"Canti di mestizia" di Sara Ciampi recensito da Marzia Carocci

"Canti di mestizia" di Sara Ciampi recensito da Marzia Carocci

Mar 31, 2011

Canti di mestizia di Sara Ciampi

Carello editore euro 10,00

La lirica di Sara Ciampi è senza dubbio un canto emozionale.

Note malinconiche e ricami di parole, tessono una scrittura ricca di particolari che danno la possibilità al lettore di vedere fra le righe.

Vedremo così, una notte d’inverno, sentiremo sulla pelle la pioggia che la poetessa dolcemente descrive,e saremo testimoni di foglie che volteggiano sospinte dal vento.

Un bagaglio di sentimenti traspaiono nelle sue poesie ,a volte tristi, altre che calcano il proprio pensiero per riportare nella mente ricordi passati e sensazioni che l’autrice rivive nei suoi versi.

La particolarità dell’autrice, è il trovare quella luce che a volte rimane assopita e immersa fra le nebbie del nostro vivere terreno.

Sara Ciampi lascia spazio alla speranza anche là dove spesso tutto è difficile e a spesso nebuloso, riesce a trovare colore nel buio che accompagna alcuni momenti del nostro cammino terreno.

Una donna del nostro tempo che ci regala l’emozionalità di un’anima attenta , parole le sue ,che fanno riflettere sulla vita di ogni giorno dove il dualismo del buono e il bello sovrastano i nostri tempi non sempre sereni e privi di ostacoli.

Nella malinconia del crepuscolo,

immersa nell’assoluta quiete della sera

ascolto il picchiettio della pioggia e penso.

Versi dalle parole scarne che ci fanno sentire l’intensità di una donna che assorta, cerca nella musicalità di una pioggia la voce dei suoi pensieri, quasi in simbiosi con l’elemento acqua purificatore per antonomasia.

Poetessa più volte premiata,presente in prestigiosi dizionari ,italiani e stranieri.

Nel 2004 le è stato assegnato un master in Letteratura e Filosofia.

Nel 2005, l’autrice, riceve due importanti onorificenze, una dalla Città del Vaticano, e l’altra dal Ministero dei beni culturali.

E’ stata più volte candidata al premio Nobel per la Letteratura ed inclusa nella “rosa” Nobel

Recensito da Marzia Carocci

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