Intervista di Alessia Mocci a Giovanni Beani ed al suo “Spirali Alchemiche”

Magia vista come Illusionismo, tecniche varie dell’ingegno umano per sbalordire e creare sogni nella realtà. Illusionismo e Letteratura, due forme di creazione non dissimili.

Giovanni Beani esordisce nella Letteratura con una silloge di nove racconti “Spirali Alchemiche”, edito nel 2010 dalla casa editrice Cinquemarzo Editore. La poliedricità delle tematiche è mantenuta stretta da un filo conduttore interno ai racconti che stabilizza l’equilibrio primario tra scrittore e lettore.

Giovanni è stato molto gentile nel rispondere ad alcune nostre domande sul libro e sulla sua genesi intavolando un’interessante discussione sul Mentalismo e sull’Illusionismo. Buona lettura.

 

A.M.: “Spirali alchemiche” è la tua prima silloge di racconti?

Giovanni Beani: Non so se si tratti di una vera e propria silloge, se con tale termine si intende una antologia di testi di varia natura, perché i miei racconti, anche se apparentemente scollegati tra di loro, hanno in realtà un loro filo conduttore che poi in fondo è lo stesso animo umano. Comunque sì “Spirali Alchemiche” è il mio primo libro di racconti pubblicato.

 

A.M.: Quando e perché hai avuto l’idea di scrivere questo libro?

Giovanni Beani: Da tempo avevo l’idea di pubblicare qualche mio scritto, perché sono fermamente convinto che, se si scrive, lo si fa perché qualcun altro ci legga, a meno che non si scriva un diario personale, ma in questo caso si tratta di tutt’altra cosa. Oltretutto il mio modo di scrivere, perlomeno nei racconti che fanno parte di “Spirali Alchemiche”, deriva anche dal mio essere… Illusionista. Sin da bambino ho avuto una grande passione per quella che a me piace chiamare Arte della Magia (Magia intesa come quella del Prestigiatore). E l’Arte della Magia non è quella che si basa su dei trucchetti che si possono acquistare magari su Internet o con la visione di filmati su You Tube (tanto per rimanere in tema di moderna tecnologia), ma piuttosto su uno studio, serio ed approfondito, che va a toccare molti campi dello scibile umano, dalla tecnica manipolatoria alla psicologia, il tutto poi ben miscelato con certo il fine di stupire chi assiste ad uno spettacolo di illusionismo, ma anche di lasciare qualche messaggio nella mente degli spettatori. Ecco perché Arte Magica. E poiché il mio interesse principale, col tempo, si è indirizzato verso quella branca dell’illusionismo che chiamiamo Mentalismo, cioè una forma di illusionismo che si svolge essenzialmente nella mente degli spettatori e che sfrutta la psicologia, le tecniche del ricordo, il distrarre l’attenzione, ecc. mi stuzzicava molto l’idea di proporre una cosa similare con lo scritto. E le parole possono davvero riuscire ad evocare delle sensazioni, a provocare emozioni in chi legge, un po’ quello che dovrebbe essere lo scopo dell’artista dell’illusione. Stupire lasciando un’emozione nel cuore e nella mente.

 

A.M.: Il titolo è molto particolare. Qual è il significato esatto?

Giovanni Beani: Questo mio studio del Mentalismo mi ha portato anche a toccare gli ambiti più prettamente vicini a quel tipo  di “vera magia” che va dall’Alchimia alla Cartomanzia ed oltre. In alchimia con il termine Spirali Alchemiche si intendono otto spirali che vanno verso l’alto, ma che possono anche scendere all’interno di noi stessi, per arrivare a conoscerci. Al termine dell’ottava spirale troviamo l’oro alchemico, che potremmo intendere come qualche cosa di molto più importante dell’oro chimico, lo potremmo vedere come la conoscenza del nostro vero IO. Un percorso lungo e che gira spesso su se stesso, dandoci a volte l’illusione di tornare indietro, ma alla fine una strada fondamentale per ognuno di noi. E quindi le “Spirali Alchemiche” mi apparivano perfette come titolo per la raccolta dei miei racconti, dove, proprio come in una spirale, i protagonisti fanno giri, a volte tortuosi, per poi giungere ad un finale, che è sempre a sorpresa ed inaspettato (almeno questo è quello che mi auguro accada nella mente dei miei lettori). Poi però, dopo la sorpresa, magari rileggendo il racconto, ci si può rendere conto che l’effetto a sorpresa non è solo fine a se stesso, ma c’è altro nascosto tra le righe, a volte un’anima inquieta, altre una triste, una gioiosa… nove diversi racconti, per nove differenti storie.

 

A.M.: I nove racconti presenti ne “Spirali alchemiche” sono stati scritti tutti nello stesso arco temporale?

Giovanni Beani: Sono nati e cresciuti nell’arco di un paio di anni. Ma non hanno mai perso il loro spirito iniziale. Alcuni hanno preso vita da una semplice frase, letta o sentita pronunciare, altri dal volere esprimere un pensiero o mostrare una situazione particolare che mi aveva colpito e poi messi in forma di racconto. Sicuramente tutti, una volta che hanno visto la luce sul foglio di carta, sono cresciuti molto velocemente, perché in realtà si erano già formati lentamente dentro di me. Inoltre tre dei racconti presenti in “Spirali Alchemiche” sono nati per partecipare a tre differenti concorsi letterari:

“Riflettere” è stato selezionato per il premio letterario LuccAutori 2009 organizzato da Demetrio Brandi ed inserito nell’antologia “Racconti nella Rete” edita da Nottetempo;

“Nettuno” è risultato finalista nella prima edizione del premio letterario Storie di Mare indetto da Marco del Bucchia Editore e pubblicato nell’antologia “Storie di Mare/1″;

“La Golosa” è entrato a far parte della collana “Libri di Attesa” di Edizioni Cinquemarzo ideata per tentare di alleggerire il peso dell’attesa agli utenti nelle strutture sanitarie. Si tratta in pratica di una serie di libretti con un solo racconto che vengono lasciati gratuitamente nei luoghi di attesa delle sale d’aspetto delle AUSL con l’obiettivo di mitigare il tempo fermo e passivo dell’utente appunto attraverso la lettura di questi piccoli libri.

 

A.M.: C’è un racconto che ritieni più completo rispetto agli altri?

Giovanni Beani: Personalmente credo che ognuno sia completo per quello che vuole dire e per quanto vuole lasciare nel lettore. Probabilmente però “Nettuno” è quello che maggiormente potrebbe essere considerato completo sotto alcune aspetti “classici” della scrittura. Ma, ripeto, tutti hanno un loro perché. Infatti anche Tony Binarelli, noto personaggio televisivo ed uno dei massimi esponenti del Mentalismo italiano, scrive così sul finale della sua prefazione: “Ecco questo è Giovanni Beani: L’ILLUSIONISTA, capace di sorprendere e meravigliare con le 52 carte di un mazzo, ma di farvi sognare con i nove racconti delle sue “SPIRALI ALCHEMICHE” dove, proprio come un Alchimista d’altri tempi, mescola: amore, gioia, paura guidandovi verso la fine di un racconto talora allegra, talora triste, talora degna d’un film di Spielberg, come in STELLA.”. Poi ad ogni racconto si lega anche un’immagine, una fotografia rielaborata al computer, che l’accompagna e, forse, lo completa. Un’immagine che, come per il testo, va osservata in dettaglio… mai nulla è per caso.

 

 

A.M.: Quale pensi sia il racconto più interessante per una lettrice? E per un lettore?

Giovanni Beani: A questo non saprei rispondere. Molte delle persone che hanno letto i racconti di “Spirali Alchemiche” e che poi hanno avuto modo di farmi conoscere il loro pensiero al riguardo, grazie in particolare ad Internet ed al grande calderone di Facebook, in realtà hanno scelto, come loro preferito, ognuno un racconto differente ed, alla fine, è davvero difficile dire quale ha ottenuto maggiore consenso. E non c’è un indirizzamento specifico verso una lettrice femminile oppure un lettore maschile. Certo la dedica del libro è… “Alla Donna” perché, davvero, quale amante del mistero, cosa posso cercare di maggiormente misterioso dell’anima della donna?

 

Vi lascio link utili per sapere di più di Giovanni Beani e di “Spirali alchemiche”:

http://www.facebook.com/?ref=logo#!/giovanni.beani?ref=ts

http://www.giovanni.beani.name/Giovanni_Beani/Benvenuto.html

 

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