“Distacco” di Boris Pasternak

“Distacco” di Boris Pasternak

Giu 5, 2011

“Distacco”

 

 

Boris Pasternak

Dalla soglia un uomo guarda,
la casa non riconosce.
La partenza di lei fu come fuga.
Ovunque tracce di scompiglio.

Dappertutto nelle stanze il caos.
La portata della devastazione egli
non vede a causa delle lacrime
e di un attacco di emicrania.

Negli orecchi dal mattino un rumore.
Ricorda o sogna?
E perché nella mente sempre più
gli s’insinua il pensiero del mare?

Quando ai vetri attraverso la brina
non si vede la luce di dio,
doppiamente l’angoscia ineluttabile
somiglia alla solitudine del mare.

Gli era così cara
con ogni lineamento,
come al mare vicine le rive
con la linea tutta della risacca.

Come i giunchi sommerge
la piena dopo il fortunale,
sono scomparsi sul fondo della sua anima
i tratti e le forme di lei.

In anni di travagli, in tempi,
di vita impensabile
fu a lui su dal fondo sospinta.
dall’onda della sorte.

Tra ostacoli innumeri,
superando i pericoli,
l’onda la portava, portava
e strettamente congiunse.

 

Boris Leonidovič Pasternak (Mosca, 10 febbraio1890 – Peredelkino, 30 maggio 1960) è stato un poeta e scrittore russo. Nato da agiata famiglia ebraica assimilata, trascorse l’infanzia in un ambiente intellettuale ed artistico. Suo padre Leonid era artista e professore alla Scuola moscovita di pittura, sua madre, Rosa Kaufmann, era pianista.

 

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