato naturale chiedergli di prestarcene ancora qualcuna nonché di rispondere a qualche domanda personale. È stato così gentile da accettare dimostrandosi non solo appassionato e talentuoso (e questo lo si sapeva) ma anche disponibile e piacevole per cui spero di potermi avvalere ancora dei suoi lavori qui sul blog.

G.A.: Qual è la tua parola preferita?

Alessandro Loddi: Boh, forse anticlericale. Suona bene. O forse MILF?

G.A.: Cosa ti fa sentire vivo?

Alessandro Loddi: L’assenza di mio padre e anche quel recente dolorino alle spalle.

G.A.: Qual è il tuo posto preferito?

Alessandro Loddi: Gli aeroporti, seriamente. Ci vivrei. Mi alleggeriscono e la potenza del trolley che unisce non è mai da sottovalutare. Fervore, curiosità, eccitazione.

G.A.: Quale artista ammiri?

Alessandro Loddi: Svariati. David Yow/Ian MacKaye & soci/Thurston Moore & soci/Andrzej Dragan/Ben Heine Se comincio con il cinema non la finisco più.

G.A.: Qual è il tuo cibo preferito?

Alessandro Loddi: Credo di non avere un cibo preferito, Se dico KEBAB non mi sputate in faccia vero?

 

G.A.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Alessandro Loddi: Tibor Fisher “Sotto il culo della rana“, anche se, a dir la verità, ho appena riletto “Non ho risposte semplici” di Stanley Kubrick.

G.A.: Quale talento vorresti possedere?

Alessandro Loddi: Riuscire a non perdermi in cazzate studiando un piano logico-temporale infallibile.

 

G.A.: Quale sarebbe la tua giornata ideale?

Alessandro Loddi: Sveglia, sesso, lavoro, foto, casa, sesso, concerto sotto casa, casa, sesso, coccole, russare. Ovviamente le circostanze possono mutare l’ordine cronologico degli eventi. Ecco perché molte persone fanno sesso a lavoro. Servirebbe più tempo… Ecco ora posso rispondere anche alla domanda sul talento che vorrei possedere.

G.A.: Qual è il miglior ricordo che hai della tua infanzia?

Alessandro Loddi: Senza dubbio l’edicola di Buggerru durante i soggiorni estivi. Ero piccolo, basso e grassottello e da quell’altezza da tappo vedevo un sacco di buste sorpresa coloratissime. Impazzivo. E facevo impazzire mio padre e mio zio. “Compra questo e compra quello” mi chiamavano.

G.A.: Chi vorresti essere nella prossima vita?

Alessandro Loddi: Un Vittorio Arrigoni.

G.A.: Qual è stata la cosa più bella che hai fotografato?

Alessandro Loddi: Dico in miei nipotini, Nicolò e Giulia, perché sono veramente fighissimi.

G.A.: Qual è stato sinora il tuo più bel traguardo?

Alessandro Loddi: Non ho fatto gran ché. Credo non prenderò mai una laurea. Tuttavia parlo un ottimo italiano e uso discretamente il verbo essere, avere e congiuntivi vari. Vi pare poco? Lavorativamente, guadagnare qualcosina facendo ciò che ti piace e che ti gratifica non è affatto male, soprattutto se aggiungi a tutto ciò, la stima che svariate persone mi dimostrano quotidianamente.

G.A.: Quale indumento saresti felice di indossare per il resto della tua vita?

Alessandro Loddi:  Una di quelle camicie a quadretti che sembrano delle tovaglie scozzesi.

G.A.: Qual è la tua più grande paura?

Alessandro Loddi: Che gli italiani non si accorgano di quanto facciamo pena.

 

G.A.: Cosa ti fa piangere?

Alessandro Loddi: Bob Corn. Mmmh, ora che ci penso, quando ho voglia di piangere metto su Bob Corn, quindi non è lui la causa. I miei amori e i miei disamori.

G.A.: Cosa ti fa ridere?

Alessandro Loddi: Mi fa ridere Fabio, un amico che proprio oggi ha perso il padre. Ti vogliam bene biglia ;) Poi ovviamente mi fa ridere Cartman, Peter Griffin, Monty Python, Oddo e Germano Mosconi. Molte volte mi faccio ridere, mi autofinanzio i sorrisi.

G.A.: Cosa fa di un amico un buon amico?

Alessandro Loddi:  La sincerità e il non spaccare le palle nei momenti meno opportuni.

 

G.A.: Ti sei mai innamorato?

Alessandro Loddi:  Essì, l’amore è bello tranne quando ascolti Dente.

 

G.A.: Cosa significa libertà per te?

Alessandro Loddi: I tempi che viviamo ed i luoghi che abitiamo non ci permettono di possedere un concetto di libertà assoluta; magari, ed in determinati casi, si può essere fisicamente liberi ma mentalmente colmi di restrizioni. Viviamo un mondo di bombardamenti mediatici e spesso, inconsapevolmente, inglobiamo informazioni e modi di vita che non ci appartengono. Tuttavia provate ad immaginare l’essere umano privo di qualsiasi credenza religiosa. Non saremmo forse più liberi? Ci sarebbe da festeggiare!

 

G.A.: Quando è stata l’ultima volta che hai aiutato uno sconosciuto?

Alessandro Loddi: Ieri.

 

G.A.: Senza cosa non riusciresti a vivere?

Alessandro Loddi: Senza foto, senza film, senza musica, senza tette e senza un sacco di altre cose. Sono vizioso. Ah..ma che mondo sarebbe senza l’Inter?

G.A.: Qual è la cosa più bella che hai mai visto?

Alessandro Loddi: Un film è una cosa, quindi dico “A Clockwork Orange” e dico anche la barista di un Bulldog Coffee-shop di Amsterdam.

G.A.: Qual è l’odore più bello del mondo?

Alessandro Loddi: L’odore del caffè e della benzina.

G.A.: Credi in una qualche divinità?

Alessandro Loddi: Si certo, in Germano Mosconi.

G.A.: In quale personaggio del cinema o dei libri ti identifichi di più?

Alessandro Loddi: Senza alcun dubbio Benjamin Malaussène, personaggio di Daniel Pennac, francese ma simpatico.

 

G.A.: Qual è la cosa più importante che hai imparato?

Alessandro Loddi: Il non essere curioso delle vite altrui.

G.A.: Da chi vorresti essere baciato?

Alessandro Loddi:  Dipende da che tipo di bacio. Per un bacio zozzo dico Asia Argento.

 

G.A.: Qual è la tua più grande ossessione?

Alessandro Loddi: Non sono ossessionato da nulla in particolare.

 

G.A.: Quali valori o ideali ti guidano nella vita?

Alessandro Loddi: L’essere esplicito/onesto con la gente e con me stesso. E svariati valori innati dell’essere umano di cui la chiesa ingiustamente si fa portatrice.

G.A.: Come vorresti essere ricordato?

Alessandro Loddi:  Come ciò che sono e non ciò che sembro.

 

G.A.: Cosa vorresti fotografare delle cose che non hai ancora fotografato?

Alessandro Loddi: Guerra.

L’intervista è stata pubblicata in originale sul blog Sardorialist:

http://sardorialist.blogspot.com/2011/05/sardoriartisti-our-favourite-pic.html

 

Contatti di Alessandro Loddi:

http://www.wix.com/youthh82/youthsite

http://www.flickr.com/photos/youthindanger/

 

Alessandro Loddi – ph ©

 

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