Intervista di Alessia Mocci a Mauro Gasparini ed al suo “Veleno – delle volte è meglio morire”

Anno 2010: Mauro Gasparini pubblica ben due romanzi con due case editrici, il primo “Dammi un bacio” è edito da LeBolleBlu, il secondo “Veleno” è edito da Scritturapura Editore.

Una scelta controcorrente ma davvero coraggiosa e noi di Mondo Raro facciamo il tifo per Mauro.

Le presentazioni dei due libri sono svariate e non si svolgeranno solo nel suolo italiano bensì anche in quello francese, e questa certamente è una grossa opportunità per l’autore di portare un po’ di letteratura Made in Italy fuori dallo stivale.

Due libri con tematiche diverse, il primo tratta del sentimento amoroso, il secondo è un noir dal ritmo acceso e irrespirabile che non da modo di chiudere il libro prima della fine dello stesso.

Mauro Gasparini ha risposto per noi ad alcune domande sulla sua attività di scrittore.

A.M.: “Veleno – delle volte è meglio morire” è il tuo nuovo libro. Puoi spendere due parole anche sulle altre tue pubblicazioni?
Mauro Gasparini: Per quelle meravigliose coincidenze della vita, quest’anno sono usciti due libri a distanza di poche settimane uno dall’altro: una raccolta di racconti per LeBolleBlu Edizioni dal titolo “Dammi un bacio” ed appunto “Veleno”, pubblicato da Scritturapura Editore.
“Dammi un bacio” parla d’amore, prevalentemente, in quella parte del sentimento che non ammette giudizio, che ci fa essere, dopo, anche poco orgogliosi di noi stessi, ma che ci rende molto più simili gli uni agli altri di quanto ci piace ammettere. “Dammi un bacio” parla d’amore, ma non consola e quando può picchia duro.
Da “Dammi un bacio” è nato anche uno spettacolo molto intenso con lo stesso titolo, che consta di 8 dei racconti d’amore della raccolta letti da me e allo stesso tempo dall’improvvisazione del contrabbasso jazz di Mauro Battisti.

A.M.: Il sottotitolo “delle volte è meglio morire” è abbastanza intrigante. Qual è la metafora che si nasconde dietro?
Mauro Gasparini: “Veleno” in libreria è finito nella sezione dei gialli, ma si propone come un giallo atipico: al lettore non vengono centellinate le informazioni, la scommessa anzi è quella di fare in modo che i personaggi e chi legge sappiano sempre le stesse cose, abbiano le medesime informazioni. Non solo (e questo è il senso del sottotitolo) in un giallo c’è sempre uno svelamento finale che manda a posto tutte le tessere del rompicapo: in “Veleno” ciascuno vive quei frammenti di verità su cui riesce a mettere le mani ma, come capita a ciascuno di noi, non conosce che una porzione infinitesimale di ciò che lo circonda. Tutte le azioni quotidiane che ciascuno di noi compie producono effetti, ma di quanti di esse siamo veramente consapevoli? Ovviamente delle volte le cose s’incasinano parecchio ed a posteriori vorremmo che fossero andate diversamente. Può capitare che vadano così male che alla fine uno pensa che morire non era l’opzione peggiore: però questo è il senno di poi, nella maggior parte dei casi quando va male si scappa. Che poi è quello che i protagonisti fanno per buona parte del romanzo; se funziona, il lettore scapperà con loro.

A.M.: Quali sono i personaggi principali?
Mauro Gasparini: Ci sono tre protagonisti ed un comprimario. Veleno è un’anima nera, alcolizzato e votato all’autodistruzione. Non si è ancora perso del tutto, ma un piede l’ha già messo dall’altra parte del fosso. Velluto è la sua donna: stanno bene insieme perché non vogliono appartenersi e sfuggono entrambi ai sentimenti che obbligano a mettersi in gioco davvero, a crescere.
Liverani invece è il commissario, una persona seria, capace, onesta: queste sue caratteristiche, nella realtà del romanzo, sono la sua disgrazia e lo costringono a passare dalla parte di quelli che scappano.

A.M.: Quanto tempo hai impiegato per scrivere e pubblicare “Veleno – delle volte è meglio morire” ?
Mauro Gasparini: Con “Veleno” ho fatto pari con molte esperienze scoraggianti con il mondo dell’editoria: dal momento che ho finito l’ultima stesura all’accordo con Scritturapura sono passati due mesi. Poi ce ne sono voluti 16 perché l’ambizioso progetto della rinnovata collana Cannella, di cui Veleno è il battistrada, si concretizzasse come lo immaginava l’editore. Ma ne valeva la pena.

Lascio la pagina facebook di “Veleno – delle volte è meglio morire” per seguire le presentazioni e le news dell’autore:

http://www.facebook.com/?ref=logo#!/pages/Veleno-delle-volte-e-meglio-morire/105977782785869?ref=ts

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