"Il sole sorgerà ancora" – prefazione di Marzia Carocci

Graziano Sia, pubblica un libro che ci riporta al doloroso “movimento” dell’emigrazione.

Famiglie divise, nuclei sradicati da terre martoriate, padri divisi da madri ,da figli, dalla propria origine. Viaggi estenuanti con valige di cartone, in paesi stranieri, freddi, senza radici e sicurezze in un brusio di voci che non è la tua lingua, la tua gente, la tua vita. L’emigrazione: a volte la sola possibilità di sopravvivenza, viaggi della speranza, in luoghi dove il sogno della propria terra scalda come quel sole lasciato, quel sole che intiepidisce le zolle e profuma l’aria di buono, di amore, di famiglia.

I racconti che arricchiscono il libro di verità sentita,sono immagini che si aprono ai nostri occhi rendendo l’immaginato quasi reale. La modalità descrittiva dell’autore ci fa “vedere” i personaggi e ce li fa conoscere con i propri disagi, le paure, le lacrime e la nostalgia che è sovrana fra le righe. Il canto della speranza è musica in sottofondo, la speranza del ritorno alla terra dove spesso, per molti è rimasta solo un’utopia. La scrittura di Graziano Sia è una simbiosi fra descrizione e poesia,  alcuni passaggi, sono vere e proprie liriche, che arricchiscono ulteriormente l’idea che l’autore vuole dare.

Aneddoti di vita vera,comune ai tanti emigranti,racconti che sono piccoli capolavori con una capacità di sintesi non indifferente, dove l’autore riesce a rappresentare le sensazioni,i caratteri,persino la fisicità dei personaggi che hanno camminato nella sua vita,regalandoci uno spaccato ben delineato e narrato in modo estremamente visivo. Da segnalare il toccante racconto “i nonni paterni”, una storia che è continuità d’amore,dedizione,ricordo;una storia dove anche il lettore si sentirà piccolo di fronte alla grandezza, al valore e al senso che il racconto ci propone. “Spesso li trovavo seduti davanti al camino, mano nella mano…si amavano perdutamente, nonostante gli anni(…). Un amore forte,  che né la guerra, né l’emigrazione, né fatiche ed ostacoli hanno scalfito;un amore che è maestro di vita, impreziosito dagli anni, fortificato dal tempo e dagli eventi,dove il sentimento é la condivisione di tutto; nel bene e nel male.

Graziano Sia, ha saputo tessere con abilità, sensibilità e intelligenza, quelli che sono i valori della bella e brava gente,quella stessa gente che ha il cuore in mezzo al petto, un cuore che è amore per la famiglia, per la propria terra e quindi le proprie amate origini. Racconti che sono la traccia di un tempo,un tempo che ancora è presente e che non dovremmo mai dimenticare. Basta guardarsi attorno,non ci saranno più, forse le valige di cartone,ma tanti volti stranieri, uomini e donne lontano dalle loro origini e dalla loro terra; gente che sogna e che spera ancora di ritornare da dove sono venuti.

Written by Marzia Carocci

apollinaire.mc@libero.it

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