"La mia Waterloo Ventricolare" di Roberto Di Egidio, Neo Edizioni

"La mia Waterloo Ventricolare" di Roberto Di Egidio, Neo Edizioni

Mar 4, 2011

ci sono/ i magnati del petrolio/ i gabbiani che muoiono nel petrolio/ gli uomini che salvano i gabbiani che muoiono dal petrolio/ i primi/ alla loro morte/ si risvegliano in gabbiani/ i secondi/ diventano uomini che salvano gabbiani/ i terzi/ vengono portati su un altro pianeta/ come monoparticelle emozionali/ di una nuova vita che nasce” (“monoparticelle”)

“La mia Waterloo Ventricolare”, edito nel 2009 presso la casa editrice Neo Edizioni, è una pubblicazione che lascia il lettore estasiato dall’intelligenza presente nelle sue pagine. L’autore, Roberto Di Egidio, si cimenta in un lavoro estremamente pericoloso di poesia diversa da quella che per lo più si può leggere.

Roberto Di Egidio segue una sua peculiare poetica che vede una versificazione del tutto assente di punteggiatura, non troviamo infatti in nessuna occasione maiuscole, virgole, punti. Il concetto ed i versi si scindono in un ritmo ben scandito dalla brevitas e dall’ironia. I testi presentano un pregno senso di sagacia e di chiara interpretazione della società odierna, dei suoi piccoli dettagli.

galleggia/ nella vasca da bagno/ in direzione della parte emersa/ delle mie ginocchia/ ribattezzate per l’occasione/ scilla e cariddi/ il flacone quasi vuoto dello shampoo/ ma il moto ondoso/ che ne accelera l’incedere/ non è provocato dai miei/ peraltro impercettibili movimenti/ quanto dal fenomeno sismico/ che da circa trenta secondi/ interessa buona parte del centro sud della penisola/ mia madre mi implora/ da dietro la porta/ di ripararmi sotto lo stipite/  prevenendo così le conseguenze/ di un imminente crollo/ ma io/ nemmeno le rispondo/ preso come sono/ dalle sorti di questo eroico naviglio di plastica/ prossimo ormai al baratro/ che si apre tra i due mostri” (“shampoo”)

“La mia Waterloo Ventricolare” consta di quattro capitoli ed una postfazione intitolata “Le poesie sono cefali”. Ogni capitolo, “Cefali”, “Il sesso, l’amore, l’odio e la mancanza”, “A”, “Haiku in versi liberi” estrinseca un approccio tematico differente mantenendo però lo stesso stile brillante e pulito che contraddistingue la poetica dell’autore. In “Cefali” ritroviamo le liriche semi serie che trattano argomenti limite con un approccio serioso ed aulico-post-moderno. In “Il sesso, l’amore, l’odio e la mancanza”, come suggerisce il titolo, è il sentimento amoroso l’oggetto di discussione, l’amore è descritto sempre in modo giocoso ma prettamente malinconico:

ti ricordi come eravamo?/ tu scaricavi a 28 e otto/ ed io con te/ come due oscillatori/ vibravamo/ sincronizzati/ poi ti ha raggiunto quel tipo/ lui andava a 56/ e tu sei andata con lui/ adesso/ sono venuto a sapere/ che fa la fila/ dietro la vetrinetta/ di un dimenticatoio di seconda mano/ mentre tu/ te la fai con quel grosso router dell’hilton/ e tutte le periferiche/ giù nella hall/ pensandoti/ si sbrodolano” (“Amore a 28 e otto)

Il terzo capitolo “A” consta di venti dediche ad i più svariati personaggi, troviamo infatti con i titoli in minuscolo “a mia madre”, “ad antonella”, “a bo e luke”, “a bud powell e charlie parker”, “a buster keaton”, “a che guevara”, “a demetrio stratos”, “a giacomo leopardi”, “a giuseppe ungaretti”, “a goldrake”, “a italo calvino”, “a jelly roll morton”, “a pete townsend”, “a ringo starr”, “a robert johnson”, “a seville” (poesia scritta in spagnolo con traduzione), “a syd barrett”, “a sylvia saint”, “a valerio magrelli”, “a ludving wittgenstein”. Da ognuno di questi personaggi Di Egidio prende ispirazione trasformando un episodio della loro vita, una parabola, una poesia da loro scritta, un aneddoto curioso, un ringraziamento in geniali dediche.

Il quarto capitolo “Haiku in versi liberi” presenta ventiquattro raffinatissimi haiku ( componimento poetico nipponico formato da tre o cinque versi con cinque-sette-cinque sillabe) che tendono su argomenti prettamente antropologici e, da regola di haiku, naturali.

se scavo nel mio fondo/ trovo una pala/ e voi che mi guardate” (“haiku n°7)

mi taglio le unghie/ per fermare il tempo/ con la mano” (“haiku n°8)

La recensione è stata pubblicata in originale sul sito:

http://malicuvata.it/libri-degli-altri/-letti-nel-2010-/244-la-mia-waterloo-ventricolare-.html

Written by Alessia Mocci

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