"Ogni donna è una poesia" di Angelo Rodà recensione di Marzia Carocci

"Ogni donna è una poesia" di Angelo Rodà  recensione di Marzia Carocci

Apr 18, 2011

Ogni donna è una poesia             Silloge poetica di Angelo Rodà   recensione a cura di

Marzia Carocci

Casa editrice Montedit 2003

Un volo pindarico quello che l’autore Angelo Rodà,intraprende,portando in alto le proprie meditazioni,in un canto fatto di immagini rese quasi visive.

La sua poesia regge su figure retoriche che delineano le qualità e la tecnica poetica che l’autore,naturalmente possiede.

Quindi ossimori, similitudini, metafore e allegorie ,fanno da contenitore a una scrittura particolarmente immaginaria.

Il poeta tramuta il pensiero in un dipinto d’autore,dove ogni cosa prende forma e la musicalità diventa costante.

Un inno lirico,fra meditazione e contemplazione dove l’amore per qualsiasi cosa è preponderante e fondamentale nella propria essenza.

Angelo Rodà scopre così che l’amore è nella terra,nella neve,nelle radici dell’albero e nella donna amata,l’amore in quanto sentimento universale.

Un viaggio nel sogno ad occhi aperti di un uomo, che fa emergere il principe dei sentimenti in ogni cosa viva, natura compresa;un autore attento e interessato a ciò che spesso viene messo in sordina e per molti ha smesso di esistere. L’amore per l’altro.

Da “Al sicuro”

Ancora in braccio a mia madre

protetto dalle parole ghiacciate,

ritorno in braccio alla mia vecchia

lontano dall’ortica

che mangia le caviglie(…).

Belle immagini,che rendono al lettore,chiara la sensazione che il poeta vuole esprimere.

Una silloge che incanta e che ci porta a vedere la metamorfosi dell’uomo con il mondo che lo circonda,un mondo fatto di sensazioni,di dolori e gioie,un mondo che spesso, non è come vorremmo.

Da “deluso”.

Sulla panchina,detta d’amore

 il primo palpito baciato

e il primo pianto ho lasciato,

quando giglio fosti

colta da altri gesti(…).

Leggere Angelo Rodà è come leggere nel nostro intimo, dove si generano insicurezze, paure, dove le  introspezioni e le  interiorità, restano nella nicchia dell’anima e non riescono a prendere il volo, quel volo che è spiccato alto invece, nella scrittura del nostro autore.

Marzia Carocci

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